“Il ministero dei Trasporti deve impegnarsi affinché Tirrenia, o altra società ritenuta idonea, garantisca la ripresa immediata del collegamento marittimo tra Manfredonia, Vieste e le Isole Tremiti”. Lo afferma Michele Bordo, deputato del Partito Democratico, raccogliendo l’allarme lanciato in sede locale dalle organizzazioni imprenditoriali e annunciando la presentazione di un’interrogazione il cui obiettivo è “tutelare i cittadini e i soggetti economici danneggiati dalla decisione della società Tirrenia di Navigazione S.p.A. di non attivare il servizio”. “Già lo scorso anno abbiamo dovuto subire l’unilaterale interruzione anticipata del servizio, che lasciò a terra centinaia di turisti con tutti i disservizi conseguenti – prosegue Michele Bordo – Questione che sollevai in sede parlamentare, raccogliendo solo l’indifferenza del ministro Matteoli. Mi auguro che il titolare del dicastero ai Trasporti abbia un po’ più di sensibilità di fronte alla notizia che, quest’anno, la Tirrenia non ha proprio attivato il collegamento tra il porto più importante della provincia di Foggia e le Isole Tremiti, che della stessa provincia sono parte integrante. Notizie di stampa attribuiscono il taglio alla perdurante crisi finanziaria e all’imminente privatizzazione della società a capitale interamente pubblico – conclude il deputato del PD – ma voglio sperare non vi sia alcun collegamento tra i due fatti, altrimenti si prefigurerebbe la premeditata volontà dei vertici societari e del ministero stesso di penalizzare un’area del Paese a vantaggio di altre”.


agenzie delle entrate“Le imprese che hanno investito in ricerca e sviluppo rischiano di subire la beffa del mancato accesso ai fondi per il credito d’imposta a causa del malfunzionamento del server telematico dell’Agenzia delle Entrate”.

E’ quanto paventa Michele Bordo, deputato del Partito Democratico, sollecitando l’intervento del Ministero dell’Economia e delle Finanze con un’interrogazione in cui si chiede di “garantire par condicio alle imprese nell’accesso a tali benefici fiscali”.

Il problema è stato denunciato da diverse aziende che, per ottenere i benefici relativi al 2007, hanno inutilmente tentato di attivare la procedura telematica esattamente alle ore 10 dello scorso 6 maggio, così come prescritto dal comma 2 dell’articolo 29 del Decreto Legge 29 novembre 2008, n. 185 (convertito dalla legge n.2 del 28 gennaio 2009).

Ciò ha comportato la necessità di “procedere a successivi invii con conseguente ritardo nel protocollo di prenotazione”, scrive l’on. Bordo nell’interrogazione; ritardo che “potrebbe danneggiare l’azienda – spiega il deputato del PD – giacché l’esame e l’eventuale accoglimento delle domande è rigorosamente governato dal criterio cronologico: il più veloce ha maggiori probabilità di accedere al contributo”.

Da questa premessa scaturisce innanzitutto la richiesta, al Ministero dell’Economia e delle Finanze, di sapere “fino a che ora di invio i formulari di prenotazione del credito d’imposta sono stati accolti dall’Agenzia delle Entrate sulla base della copertura finanziaria”, e “quante aziende hanno ricevuto dall’Agenzia delle entrate il Nulla Osta alla fruizione del credito d’imposta”.

Quindi la richiesta di “garantire par condicio alle imprese nell’accesso a tali benefici fiscali, considerata la manifesta inaccessibilità del server ministeriale al momento di avvio della procedura di prenotazione”.

Se così non fosse, sottolinea l’on. Michele Bordo, “il Governo avrebbe messo in piedi un sistema di prenotazione che, nella sua attuazione, avrebbe leso le legittime aspettative di imprese che hanno investito nel settore chiave della Ricerca e dello Sviluppo, anche contando sui crediti d’imposta previsti dalle Finanziaria che il centrosinistra approvò nel 2007.

L’eventuale carenza di imparzialità tecnico-procedurale – conclude il deputato del PD – potrebbe anche trasformare il credito d’imposta in un aiuto di Stato, che sarebbe inevitabilmente annullato dall’Unione Europea.


logo_pd2“Vogliamo e dobbiamo costruire il partito dei territori, fondato sul protagonismo degli iscritti e dei dirigenti locali e sulla strutturazione di un’organizzazione capace di amplificare l’azione dei singoli”. Sono alcuni degli obiettivi indicati per il futuro del Partito Democratico in Capitanata da Michele Bordo, deputato del PD, coordinatore della ‘mozione Bersani’ a livello provinciale. Nel pomeriggio di ieri, presso la sede dell’Unione provinciale, si è svolta la prima riunione organizzativa di quanti tra rappresentanti istituzionali e dirigenti si riconoscono nel progetto politico di Pierluigi Bersani, candidato alla segreteria nazionale del PD. Alla mozione che sosterrà l’ex ministro hanno già manifestato la propria adesione “tutti i parlamentari e i consiglieri regionali, il capogruppo ed altri consiglieri provinciali, la maggioranza dei sindaci e dei segretari di circolo – ha affermato Bordo – tutte donne e uomini rappresentativi del territorio e che non possono considerarsi componenti di un apparato per il sol fatto di investire passione e tempo nell’attività politica. E’ sbagliato, profondamente sbagliato insistere con questa retorica che solo chi sta fuori, dal partito e dai gruppi dirigenti, è il nuovo”. Ciò di cui il Partito Democratico necessita, anche per interrompere la serie di sconfitte elettorali – “solo parzialmente mitigate da alcune importanti vittorie come quelle di Foggia e Bari” –, è la valorizzazione del ruolo dei circoli: “Luoghi in cui si svolge attività politica quotidianamente, con tanta passione e sorprendente capacità di elaborazione”. Obiettivo raggiungibile “integrando i gruppi dirigenti – ha sottolineato Bordo – con le capacità, la competenza e la rappresentatività di chi opera non solo nei centri più popolosi della Capitanata, in quella che solo apparentemente è la periferia della provincia”. Il profilo programmatico della ‘mozione Bersani’ in Capitanata sarà caratterizzato dal “recupero della centralità della questione meridionale, che non deve limitarsi alla sterile e petulante rivendicazione di risorse e non può essere mortificata dalla supposta esistenza di una ‘questione settentrionale’. Le differenza reali, non mediatiche, tra il nord e il sud del Paese sono più che mai evidenti ed impongono uno sforzo, innanzitutto al nostro partito, in direzione dei riequilibrio degli investimenti destinati all’offerta di servizi ed alla promozione dello sviluppo”. Anche per realizzare questo obiettivo “è indispensabile costruire una più chiara ed omogenea politica delle alleanze”. La prospettiva “è chiara ed evidente – ha scandito Michele Bordo – nessuno pensa alla riedizione del centrosinistra che fallì la prova di governo con Prodi; ma è altrettanto chiaro che l’autosufficienza e il bipartitismo sono modelli falliti. Ciò che appare come più produttivo e utile è attivare un serio e strutturato dialogo con l’area di centro e con la sinistra che ha già dimostrato di sapere affrontare la del governo. D’altronde, proprio in Puglia più che altrove, è seguendo questo percorso che si sono ottenuti importanti risultati elettorali nell’ultima tornata amministrativa”. La riunione di ieri, animata da un partecipato dibattito, è servita anche ad individuare forme e luoghi di promozione dell’adesione alla mozione. Come già avvenuto a livello centrale, anche in Capitanata sarà costituito il ‘Comitato per Bersani’, cui sarà assegnato il compito di attivare iniziative nei circoli, in occasione delle Feste Democratiche, tra i soggetti sociali organizzati “convinti come siamo – ha concluso Michele Bordo – che se Pierluigi Bersani diventasse il segretario nazionale del PD, il nostro partito verrebbe rafforzato al suo interno e reso maggiormente capace di recuperare ed ampliare il consenso dei cittadini”.


logo_pd2“La leadership del Partito Democratico non si può giocare strumentalmente solo sulla semplificazione “vecchio e nuovo”, ma sulla politica”. Lo afferma l’On. Michele Bordo, deputato del Partito democratico. “Affermare, pertanto, come ha fatto ieri Franceschini – continua Bordo – che si ricandida per impedire a chi stava di ritornare è un colpo basso che si ritorce innanzitutto contro di lui. “Franceschini – si chiede Bordo – non è lo stesso che faceva il vice di Veltroni e, prima ancora, il capogruppo alla Camera, il vice di Rutelli e il vice di Marini al PPI”? “Il rinnovamento della classe dirigente – prosegue Bordo – è argomento troppo serio. Lo dico perché ho 35 anni e coltivo seriamente la speranza che dal prossimo segretario arrivi un impegno esplicito a favore del ricambio generazionale. Il rinnovamento però è una cosa (lo si pratica con i fatti non con gli annunci), la demagogia e la propaganda un’altra”. “Sarebbe utile – conclude Bordo – tornare alla politica, al tipo di partito che si vuole costruire, alla sua identità, al suo progetto programmatico, evitando di trasformare il congresso in uno scontro su chi è più demagogo”.