La Camera, premesso che:

nei giorni compresi tra il 22 e il 24 aprile 2009, la parte settentrionale della provincia di Foggia, con particolare riferimento alle aree del Preappennino Dauno Nord e dell’Alto Tavoliere, è stata colpita da eventi alluvionali che hanno provocato l’esondazione del fiume Fortore e di tutti i corsi d’acqua minori della zona;

a seguito dell’anomalo afflusso d’acqua si è reso necessario adottare le procedure tecniche di svuotamento della diga di Occhito, con conseguente allagamento di migliaia di ettari di terreno agricolo a valle dell’invaso che sorge al confine tra la Puglia e il Molise;

le esondazioni, oltre ad aver provocato, a più riprese, il blocco della circolazione sulla strada statale n. 17, sull’autostrada A14, sulla linea ferroviaria Adriatica e su numerose altre arterie stradali provinciali, hanno arrecato danni per almeno 50 milioni di euro alle aziende agricole ed alle colture di grano duro, ortaggi e barbabietole, diffuse su migliaia di ettari di terreno negli agri dei Comuni di Chieuti, Lesina e Serracapriola;

le abbondanti piogge e le conseguenti frane hanno distrutto ampi tratti della rete viaria provinciale dell’area, provocando l’isolamento di alcuni centri collinari, e la gran parte del sistema della viabilità rurale di competenza comunale;

la stessa area è stata interessata da eventi alluvionali già nei primi giorni di marzo di questo stesso anno, che provocarono l’esondazione dei corsi d’acqua ed i conseguenti danni alle coltivazioni ed alle infrastrutture logistiche,
impegna il Governo:

a procedere con urgenza al riconoscimento dello stato di calamità naturale per le zone colpite dall’alluvione;

a stanziare un fondo straordinario di 50 milioni da impiegare per interventi in conto capitale e finanziamenti a tasso agevolato in favore delle aziende agricole danneggiate, anche in deroga alle norme che regolano l’intervento dello Stato in casi del genere;

ad assegnare alla Regione Puglia un fondo straordinario di 10 milioni di euro, vincolato agli interventi di ricostruzione e manutenzione straordinaria della rete viaria provinciale e comunale dell’area alluvionata;

a stanziare un fondo straordinario di 10 milioni di euro per la messa in sicurezza dei corsi d’acqua esondati, allo scopo di prevenire ulteriori danni al territorio ed alle comunità.  (1-00175)

«Bordo, Mastromauro, Boccia, Losacco, Bellanova, Gaglione, Servodio, Capano, Gozi, Vico».

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BORDO. – Al Ministro per i beni e le attività culturali – Per sapere – premesso che:

il territorio della provincia di Foggia, conosciuto nell’antichità con il nome di Daunia, rappresenta uno dei bacini archeologici più ricchi e, al contempo, poco conosciuti e ancor meno valorizzati della Puglia e dell’Italia meridionale peninsulare;

parte integrante di tale patrimonio è il Ponte Romano di Palino, località del territorio di Sant’Agata di Puglia, maestosa testimonianza delle antiche fortune di questa terra costruito in mattoni e pietra, lungo circa 211 metri ed alto 11;

la sua costruzione si fa risalire al periodo in cui fu realizzata la Aurelia Aeclanensis che da Aeclanum (l’attuale Mirabella Eclano) conduceva ad Herdonia (oggi Ordona) per congiungersi alla via Traiana, che collegava l’Adriatico al Tirreno;

a causa di una frana, nel marzo del 2005 il Ponte è stato gravemente lesionato e da allora è in uno stato di evidente abbandono, ulteriormente aggravato dalle abbondanti piogge cadute localmente questo inverno, che ne hanno gravemente compromesso l’equilibrio statico -:

se e come, valutata la eccezionalità dell’evento calamitoso e l’importanza storica del manufatto, il governo intenda intervenire per scongiurare il rischio del crollo del Ponte Romano di Pelino, che cancellerebbe un pezzo unico del patrimonio storico della provincia di Foggia. (4-02936)


BORDO. – Al Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca – Per sapere – premesso che:

a seguito dell’entrata in vigore dell’articolo 8 della legge 124 del 1999, il personale ATA della scuola è stato trasferito dagli Enti Locali allo Stato;

le norme attuative di tale trasferimento non prevedevano il riconoscimento, economico e giuridico, dell’anzianità maturate nell’ente locale di provenienza, dando così origine ad una vertenza sull’intero territorio nazionale approdata, dopo molte sentenze, favorevoli ai lavoratori, dei giudici di I e II grado, al definitivo riconoscimento del diritto in questione da parte della Corte di Cassazione (tra le altre, sentenza n. 3356/05);

con la Legge Finanziaria del 2006 (articolo 1, comma 218 della legge n. 266 del 2005) il Parlamento ha offerto una «interpretazione autentica» della norma oggetto della vertenza, modificando l’articolo 8, comma 2, della legge n. 124 del 1999;

la Corte Costituzionale, con sentenza n. 434 del 18 giugno 2007, ha dichiarato la legittimità della norma di interpretazione autentica di cui all’articolo 1, comma 218, della Legge Finanziaria per il 2006;

nel gennaio 2008 la Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, ha pubblicato una serie di sentenze di rigetto della richiesta di riconoscimento dell’anzianità dei lavoratori transitati dagli enti locali allo Stato, mutando il precedente orientamento alla luce della citata sentenza della Corte Costituzionale e concludendo la vertenza sul piano legale in senso sfavorevole ai lavoratori;

la Corte di Cassazione ha escluso, inoltre, eventuali ricorsi alla Corte di Giustizia Europea, ritenendo che «il legislatore nazionale è rimasto entro i limiti consentitigli dalla Convenzione europea»;

a seguito di tali sentenze il Ministero dell’Istruzione ha attivato le procedure di recupero degli arretrati versati ai dipendenti sulla base delle originarie pronunce della Corte di Cassazione;

il mutamento dell’orientamento della Corte di Cassazione ha determinato l’insorgere di un diverso trattamento giuridico ed economico riservato a lavoratori della medesima categoria, come rilevato anche in sede parlamentare con l’approvazione della legge n. 244 del 2007 (la Legge Finanziaria per il 2008) il cui articolo 3, comma 147 prevede che: «in sede di rinnovo contrattuale del personale della scuola relativo al biennio economico 2008-2009 viene esaminata anche la posizione giuridico-economica del personale ausiliario, tecnico e amministrativo trasferito dagli enti locali allo Stato in attuazione della legge 3 maggio 1999, n. 124»;

prima dell’approvazione della citata norma, la Camera dei Deputati aveva approvato un ordine del giorno (9/3256/64), fatto proprio dal Governo, con cui «impegna il Governo a valutare la possibilità di inserire nella definizione dell’atto di indirizzo per il rinnovo contrattuale disposizioni volte al reperimento delle risorse necessarie per affrontare compiutamente in tale biennio il riconoscimento dell’anzianità di servizio del personale in oggetto»;

per effetto della Legge Finanziaria per il 2008, la normativa di cui si tratta dovrà essere ridefinita in sede di rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro relativo al biennio 2008-09;

le organizzazioni sindacali confederali hanno chiesto al Ministero per l’Istruzione di adottare provvedimenti straordinari idonei a sospendere la restituzione degli arretrati già percepiti e di avviare l’esatta ricognizione delle anzianità possedute al momento del passaggio del personale ATA dagli enti locali allo Stato -:

se e come il Governo intenda intervenire per evitare che, nelle more della definizione del CCNL, i lavoratori protagonisti della vertenza ed i loro eredi siano obbligati a restituire quanto legittimamente percepito a seguito delle sentenze della Corte di Cassazione che hanno definito a loro favore i giudizi a suo tempo intentati.(4-02931)