scuolaInsieme a Marco Di Lello ci confrontiamo con i precari della scuola a Manfredonia partendo da due dati di fatto: incremento degli investimenti (+4.3 mld) e sblocco delle assunzioni (100.000 unità). In passato abbiamo commesso degli errori, evidenti e innegabili, che hanno determinato ingiustizie e incongruenze da cui deriva la percezione negativa della #buonascuola. Si è creato un cortocircuito con un segmento importante e con molti nostri elettori. Vogliamo restituire alla scuola dell’infanzia l’indubbia importanza che ha per l’intera società.

Con il MEF stiamo discutendo sull’assunzione di 10.000 unità nella scuola, di ogni ordine grado. Per la scuola dell’infanzia potrebbe esserci l’inserimento in ruolo di 2.000 unità provenienti dalle GAE. Non dobbiamo più svolgere concorsi fino all’esaurimento di tutte le graduatorie esistenti. Le scelte politiche fatte negli ultimi mesi e le misure contenute nella legge di Stabilità, tra le quali un aumento di stipendio per gli insegnanti, correggono alcuni errori commessi in passato e testimoniano la centralità della scuola pubblica per il Partito Democratico.


L’assalto di oggi ad un tir che trasportava olive è stato sventato solo grazie all’intervento, tempestivo e professionale, della Polizia di Stato; ma l’emergenza dei furti di prodotti agricoli nel nord della Puglia resta e bisogna contrastarla con più forza.

La violenta determinazione dei quattro rapinatori armati, che hanno speronato l’auto della Polizia pur di garantirsi la fuga nelle campagne, è giustificata dall’espansione del business criminale nel settore agroalimentare.

Furti, frodi e contraffazione sono sempre più appannaggio delle organizzazioni criminali, comprese quelle di natura mafiosa, che sottraggono reddito e lavoro alle imprese e non si preoccupano dei potenziali rischi per la salute dei consumatori.

Alla Polizia di Stato e alle Forze dell’Ordine esprimo il mio plauso e la mia vicinanza assicurando tutto l’impegno politico e istituzionale per le iniziative necessarie a garantire maggiore sicurezza nelle campagne e sulle strade utilizzate per il trasporto delle merci.


Credit: JANEK SKARZYNSKI

Credit: JANEK SKARZYNSKI

Nel cuore della Polonia cova qualcosa di profondo e pericoloso. Nel giorno delle celebrazioni per l’indipendenza del Paese l’estrema destra ha rubato la scena al corteo antifascista marciando per le strade di Varsavia al grido di: “Dio, Onore, Patria”, “Gloria ai nostri eroi”, “Polonia pura, Polonia bianca”, “Europa bianca”, “Fuori i rifugiati”, “Vogliamo Dio”, “Fuori gli ebrei dal potere” e recuperando simboli dell’estrema destra antisemita degli anni Trenta. Se non vogliamo che le fondamenta democratiche dell’Europa vengano ulteriormente minate è necessario che questo clima xenofobo, antieuropeo, nazionalista, che domina non solo la Polonia ma anche Repubblica Ceca, Ungheria, Slovacchia e i Paesi del centro-est Europa, venga assolutamente contrastato.


svimez2Il Rapporto Svimez incoraggia le politiche messe in campo negli ultimi anni nel tentativo di colmare il gap di crescita tra Nord e Sud ma molto resta ancora da fare. Le previsioni per il 2017 e il 2018 confermano, infatti, che il Mezzogiorno è finalmente in grado di agganciare la ripresa, facendo segnare tassi di crescita di poco inferiori a quelli del Centro-Nord.

Nelle stime dello Svimez, aggiornate a ottobre, si legge che nel 2017 “il Pil italiano cresce dell’1,5%, risultato del +1,6% del Centro-Nord e del +1,3% del Sud”. Nel 2018 il tasso di crescita del Pil nazionale si attesterà “all’1,4% con una variazione territoriale dell’1,4% nel Centro-Nord e dell’1,2% al Sud”. Forti di questi risultati sarà ora necessario mettere in campo tutte le risorse per incrementare da un lato la forza lavoro e dall’altro le retribuzioni che, al Sud, rimangono ancora troppo basse rispetto alla media nazionale.