“Il risultato delle elezioni austriache, insieme ad altri raggiunti in Europa negli ultimi tempi, costituisce una lezione per i partiti tradizionali che, nel corso degli ultimi anni, hanno seguito un po’ troppo le spinte di strumentalizzazione dei movimenti populisti, specialmente sulle questioni che riguardano l’immigrazione, convinti che imitarli potesse essere occasione per recuperare consensi e vincere le elezioni. Non e’ cosi’. Van der Bellen ha vinto perche’ nell’ultima settimana e’ stato percepito come un’alternativa vera nei confronti della destra, cosa che che non erano riusciti a fare il candidato socialdemocratico e popolare”. Lo ha detto il presidente della Commissione per le Politiche Ue della Camera Michele Bordo, del Pd, nel corso di un’intervista a ‘Radio Cusano Campus’.

“I movimenti populisti e demagogici – ha proseguito Bordo – soffiano sulla paura dei cittadini pensando cosi’ di poter offrire una risposta di governo credibile ma in realta’ non e’ sulla paura che si puo’ costruire il futuro dei cittadini. La paura, infatti, spinge a rinchiudersi in recinti sempre piu’ stretti, consente l’affermazione di nazionalismi e, soprattutto, spinge molti a rivolgere il proprio sguardo al passato piuttosto che al futuro. Nel nostro futuro invece deve esserci un’Europa rafforzata, non quella che abbiamo visto in campo negli ultimi anni, ma quella dei valori e dei principi che hanno consentito al nostro continente di diventare protagonista nel mondo”.


Impossibile non cogliere nell’agguato al presidente del Parco dei Nebrodi Giuseppe Antoci, al quale va la mia solidarietà, e nell’attentato, fortunatamente sventato, contro il procuratore di Napoli Giovanni Colangelo un riarmo della criminalità organizzata, sia essa mafia, ‘ndrangheta, camorra. Sono cambiati gli interessi e gli obiettivi ma i metodi ci riportano a uno dei periodi più bui della nostra storia. La risposta dello Stato in entrambi i casi è stata fortissima e ha fortunatamente evitato due stragi. Quanto accaduto dimostra chiaramente la necessità di agire con sempre maggiore forza a difesa della legalità.


pdcapitanataBordo: “Spartiacque tra chi vuole cambiare il Paese e chi vuole solo personalizzare lo scontro con Renzi e il Governo”

“Il referendum costituzionale è lo spartiacque tra chi vuole cambiare davvero il Paese e chi vuole solo sfruttare l’occasione per continuare a personalizzare lo scontro con Renzi e il Governo, senza discutere del merito”. Lo ha affermato l’on. Michele Bordo, coordinatore del Comitato di reggenza dell’Unione provinciale del PD foggiano, introducendo la riunione dell’Assemblea provinciale, allargata ai segretari di Circolo, dedicata all’organizzazione delle iniziative a sostegno del SI alla “riforma costituzionale approvata dal Parlamento, necessaria a rendere le nostre istituzioni meno costose e più efficienti”.
“Scegliere tra il SI e il NO al referendum di ottobre è semplice – ha affermato Bordo – Chi vota SI contribuisce a: diminuire il numero delle poltrone; tagliare i costi della politica; semplificare il processo legislativo e il voto di fiducia; migliorare la governabilità del Paese; ridurre i conflitti tra Stato e Regioni; abolire gli enti inutili, iniziando dal CNEL; introdurre il referendum propositivo.
Chi vota NO, non avendo argomenti da utilizzare contro la riforma, ha un solo obiettivo: continuare a personalizzare lo scontro con Renzi nella speranza che possano esserci conseguenze per la tenuta del Governo.
Ecco perché abbiamo bisogno di spiegare ai cittadini, a quanti più cittadini possibili, cosa prevede la riforma della Costituzione e qual è l’obiettivo del referendum di ottobre. Abbiamo bisogno di tutta la forza della mobilitazione politica e civica di cui è capace il Partito Democratico in ogni centro della Capitanata per aiutare l’Italia ad uscire finalmente dalla palude.
Il nostro obiettivo deve essere lavorare per attivare più Comitati per il SI in ogni Comune, anche attraverso l’iniziativa di non iscritti al partito, coinvolgendo il mondo delle professioni, quello accademico, le organizzazioni di interesse e sociali, il civismo molto diffuso nel nostro territorio e i singoli cittadini.
Al referendum votano i cittadini, e i cittadini devono essere i protagonisti della nostra mobilitazione politica – ha concluso Michele Bordo – se vogliamo contribuire a rendere più semplice, più efficiente e meno costoso il sistema istituzionale italiano”.
L’Assemblea provinciale del PD, inoltre, ha approvato il regolamento per i congressi di Circolo in cui manca da tempo il segretario. A Mattinata il congresso si svolgerà il 27 e 28 maggio.


unioniciviliIl voto sulle #unionicivili segna una tappa decisiva per l’Italia, un passo avanti non più rinviabile in termini di civiltà e giustizia che deve renderci tutti orgogliosi.

Ricordo che il nostro Paese è tra i pochissimi in Europa a non avere ancora una legge sulle unioni civili (insieme a Bulgaria, Cipro, Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia, Romania e Slovacchia). Inoltre, dopo la sentenza della Corte di Strasburgo del 21 luglio 2015 abbiamo l’obbligo giuridico di intervenire su questo tema.

Lo dobbiamo, soprattutto, a tutti coloro che in questi anni hanno sofferto per i ritardi e le tante promesse mancate. Con l’approvazione della legge gli italiani potranno finalmente avere la certezza di vivere in un Paese più giusto. Il Pd e il governo si sono impegnati fino in fondo in questa battaglia sui diritti civili. Voglio dirlo chiaramente: senza il Pd questa bella pagina non sarebbe stata scritta. E’ l’inizio di una nuova storia.


rai parlamento

“Nel rivolgere un augurio all’Ue, in occasione della Festa dell’Europa del 9 maggio, auspico che finalmente gli interessi generali prevalgano su quelli nazionali, erroneamente messi al primo posto in questi anni. Se continuano a dominare gli egoismi verra’ meno la tenuta unitaria stessa”. E’ quanto dichiarato dal presidente della Commissione per le Politiche Ue della Camera Michele Bordo, del Pd, nel corso di un’intervista al programma ‘Punto Europa’ di Rai Parlamento.

“L’Italia di oggi e’ un Paese dal governo stabile che si batte per il rilancio delle istituzioni comunitarie: lo sta dimostrando avanzando una serie di proposte concrete. L’obiettivo e’ quello di recuperare la fiducia dei cittadini dando risposte collegiali a problematiche che riguardano l’economia, l’occupazione, l’immigrazione, l’austerita’, la crescita. A guidare questo processo devono essere la condivisione delle scelte e la solidarieta’ tra gli Stati come immaginato da Schuman nel celebre discorso del 1950. Sono convinto che questa consapevolezza tra gli Stati progressivamente aumentera’ anche perche’ l’alternativa all’Europa e’ un ritorno al passato che nessuno di noi puo’ assolutamente permettersi” ha concluso Bordo.