“La crisi dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato non si risolve licenziando oltre 400 dipendenti, più di 100 dei quali impiegati a Foggia.

Serve un piano di rilancio industriale serio e concreto, capace di mettere a frutto i miliardi di euro versati nelle casse del gruppo dallo Stato, a partire dal Governo D’Alema, il cui impiego non è mai stato rendicontato”.

Proprio la rendicontazione degli investimenti e dei risultati connessi è una delle richieste avanzate dall’on. Michele Bordo, deputato del Partito Democratico, nell’interrogazione rivolta al ministro dell’Economia e delle Finanze per “sollecitare l’attenzione dell’azionista unico dell’IPZS sul destino degli stabilimenti laziali e pugliesi”.

Il piano straordinario per la mobilità messo a punto dall’a.d. Lamberto Gabrielli – “comunicato lo scorso 3 giugno alle Organizzazioni Sindacali ed alle autorità competenti delle Regioni Lazio e Puglia” – individua 408 esuberi, 107 dei quali tra i 373 operai e impiegati in servizio presso la Cartiera di Foggia.

I tagli al personale, scrive Bordo, “sarebbero stati determinati tanto dalla crisi internazionale in atto, i cui effetti negativi hanno ridotto la produzione di carta e di targhe automobilistiche, quanto dall’approvazione di alcune norme da parte del Parlamento, in ordine alla semplificazione amministrativa ed alla minore produzione e circolazione di documenti cartacei”.

A ciò si aggiungerebbero “ulteriori elementi di criticità, specificamente riguardanti lo stabilimento di Foggia: la scadenza, a dicembre 2011, della commessa con la società Lottomatica per la produzione della carta Giocolotto; la ipotizzata abolizione, a partire dal 2011, delle ricette mediche cartacee e l’introduzione delle prescrizioni farmaceutiche elettroniche mediante utilizzo della carta magnetica del Sistema Sanitario Nazionale; la personalizzazione delle targhe automobilistiche, prevista nel disegno di legge licenziato dalla Commissione Trasporti della Camera dei Deputati”.

“Il Governo ci deve dire se è a conoscenza del piano e se, in qualità di azionista unico, lo condivida – commenta Michele Bordo – Così come è dovere del ministero dell’Economia informare il Parlamento sulla corrispondenza tra gli esiti degli investimenti effettuati dall’IPZS e le indicazioni del Governo in ordine allo sviluppo industriale ed ai livelli occupazionali. Infine, vogliamo conoscere quale sia la strategia operativa per il rilancio del settore della stampa cartotecnica e della trasformazione della carta – conclude il deputato del Partito Democratico – perché fino ad oggi i dipendenti dell’IPZS e gli amministratori dei territori in cui sorgono gli impianti hanno solo sentito parlare di tagli al personale”.


BORDO. – Al Ministro dell’economia e delle finanze – Per sapere – premesso che:

la città di Foggia annovera, tra i siti industriali storici, uno degli stabilimenti dell’attuale Istituto poligrafico e zecca dello Stato spa, società a capitale interamente pubblico;

tale stabilimento ha alle proprie dipendenze 373 unità, a fronte delle 2.165 dell’intero gruppo (dato aggiornato al 31 maggio 2009), tra operai ed impiegati addetti al funzionamento ed alla gestione degli impianti di produzione di carte e targhe;

lo scorso 3 giugno 2009, l’amministratore delegato dell’Istituto poligrafico e zecca dello Stato spa, dottor Lamberto Gabrielli, ha comunicato alle organizzazioni sindacali ed alle autorità competenti delle regioni Lazio e Puglia la predisposizione di un piano straordinario per la mobilità del personale ritenuto in esubero, che determinerebbe per lo stabilimento di Foggia il collocamento in mobilità di 107 unità, a fronte delle 408 dell’intero gruppo;

tali esuberi sarebbero stati determinati tanto dalla crisi internazionale in atto, i cui effetti negativi hanno ridotto la produzione di carta e di targhe automobilistiche, quanto dall’approvazione di alcune norme, in ordine alla semplificazione amministrativa ed alla minore produzione e circolazione di documenti cartacei;

in prospettiva, inoltre, le organizzazioni sindacali individuano tre ulteriori elementi di criticità, specificamente riguardanti lo stabilimento di Foggia: la scadenza, a dicembre 2011, della commessa con la società Lottomatica per la produzione della carta giocolotto; l’ipotizzata abolizione, a partire dal 2011, delle ricette mediche cartacee e l’introduzione delle prescrizioni farmaceutiche elettroniche mediante utilizzo della carta magnetica del Sistema sanitario nazionale; la personalizzazione delle targhe automobilistiche, prevista nelle vigenti iniziative legislative all’esame del Parlamento -:

se il Governo sia a conoscenza di quanto rappresentato in premessa;

quali siano gli intendimenti del Ministro interrogato, in qualità di azionista unico, in ordine al citato piano per la collocazione in mobilità di 407 unità ritenute in esubero dal management dell’Istituto poligrafico e zecca dello Stato spa;

se il Governo abbia ottenuto puntuale rendiconto degli investimenti effettuati a partire dal 2001 per il rilancio e la ristrutturazione dell’Istituto poligrafico e zecca dello Stato spa e se tale rendiconto abbia rispettato le indicazioni del Governo in ordine allo sviluppo industriale ed ai livelli occupazionali;

se e come il Governo intenda intervenire per rilanciare il settore della stampa cartotecnica e della trasformazione della carta. (4-03798)


BORDO. – Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, al Ministro dell’economia e delle finanze – Per sapere – premesso che:

la società Tirrenia di Navigazione s.p.a., il cui capitale è interamente di proprietà pubblica, è titolare della concessione pubblica per il servizio di trasporto marittimo sulla tratta Manfredonia-Vieste-Isole Tremiti;

la suddetta concessione garantisce la copertura del servizio nel periodo giugnosettembre con la motonave «Pacinotti», entrata in funzione nel 2006 a seguito dell’incremento della domanda di trasporto;

grazie all’esistenza di tale collegamento, il porto di Manfredonia si è consolidato come terminal particolarmente gradito ai viaggiatori ed ai turisti diretti alle isole Tremiti provenienti dalla Capitanata e dalla Puglia meridionale, oggi costretti a raggiungere il porto di Termoli e, dunque, disincentivati ad intraprendere il viaggio;

già nel 2008, in violazione di quanto stabilito nella concessione ministeriale, il servizio di collegamento è stato sospeso in anticipo rispetto alla scadenza fissata, provocando un grave disservizio agli utenti che hanno prenotato e pagato i biglietti e danni notevoli alle agenzie di viaggio e agli operatori del settore turistico che hanno dovuto far fronte a questa vera e propria emergenza -:

se il Governo sia a conoscenza della mancata attivazione del servizio di collegamento marittimo Manfredonia-Vieste-Isole Tremiti e quali iniziative intenda intraprendere per tutelare i cittadini e i soggetti economici danneggiati dalla decisione della società Tirrenia di Navigazione s.p.a. di non attivare il servizio di collegamento.(4-03796)


“Il ministero dei Trasporti deve impegnarsi affinché Tirrenia, o altra società ritenuta idonea, garantisca la ripresa immediata del collegamento marittimo tra Manfredonia, Vieste e le Isole Tremiti”. Lo afferma Michele Bordo, deputato del Partito Democratico, raccogliendo l’allarme lanciato in sede locale dalle organizzazioni imprenditoriali e annunciando la presentazione di un’interrogazione il cui obiettivo è “tutelare i cittadini e i soggetti economici danneggiati dalla decisione della società Tirrenia di Navigazione S.p.A. di non attivare il servizio”. “Già lo scorso anno abbiamo dovuto subire l’unilaterale interruzione anticipata del servizio, che lasciò a terra centinaia di turisti con tutti i disservizi conseguenti – prosegue Michele Bordo – Questione che sollevai in sede parlamentare, raccogliendo solo l’indifferenza del ministro Matteoli. Mi auguro che il titolare del dicastero ai Trasporti abbia un po’ più di sensibilità di fronte alla notizia che, quest’anno, la Tirrenia non ha proprio attivato il collegamento tra il porto più importante della provincia di Foggia e le Isole Tremiti, che della stessa provincia sono parte integrante. Notizie di stampa attribuiscono il taglio alla perdurante crisi finanziaria e all’imminente privatizzazione della società a capitale interamente pubblico – conclude il deputato del PD – ma voglio sperare non vi sia alcun collegamento tra i due fatti, altrimenti si prefigurerebbe la premeditata volontà dei vertici societari e del ministero stesso di penalizzare un’area del Paese a vantaggio di altre”.


agenzie delle entrate“Le imprese che hanno investito in ricerca e sviluppo rischiano di subire la beffa del mancato accesso ai fondi per il credito d’imposta a causa del malfunzionamento del server telematico dell’Agenzia delle Entrate”.

E’ quanto paventa Michele Bordo, deputato del Partito Democratico, sollecitando l’intervento del Ministero dell’Economia e delle Finanze con un’interrogazione in cui si chiede di “garantire par condicio alle imprese nell’accesso a tali benefici fiscali”.

Il problema è stato denunciato da diverse aziende che, per ottenere i benefici relativi al 2007, hanno inutilmente tentato di attivare la procedura telematica esattamente alle ore 10 dello scorso 6 maggio, così come prescritto dal comma 2 dell’articolo 29 del Decreto Legge 29 novembre 2008, n. 185 (convertito dalla legge n.2 del 28 gennaio 2009).

Ciò ha comportato la necessità di “procedere a successivi invii con conseguente ritardo nel protocollo di prenotazione”, scrive l’on. Bordo nell’interrogazione; ritardo che “potrebbe danneggiare l’azienda – spiega il deputato del PD – giacché l’esame e l’eventuale accoglimento delle domande è rigorosamente governato dal criterio cronologico: il più veloce ha maggiori probabilità di accedere al contributo”.

Da questa premessa scaturisce innanzitutto la richiesta, al Ministero dell’Economia e delle Finanze, di sapere “fino a che ora di invio i formulari di prenotazione del credito d’imposta sono stati accolti dall’Agenzia delle Entrate sulla base della copertura finanziaria”, e “quante aziende hanno ricevuto dall’Agenzia delle entrate il Nulla Osta alla fruizione del credito d’imposta”.

Quindi la richiesta di “garantire par condicio alle imprese nell’accesso a tali benefici fiscali, considerata la manifesta inaccessibilità del server ministeriale al momento di avvio della procedura di prenotazione”.

Se così non fosse, sottolinea l’on. Michele Bordo, “il Governo avrebbe messo in piedi un sistema di prenotazione che, nella sua attuazione, avrebbe leso le legittime aspettative di imprese che hanno investito nel settore chiave della Ricerca e dello Sviluppo, anche contando sui crediti d’imposta previsti dalle Finanziaria che il centrosinistra approvò nel 2007.

L’eventuale carenza di imparzialità tecnico-procedurale – conclude il deputato del PD – potrebbe anche trasformare il credito d’imposta in un aiuto di Stato, che sarebbe inevitabilmente annullato dall’Unione Europea.