tribunale“La macchina giudiziaria del distretto Bari-Foggia è al collasso, come nella gran parte del Paese, e il Governo continua a negare risposte alle legittime richieste degli operatori, magistrati in testa; anzi, il ministro Brunetta preferisce innescare l’ennesima polemica istituzionale per nascondere ritardi e responsabilità”.

E’ il commento di Michele Bordo, deputato del Partito Democratico e componente della Commissione bicamerale antimafia, alla notizia che la Giunta distrettuale di Bari dell’Associazione Nazionale Magistrati ha sollecitato al ministro della Giustizia l’incremento degli organici dei magistrati professionali per i Tribunali di Bari e Foggia.

“Mi auguro che l’ANM abbia maggiore fortuna di quanta ne ho avuta io – riprende Bordo – giacché sono inutilmente trascorsi 16 mesi dall’interrogazione con cui chiedevo al ministro Alfano di prendere atto e di intervenire per far fronte all’emergenza nelle Procure di Foggia e Lucera”.

Per non dire delle proposte di legge sull’istituzione a Foggia di una sezione distaccata della Corte d’Appello di Bari: “Quello in carica è il terzo Governo Berlusconi e non una volta si è riusciti ad incardinare il provvedimento in Commissione Giustizia. Ci eravamo riusciti nel corso dell’ultimo Governo Prodi, ma la conclusione anticipata della legislatura ha impedito di raggiungere l’obiettivo”.

Con la chiusura della sanatoria per colf e badanti, inoltre, si preannuncia l’esplosione di un’altra emergenza nel settore dei Giudici di Pace: “Tocca a loro comminare la sanzione collegata al reato di immigrazione clandestina – spiega il deputato del PD – e, valutato il massiccio flusso migratorio verso la Puglia, è facile presumere che i Tribunali pugliesi saranno tra quelli di ‘frontiera’, aggravando ulteriormente i carichi di lavoro di giudici, cancellieri e quant’altri sono chiamati ad occuparsi di queste pratiche”.

“Invece di continuare a spendere i soldi dei contribuenti per risarcire i danni provocati dalla lentezza della giustizia, il Governo farebbe bene ad investire quel denaro per incrementare gli organici, migliorare le infrastrutture e le dotazioni degli uffici, e razionalizzare le circoscrizioni giudiziarie; a maggior ragione nelle regioni del Sud dell’Italia.

Questa dovrebbe essere la missione di un Governo che abbia davvero a cuore la soluzione di un problema di elevatissimo impatto sociale – conclude Michele Bordo – ma la priorità di Berlusconi, Alfano e Brunetta è delegittimare i magistrati ed il loro prezioso lavoro mentre salvano il portafogli di evasori e riciclatori di denaro sporco”.


La Camera, premesso che:

l’articolo 13-bis del decreto-legge 1o luglio 2009, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102, come modificato dal decreto in esame, ha ridefinito la normativa, conosciuta con l’appellativo di scudo fiscale, volta a consentire l’emersione delle attività finanziarie e patrimoniali detenute illegalmente all’estero da soggetti residenti in Italia che, anteriormente al 31 dicembre 2008, hanno esportato o detenuto all’estero capitali e attività in violazione dei vincoli valutari e degli obblighi tributari sanciti dall’ordinamento giuridico italiano;

in sostanza, attraverso lo strumento del rimpatrio o della regolarizzazione, è consentito far emergere denaro e attività di natura finanziaria e patrimoniale, detenuti illegalmente all’estero da cittadini italiani, potendo contare sulla protezione fornita dalle norme introdotte dal citato articolo 13-bis che consentono di essere «scudati» non solo per gli illeciti di tipo amministrativo, civile e tributario, ma anche per alcuni reati di rilevanza penale, come il falso in bilancio;

dietro lo scudo fiscale troveranno copertura non solo i reati tributari e le violazioni contabili, come il falso in bilancio, ma una serie molto più ampia di reati fino al riciclaggio ed alla corruzione in virtù di quella garanzia di anonimato accordata a chi decide di regolarizzare la propria posizione;

il Governo e la maggioranza continuano ad affermare che lo «scudo» italiano è uguale a quello adottato in altri paesi, come gli USA, la Francia, il Regno Unito, mentre in realtà non è così: in quei paesi gli «scudi» non solo costano di più ai contribuenti poco onesti, ma soprattutto non sono coperti dall’anonimato e l’amministrazione fiscale può accertare eventuali evasioni o elusioni effettuate in passato, nel momento in cui quei capitali si formarono, e su questi comminare il pagamento delle imposte dovute, con sanzioni e interessi in generale ridotti e agevolati. Gli scudi degli altri paesi consentono anche di acquisire le informazioni sugli intermediari finanziari ed i paesi presso cui le somme sono state collocate, mentre queste informazioni non saranno mai disponibili all’amministrazione fiscale in Italia;

il Governo si attende di veder incrementate le entrate in applicazione delle suddette misure,

impegna il Governo

a destinare un’adeguata quota del gettito che si produrrà dall’applicazione dello scudo fiscale all’incremento, in via straordinaria per l’anno 2010, delle risorse destinate al funzionamento degli istituti penali per i minorenni.
9/2714/134. Bordo.


BORDO. – Al Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, al Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali, al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti – Per sapere – premesso che:

la zona del Gargano, con particolare riferimento al territorio dei comuni di San Giovanni Rotondo e San Marco in Lamis, è stata colpita, lo scorso 11 settembre 2009, da violenti piogge che hanno provocato una vittima ed ingenti danni al patrimonio pubblico ed a quello privato, particolarmente alle infrastrutture viarie ed alle produzioni agricole di pregio;

gli smottamenti di terreno e l’esondazione dei canali dei principali bacini imbriferi dell’area hanno determinato un danno ambientale di particolare rilevanza all’interno del perimetro del Parco nazionale del Gargano, aggravando il già diffuso e grave fenomeno del dissesto idrogeologico;

l’evento calamitoso ha colpito un’area, sostenuta dall’Unione europea e ad elevato valore aggiunto commerciale, in cui si producono olive, destinate alla trasformazione in pregiato olio extravergine, per la cui coltivazione sono impiegati centinaia di lavoratori agricoli;

è attualmente in corso la valutazione dei danni subiti dalle infrastrutture, comprese quelle energetiche e telefoniche, e dalle aziende agricole, che stime attendibili già indicano in almeno 20 milioni di euro;

i consigli comunali delle città interessati dall’evento alluvionale hanno deliberato la richiesta di riconoscimento dello stato di calamità naturale da parte dello Stato e della Regione Puglia -:

se il Governo intenda procedere con urgenza al riconoscimento dello stato di calamità naturale per le zone colpite dall’alluvione;

se il Governo intenda stanziare un fondo straordinario di 10 milioni da impiegare per interventi in conto capitale e finanziamenti a tasso agevolato in favore delle aziende agricole danneggiate, anche in deroga alle norme che regolano l’intervento dello Stato in casi del genere;

se il Governo intenda assegnare alla Regione Puglia un fondo straordinario di 10 milioni di euro, vincolato agli interventi di ricostruzione e manutenzione straordinaria della rete viaria provinciale e comunale dell’area alluvionata, nonché alla messa in sicurezza delle porzioni di territorio colpiti da dissesto e dei corsi d’acqua esondati allo scopo di prevenire ulteriori danni al territorio ed alle comunità. (4-04130)


alluvione_gargano“L’eccezionale violenza dell’alluvione abbattutasi sul Gargano giustifica e rende più che opportuno un intervento diretto dello Stato a sostegno delle attività che la Regione Puglia, la Provincia di Foggia e i Comuni metteranno in campo per mitigare il danno subito dalle aziende agricole e ricostruire le infrastrutture danneggiate”.

Lo afferma Michele Bordo, deputato del Partito Democratico, annunciando la presentazione di un’interrogazione urgente ai ministri dell’Ambiente, delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali e delle Infrastrutture e Trasporti.

Esprimendo “cordoglio ai familiari dell’imprenditore agricolo travolto dall’acqua e vicinanza alle comunità di San Marco in Lamis e San Giovanni Rotondo”, Bordo sottolinea come “proprio nel territorio sanmarchese, gli effetti del nubifragio avrebbero potuto essere ben più tragici se negli ultimi due anni non si fossero effettuati una serie di interventi di contenimento del dissesto idrogeologico.

Interventi finanziati dal ministero dell’Ambiente, all’epoca del Governo Prodi, e dalla Regione Puglia, anche per il tramite della Provincia di Foggia.

Come spesso accade, la sinergia istituzionale ha prodotto risultati a vantaggio del territorio che ora non si debbono vanificare, magari arroccandosi su questioni di competenza amministrativa. A maggior ragione in questa drammatica circostanza – conclude Michele Bordo – giacché gli eventi calamitosi hanno duramente colpito le aziende olivicole, una delle produzioni agroalimentari di maggiore pregio economico ed a più elevato impatto occupazionale”.


bersaniE’ stato costituito il Comitato ‘Foggia per Bersani’ a sostegno della candidatura di Pierluigi Bersani e di Sergio Blasi rispettivamente alla segreteria nazionale e regionale del Partito Democratico.

A coordinare le attività di questo organismo politico sarà Angelo Colangione.

La riunione costituiva si è svolta nel pomeriggio di venerdì 11 settembre 2009, presso la sede dell’Unione comunale del capoluogo, e vi hanno partecipato, tra gli altri, i parlamentari foggiani, Michele Bordo e Colomba Mongiello, due assessori del capoluogo, Angelo Castelluccio e Pasquale Russo, il presidente del Consiglio comunale, Raffaele Piemontese, i consiglieri comunali Pasquale Dell’Aquila e Michele Sisbarra e il responsabile provinciale dell’Organizzazione del PD, Gianluca Ruotolo.

La missione del Comitato è “animare il dibattito, non solo all’interno del nostro partito, in vista delle diverse scadenze congressuali”, afferma Angelo Colangione.

La prima è quella del congresso cittadino, in programma il 26 e 27 settembre, con la convocazione alle urne di circa 1.700 iscritti.

Il voto servirà a quantificare la rappresentanza delle diverse mozioni in seno all’organismo che dovrà nominare i 52 delegati della Capitanata alla Convenzione regionale, in programma l’8 ottobre, e gli 11 per la Convenzione nazionale dell’11 ottobre.

Sono questi, infatti, i primi atti dell’elezione dei segretari regionale e nazionale, che si concluderanno con le primarie del 25 ottobre.

“E’ una lunga stagione congressuale quella che stiamo vivendo – riprende Colangione – che sarà altrettanto proficua se sapremo ritrovare le ragioni profonde e ideali del confronto e dell’azione politica.

Al Partito Democratico guardano, continuano a guardare con grande attenzione tanti cittadini e soggetti sociali pronti a spendere energie ed a produrre idee.

A loro dobbiamo offrire chiarezza di contenuti e di comportamenti, evitando di scadere nella grigia amministrazione degli equilibri di partito e di governo.

L’ultima fase del processo costitutivo del Partito Democratico ci offre l’opportunità di avviare una riflessione profonda su noi stessi e sul nostro agire, che abbiamo il dovere di cogliere e condurre in porto con onestà e decisione.

Senza avere paura di affrontare una discussione che potrà anche essere aspra – conclude il coordinatore del Comitato per Bersani – ma che deve avere come esito il rafforzamento dell’unità del partito, perché le ragioni che ci uniscono sono di gran lunga superiori a quelle sostenute da chi soffia sul fuoco della divisione, tanto a Foggia che a Bari”.