logo_pd2“La leadership del Partito Democratico non si può giocare strumentalmente solo sulla semplificazione “vecchio e nuovo”, ma sulla politica”. Lo afferma l’On. Michele Bordo, deputato del Partito democratico. “Affermare, pertanto, come ha fatto ieri Franceschini – continua Bordo – che si ricandida per impedire a chi stava di ritornare è un colpo basso che si ritorce innanzitutto contro di lui. “Franceschini – si chiede Bordo – non è lo stesso che faceva il vice di Veltroni e, prima ancora, il capogruppo alla Camera, il vice di Rutelli e il vice di Marini al PPI”? “Il rinnovamento della classe dirigente – prosegue Bordo – è argomento troppo serio. Lo dico perché ho 35 anni e coltivo seriamente la speranza che dal prossimo segretario arrivi un impegno esplicito a favore del ricambio generazionale. Il rinnovamento però è una cosa (lo si pratica con i fatti non con gli annunci), la demagogia e la propaganda un’altra”. “Sarebbe utile – conclude Bordo – tornare alla politica, al tipo di partito che si vuole costruire, alla sua identità, al suo progetto programmatico, evitando di trasformare il congresso in uno scontro su chi è più demagogo”.