“Il risultato delle elezioni austriache, insieme ad altri raggiunti in Europa negli ultimi tempi, costituisce una lezione per i partiti tradizionali che, nel corso degli ultimi anni, hanno seguito un po’ troppo le spinte di strumentalizzazione dei movimenti populisti, specialmente sulle questioni che riguardano l’immigrazione, convinti che imitarli potesse essere occasione per recuperare consensi e vincere le elezioni. Non e’ cosi’. Van der Bellen ha vinto perche’ nell’ultima settimana e’ stato percepito come un’alternativa vera nei confronti della destra, cosa che che non erano riusciti a fare il candidato socialdemocratico e popolare”. Lo ha detto il presidente della Commissione per le Politiche Ue della Camera Michele Bordo, del Pd, nel corso di un’intervista a ‘Radio Cusano Campus’.

“I movimenti populisti e demagogici – ha proseguito Bordo – soffiano sulla paura dei cittadini pensando cosi’ di poter offrire una risposta di governo credibile ma in realta’ non e’ sulla paura che si puo’ costruire il futuro dei cittadini. La paura, infatti, spinge a rinchiudersi in recinti sempre piu’ stretti, consente l’affermazione di nazionalismi e, soprattutto, spinge molti a rivolgere il proprio sguardo al passato piuttosto che al futuro. Nel nostro futuro invece deve esserci un’Europa rafforzata, non quella che abbiamo visto in campo negli ultimi anni, ma quella dei valori e dei principi che hanno consentito al nostro continente di diventare protagonista nel mondo”.


unioniciviliIl voto sulle #unionicivili segna una tappa decisiva per l’Italia, un passo avanti non più rinviabile in termini di civiltà e giustizia che deve renderci tutti orgogliosi.

Ricordo che il nostro Paese è tra i pochissimi in Europa a non avere ancora una legge sulle unioni civili (insieme a Bulgaria, Cipro, Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia, Romania e Slovacchia). Inoltre, dopo la sentenza della Corte di Strasburgo del 21 luglio 2015 abbiamo l’obbligo giuridico di intervenire su questo tema.

Lo dobbiamo, soprattutto, a tutti coloro che in questi anni hanno sofferto per i ritardi e le tante promesse mancate. Con l’approvazione della legge gli italiani potranno finalmente avere la certezza di vivere in un Paese più giusto. Il Pd e il governo si sono impegnati fino in fondo in questa battaglia sui diritti civili. Voglio dirlo chiaramente: senza il Pd questa bella pagina non sarebbe stata scritta. E’ l’inizio di una nuova storia.




Prentice“Mi auguro che dal Consiglio europeo del 18 e 19 febbraio possa emergere una soluzione soddisfacente sia per l’Europa che per il Regno Unito posto che la sua permanenza nelle istituzioni europee è interesse che accomuna entrambi. Dal canto suo l’Italia è assolutamente convinta della necessità che Londra non abbandoni l’Unione europea: si tratta di un partner fondamentale anche per il ruolo critico che spesso ha interpretato in merito ad alcune scelte dell’Ue ripetutamente sollecitata alla massima efficienza dei suoi interventi e alla massima attenzione nei confronti delle esigenze del mondo produttivo. Istanze che in una recente iniziativa assunta congiuntamente dal ministro degli Esteri italiano e dal Segretario di Stato per gli Affari esteri del Regno Unito hanno trovato ampio riscontro”. Lo ha detto il presidente della Commissione per le Politiche Ue della Camera Michele Bordo nel corso dell’audizione dell’Ambasciatore del Regno Unito in Italia, Christopher Prentice.

“La permanenza della Gran Bretagna nell’Ue – ha detto Bordo – può risultare della massima importanza laddove può concorre a riequilibrare l’orientamento prevalente all’interno delle istituzioni europee, e soprattutto nell’ambito del Consiglio, che tende a privilegiare l’obiettivo della stabilità finanziaria e le politiche sul versante dell’offerta trascurando la necessità di adeguate politiche a sostegno della domanda”.

“Nell’ambito delle proposte avanzate dal Presidente del Consiglio europeo Donald Tusk, suscita però preoccupazione la parte che si riferisce alle prestazioni di sicurezza sociale e alla libera circolazione. Si prospetterebbe in tal modo una forte discontinuità nelle politiche sino ad ora adottate nell’Ue, in base alle previsioni del Trattato e della Carta dei diritti fondamentali che pone particolare attenzione alla salvaguardia dei diritti sociali, nonché al principio della libera circolazione delle persone, suscettibile di interessare una vasta platea di cittadini europei” ha concluso Bordo.