FB_IMG_1516015392605Il rafforzamento dei rapporti e della cooperazione tra Italia e Francia, che negli ultimi mesi hanno subíto degli scossoni, è indispensabile per coordinarsi in maniera sistematica non solo su questioni bilaterali ma anche europee al fine di creare consenso tra i 27. Il rilancio dell’Unione passa, infatti, attraverso un impegno comune e una piena assunzione di responsabilità da parte di tutti i Paesi europei. Ecco perché l’idea di un Trattato italo francese mi convince: l’Europa ha bisogno di una presenza forte e credo che l’Italia possa trovare in Macron una sponda per affrontare tematiche cruciali per la tenuta europea: crescita, innovazione, sviluppo energetico, terrorismo ma anche questioni, come l’immigrazione, di cui, per anni, ci siamo dovuti occupare da soli di fronte a un’Europa distratta. Mai come oggi abbiamo uno straordinario bisogno di unione e convergenza non solo per sanare gli squilibri macroeconomici ma per isolare gli euroscettici e salvare il progetto Europa.


vigilifuocoFinalmente ci siamo. Grande soddisfazione per l’approvazione in Commissione Bilancio delle nostre proposte che riguardano i #vigilidelfuoco. In particolare sono stati approvati due provvedimenti che prevedono da una parte l’anticipazione del turn over a maggio 2018 per 400 persone – con il conseguente scorrimento della graduatoria idonei del concorso pubblico 814 – e, dall’altra, un potenziamento delle assunzioni straordinarie per il 2018 che coinvolge 350 persone e che non pone limiti d’età ma tiene in considerazione le effettive giornate di servizio e la verifica dei requisiti di idoneità psicofisica richiesti per l’accesso al Corpo. E’ il giusto riconoscimento ai tantissimi lavoratori precari tra i #vigilidelfuoco


de vincentiIl Governo raddoppi le aree del territorio pugliese da includere nelle Zone Speciali Economiche. E’ la richiesta che ho avanzato insieme agli altri deputati pugliesi: Dario Ginefra, Colomba Mongiello, Liliana Ventricelli, Gero Grassi, Friz Massa, Alberto Losacco, Elisa Mariano, Franco Cassano e Salvatore Capone nella lettera inviata poco fa al ministro per la Coesione territoriale e il Mezzogiorno Claudio De Vincenti.

Abbiamo promosso questa iniziativa dopo aver verificato la positiva disponibilità del Governo, emersa nella conferenza unificata Stato-regioni, ad estendere fino a 4.200 ettari le aree delle ZES in Puglia. Indubbiamente un passo in avanti importante, ma non ancora sufficiente.

La nostra richiesta di portare l’estensione delle aree da 3.000 a 6.000 ettari si fonda sulla peculiarità di avere in Puglia due porti strategici nella rete trans europea (“Core” – ex Reg. 1315/2013) e due Autorità Portuali di sistema, Bari e Taranto, che operano, rispettivamente, sui versanti costieri Adriatico e Ionico. In particolare, l’Autorità Portuale barese comprende gli scali merci e turistici di Manfredonia e Brindisi e copre uno dei tratti di costa più lunghi dell’intero Paese su cui si affacciano aree industriali in cui poter proficuamente sperimentare le misure europee destinate a colmare lo svantaggio competitivo.

L’obiettivo è quello di sfruttare al meglio tutte le potenzialità di sviluppo del territorio a cui, tra l’altro, proprio l’istituzione delle Zone Economiche Speciali dovrebbe fornire risposte operative. Diversamente correremmo il rischio di non cogliere appieno le aspettative della Puglia e del sistema imprenditoriale territoriale di rilanciare l’economia e l’occupazione in una delle aree più popolose del Paese. Partito Democratico | Capitanata Redazione Pd Capitanata


barconeCondivido pienamente le posizioni espresse sull’immigrazione dal presidente del Consiglio Paolo Gentiloni in aula alla Camera per le dichiarazioni in vista del Consiglio europeo del 14 e 15 dicembre. È necessario un impegno di tutti i Paesi nel gestire la questione visto che l’Europa, che per anni ha girato la testa dall’altra parte, si è finalmente “accorta” dell’emergenza solo grazie all’Italia. Noi non rinunceremo alla ricollocazione, alla possibilità di salvare vite umane e a credere nella capacità dei Paesi africani di fermare le migrazioni irregolari. Saremo esigenti perché mai come oggi abbiamo uno straordinario bisogno di unione e convergenza non solo per sanare gli squilibri macroeconomici ma per salvare il progetto Europa.


Credit: JANEK SKARZYNSKI

Credit: JANEK SKARZYNSKI

Nel cuore della Polonia cova qualcosa di profondo e pericoloso. Nel giorno delle celebrazioni per l’indipendenza del Paese l’estrema destra ha rubato la scena al corteo antifascista marciando per le strade di Varsavia al grido di: “Dio, Onore, Patria”, “Gloria ai nostri eroi”, “Polonia pura, Polonia bianca”, “Europa bianca”, “Fuori i rifugiati”, “Vogliamo Dio”, “Fuori gli ebrei dal potere” e recuperando simboli dell’estrema destra antisemita degli anni Trenta. Se non vogliamo che le fondamenta democratiche dell’Europa vengano ulteriormente minate è necessario che questo clima xenofobo, antieuropeo, nazionalista, che domina non solo la Polonia ma anche Repubblica Ceca, Ungheria, Slovacchia e i Paesi del centro-est Europa, venga assolutamente contrastato.