IMG-20170614-WA0001“Con l’abolizione del roaming l’Europa è più unita. La cancellazione del sovrapprezzo per le chiamate, gli sms e la navigazione internet nell’Ue a partire dal 15 giugno rappresenta una rivoluzione nel settore delle telecomunicazioni e un importante passo in avanti nella creazione di una società digitale europea. È questa l’Ue che vogliamo”. Lo dichiara il Presidente della Commissione Politiche Ue Michele Bordo del Partito Democratico.

“La cancellazione del roaming – aggiunge Bordo – che è una conquista frutto della lunga battaglia cominciata con il semestre europeo di presidenza italiana e portata avanti da Pd e Pse, garantirà ai cittadini il libero accesso al mercato unico digitale. Da oggi ogni cittadino potrà viaggiare su tutto il territorio europeo senza dover rinunciare alle comunicazioni. È un beneficio tangibile che inciderà positivamente sulle vite delle persone, un successo delle politiche di innovazione dell’Ue che si inserisce all’interno di un più ampio impegno riformista. È anche così – conclude Bordo – che si argina il populismo antieuropeo”.



audizione avramopoulos“Il commissario Avramopoulos oggi ha fatto riferimento a passi avanti che ci sarebbero stati sul tema immigrazione. Per quanto ci riguarda sono assolutamente insufficienti: e’ impensabile che a fronte di oltre 150.000 ingressi che ci sono stati in Italia fino a questo momento le ricollocazioni ammontino soltanto a poche centinaia. C’e’ una sproporzione che non ci possiamo assolutamente permettere”. Cosi’ il presidente della Commissione per le Politiche Ue della Camera Michele Bordo, del Pd, parlando con i giornalisti alla Camera a margine dell’audizione del commissario Ue per le migrazioni.

“Fino a pochi mesi fa – ha detto Bordo – l’immigrazione non era neanche tra le priorita’ delle iniziative europee. Lo e’ diventata solo dopo che l’Italia ha puntato i pugni sul tavolo. Ritengo sia necessario individuare sanzioni nei confronti di quei Paesi che si impegnano sul fronte delle ricollocazioni ma poi non mantengono i patti e ribadisco che questo fenomeno non puo’ essere gestito solo ed esclusivamente dal nostro Paese. Continueremo allora a insistere perche’ l’Europa cambi la strategia adottata finora, colmi ritardi e lacune e ottenga finalmente dei risultati”.


bastaunsiOggi l’Istat ha certificato che il numero degli occupati è aumentato di 174 mila unità rispetto allo scorso anno, che la disoccupazione continua a scendere e quella giovanile è al minimo da quattro anni. Al contempo il PIL torna a crescere, con un +0,3% nel trimestre e un +1% su base annua.
E ieri, dopo sette anni di attesa, è stato finalmente firmato l’accordo per il rinnovo del contratto dei dipendenti pubblici (85 euro in più al mese). Stavolta si cambia davvero. Avanti Italia. #Bastaunsi’


radioradicale16nov16
“Il nostro blocco al progetto di revisione del bilancio pluriennale europeo e’ il tentativo di scuotere finalmente l’Ue perche’ riteniamo che non ci sia la piena consapevolezza relativamente alle emergenze che vive il nostro Continente e in particolare l’Italia. L’immigrazione prima di tutto e poi la mancanza di occupazione dei giovani. Noi abbiamo chiesto che ci siano piu’ risorse per queste due emergenze atteso che non possono essere caricate solo sul nostro Paese”. Lo ha detto il presidente della Commissione per le Politiche Ue della Camera Michele Bordo, del Pd, nel corso di un’intervista a ‘Radio Radicale’.
E contro chi bolla il ‘no’ dell’Italia al bilancio europeo come mossa elettorale Bordo dice: “Chi da’ una lettura di questo genere e’ assolutamente in malafede. Non e’ da oggi, perche’ siamo in campagna elettorale per il referendum, che poniamo il tema dell’immigrazione come priorita’ per l’Ue. Purtroppo fino a questo momento Bruxelles non ha pensato di modificare a sufficienza la propria agenda. Noi non vogliamo che si torni indietro, non vogliamo la fine dell’Ue. Vogliamo un’Europa diversa. Abbiamo fatto le riforme, stiamo chiedendo ai cittadini di votare per una riforma costituzionale che e’ importante anche per rendere piu’ moderno il nostro Paese nel rapporto con l’Ue. Il quadro mondiale e’ cambiato come dimostrano, tra l’altro, la Brexit e l’elezione di Donald Trump e l’Ue deve capire che abbiamo bisogno di segnali che siano in controtendenza rispetto a tutto quello che e’ stato il passato pena la fine dell’Unione europea come è stata concepita dai padri fondatori”.