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“Il Governo deve trovare immediatamente le risorse necessarie a garantire la sopravvivenza di migliaia di famiglie”. L’onorevole Michele Bordo (PD) commenta l’emergenza sociale provocata dal taglio degli ammortizzatori sociali “insopportabile per le lavoratrici e i lavoratori che stanno già pagando un conto salatissimo a causa della crisi”.
“Se guardo alla Puglia e alla provincia di Foggia, il 2012 è stato drammaticamente segnato dall’incremento del ricorso agli ammortizzatori sociali – continua Bordo – evidenza dell’inasprimento della crisi del sistema produttivo, provocato anche dal mancato pagamento di servizi e forniture da parte della Pubblica Amministrazione.
Questa è l’emergenza da affrontare ora. In parallelo è necessario il rapido superamento delle politiche economiche fondate esclusivamente sull’austerità per puntare tutto sul sostegno alla crescita, allo sviluppo e all’occupazione.
Dobbiamo farlo subito in Italia e in Europa – conclude Michele Bordo – per impedire che la grave crisi economica in atto si trasformi in vero e proprio dramma sociale con il rischio di conseguenze molto pesanti per la tenuta complessiva del nostro Paese”.

Roma, 17 aprile 2013


“E’ urgente riattivare il confronto tra Governo e Parlamento per correggere gli errori commessi con la cancellazione delle sedi giudiziarie che operano in territori in cui lo Stato fronteggia gli attacchi più violenti della criminalità”. Lo afferma Michele Bordo, deputato del PD, prima dell’incontro con i rappresentanti del Comitato per la Difesa della Legalità in Capitanata, oggi a Roma insieme a tutti gli organismi civici costituitisi nelle città che hanno subito il taglio dei Tribunali.
“Dobbiamo ripartire dal parere unanime delle Commissioni Giustizia di Camera e Senato sull’opportunità di mantenere attive buona parte delle sedi soppresse, compresa quella di Lucera – continua Bordo – Il confronto deve poi allargarsi alle sedi distaccate perché alcune di queste sono importanti come un Tribunale.
Nelle aree interne e montane o dove la criminalità predatoria e mafiosa è particolarmente pervasiva, gli uffici giudiziari evitano disagi ai cittadini e contribuiscono a farli sentire più sicuri.
La giustizia deve costare meno e diventare più efficiente – conclude Michele Bordo – Obiettivi che devono essere raggiunti rafforzando i presidi di legalità e sicurezza e non eliminandoli”.

Roma, 17 aprile 2013


camera-dei-deputati“E’ politicamente sbagliato che tanti parlamentari con doppi incarichi di tutti gli schieramenti non abbiano ancora optato per uno di essi. I capigruppo Speranza e Zanda intervengano sui deputati e senatori del PD che si trovano in questa condizione per invitarli a scegliere subito. I cittadini e le istituzioni meritano il massimo rispetto formale e sostanziale”. E’ Michele Bordo, deputato del Partito Democratico, che chiede almeno al PD un “intervento urgente e fattivo che ponga fine ad ogni ambiguità”.
“Le istituzioni non sono il tram da cui si sale e si scende a seconda delle aspirazioni o, peggio, convenienze personali – continua Bordo – A maggior ragione se ci si candida quando già si riveste un incarico istituzionale, come hanno deciso di fare tanti sindaci e amministratori locali e regionali.
Abbiamo il dovere di contribuire, al meglio delle nostre possibilità e capacità, al funzionamento del Parlamento senza che da ciò derivi un danno all’operatività di altri Enti. Ed abbiamo il dovere di fugare ogni pur minimo ed infondato sospetto sulla strumentalizzazione della funzione istituzionale.
Sarebbe opportuno che i colleghi scegliessero subito quale carica ricoprire – conclude Michele Bordo – altrimenti diventa necessario un intervento politicamente risolutivo dei gruppi parlamentari e del partito”.

Roma, 10 aprile 2013


Impegnare il Governo a “sospendere l’autorizzazione alla ricerca di petrolio al largo delle Isole Tremiti, in attesa di conoscere gli esiti della conferenza internazionale di Trieste del 9 novembre”, e a “varare un decreto legge per l’istituzione nell’Adriatico della Zona di Protezione Ecologica e della Pesca in cui siano vietate le attività di ricerca, prospezione e coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi”. E’ quanto previsto dalla mozione parlamentare presentata da Michele Bordo (PD) e sottoscritta da tanti altri deputati del Partito Democratico, con in testa i pugliesi.
Il documento, oltre a ricostruire l’iter autorizzativo delle indagini geosismiche che vorrebbe effettuare la multinazionale Petroceltic Elsa, interpreta la volontà di “popolazioni, istituzioni locali e regionali, parlamentari, organizzazioni economiche e associazioni ambientaliste” che “hanno contestato esplicitamente, con atti formali e manifestazioni pubbliche, la previsione che l’Adriatico possa diventare un bacino petrolifero”.
“Le ragioni di una così diffusa e radicata protesta sono certamente di carattere ambientale, considerata la presenza della Riserva marina delle Isole Tremiti e del Parco Nazionale del Gargano nell’area interessata dalle ricerche – aggiunge Bordo – ma anche economico e sociale, giacché sulle sponde dell’Adriatico si affacciano centinaia di comunità che traggono buona parte della loro ricchezza dal turismo e dalla pesca per le quali è indispensabile la salubrità dell’acqua”.
Inoltre, fa rilevare il deputato del PD, “che senso avrebbe consentire indagini, comunque invasive dell’ambiente marino dell’Adriatico, mentre si sta preparando una Conferenza internazionale nella quale sarà posto il tema del divieto di estrazione del petrolio dal fondale di questo delicatissimo ecosistema?”. Continua a leggere


Una mozione parlamentare per bloccare le indagini geosismiche per la ricerca del petrolio in Adriatico e una proposta di legge che vieti questo tipo di attività industriale nel “mare su cui si affacciano centinaia di comunità che vogliono vivere senza l’incubo di un disastro ambientale e prosperare investendo le proprie energie e risorse in attività economiche sostenibili e compatibili con questo ecosistema”. Sono le iniziative parlamentari annunciate da Michele Bordo, deputato del PD, all’indomani dell’incontro tra il ministro dell’Ambiente Corrado Clini, i sindaci e i rappresentanti della rete delle organizzazioni civiche che si battono contro la decisione del Governo di autorizzare le prime indagini nei fondali adriatici.
“Devo, purtroppo, constatare e contestare la perfetta continuità tra Clini e il suo predecessore del PDL Stefania Prestigiacomo – continua Bordo – Entrambi invocano il notarile rispetto della legge che svilisce la funzione anche politica di un ministro, il quale, invece, prima di rilasciare un’autorizzazione come quella data per le trivellazioni al largo delle Tremiti, dovrebbe compiere valutazioni di ordine sociale e territoriale, non solo tecnico-legislative.
Cercare ed estrarre petrolio dal fondo dell’Adriatico e’ un gravissimo errore di politica ambientale, attesa la sua caratteristica di mare chiuso, di politica industriale, perché se ne ricaverebbe materia prima di scarsa qualità e in quantità modesta a fronte dell’enorme impronta ecologica, di strategia economica territoriale, considerato che il futuro dell’area costiera e’ sempre più indirizzato verso il turismo sostenibile e le attività dell’indotto. Continua a leggere