terremotomoliseOra basta con i fondi e i provvedimenti straordinari: i cittadini e le Amministrazioni locali dei Comuni colpiti dal sisma del 2002 hanno diritto a venir fuori dall’emergenza sapendo su quali e quante risorse sono disponibili”. L’on. Michele Bordo, deputato del Partito Democratico, lancia l’ennesimo appello al Governo affinché accolga la proposta, avanzata dalla gran parte dei sindaci molisani e pugliesi, di “adottare una legge ordinaria dello Stato per disciplinare la ricostruzione e garantire un ordinato e razionale flusso finanziario”.

Nel 7° anniversario del terremoto che colpì gravemente anche l’area del Preappennino settentrionale, Bordo esprime “convinta e doverosa solidarietà nei confronti di chi, dopo tanti anni, è ancora costretto all’esilio dall’impossibilità di ricostruire tetti e mura delle abitazioni crollate o danneggiate”.

“Posso solo provare ad immaginare con quanta apprensione vivano l’ennesima, sfibrante e mortificante discussione che il Parlamento si appresta ad avviare” alla ricerca dei fondi necessari a proseguire programmi di ricostruzione “ben lungi dall’essere prossimi alla fine. E’ una mortificazione, un’umiliazione che il Governo non può continuare ad infliggere alla nostra gente”.

Altrettanto gravi sono i problemi vissuti dalle piccole e piccolissime imprese, particolarmente quelle agricole, che, a parere dell’on. Bordo, “avrebbero bisogno di sostegni specifici per la ricostruzione di capannoni, stalle e quant’altro e per il rilancio della propria attività”.

Infine “è ancora irrisolta l’annosa questione della crisi finanziaria vissuta dalle Amministrazioni comunali e provocata dalla sospensione del pagamento dei tributi locali, a partire dall’ICI, senza che lo Stato abbia provveduto alla copertura di queste somme”.

Ecco perché è necessaria una legge ordinaria – conclude Michele Bordo – Solo un intervento organico può consentire di avviare, realmente e concretamente, a conclusione un’emergenza altrimenti destinata a durare ancora molti anni”.


bandiere-pdPierluigi Bersani è il nuovo Segretario nazionale del Partito Democratico. Il 52% dei quasi 3milioni di elettori che ieri hanno partecipato alle primarie ha votato per l’ex ministro dell’Economia, contro il 34,1% per Dario Franceschini ed il 13,8% schieratosi con Ignazio Marino.

Nella corsa alla Segreteria regionale vince, invece, Sergio Blasi che ha ottenuto il 58,42% delle preferenze contro il 25% di Michele Emiliano, sindaco di Bari e Segretario regionale uscente ed il 16,57 di Guglielmo Minervini.

[stextbox id="custom" caption="In provincia di Foggia hanno così votato per la segreteria nazionale" color="000000" image="null"]

Pierluigi Bersani: 17.899   -  62,08%

Dario Franceschini: 9.637   -  33,42%

Ignazio Marino: 1.298   -    4,50%

schede nulle e bianche:  549

voti validi:  28.834

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29.400 totale votanti

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[stextbox id="custom" caption="In provincia di Foggia hanno così votato per la segreteria regionale" color="000000" image="null"]

Sergio Blasi: 16.161    –   56,96%

Michele Emiliano: 6.344   –   22,36%

Guglielmo Minervini: 5.869   –   20,68%

schede bianche e nulle:  956

voti validi:  28.374

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29.337 totale votanti

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bersaniNessun tempo supplementare. Le primarie lasciano sul campo un verdetto inequivocabile: Pierluigi Bersani è il nuovo segretario del Pd. Una vittoria che conferma il verdetto degli iscritti e che vede l’ex ministro dell’Economia assumersi la guida del più grande partito d’opposizione. Con un vantaggio in più: non essere solo il segretario degli iscritti. Ma aver saputo mietere consensi anche tra i semplici simpatizzanti del Pd.

“Farò il leader a modo mio. Sarà partito senza padroni, non di un uomo solo, ma un collettivo di protagonisti. E sarà un partito dell’alternativa”. Così dice il nuovo leader a giochi fatti. Senza enfasi, come nel suo stile. Aggiungendo (e riconfermando) la sua volontà di aprire “una linea di collaborazione con tutte le opposizioni” e spendendo parole di unità sul futuro: “Con Dario e Ignazio lavoreremo assieme. Sono orgoglioso per i tre milioni di elettori a queste primarie”.


Intervengo sull’articolo apparso sulla Gazzetta del Mezzogiorno del 22 ottobre, relativo al presunto “concorso truccato per logopedisti”, per il quale è stato condannato in primo grado anche il dott. Donato Troiano, per fare alcuni necessari chiarimenti:

1) il parlamentare, la cui moglie sarebbe stata favorita nel concorso per logopedisti, sono io, sebbene l’articolo abbia la cura di non fare il mio nome. Rendo, pertanto, esplicito che il riferimento è alla mia persona, Onorevole Michele Bordo, senza timori e senza infingimenti;

2) mia moglie ha partecipato ad un bando del 2005, per l’assunzione a progetto di logopedisti, quando il dott. Troiano non era ancora direttore generale dell’ASL di Foggia;

3) per questo concorso, i termini del bando originale furono riaperti proprio per volontà del Direttore Generale Donato Troiano, il che ha consentito a tanti altri candidati di presentarsi e partecipare alla selezione, con pregiudizio degli originari aspiranti, fra cui mia moglie: a volerla agevolare sarebbe bastato non riaprire i termini del bando pubblico;

4) non ho mai chiesto a nessuno di favorire mia moglie, la quale, lavorando peraltro come logopedista, con contratto a tempo indeterminato, sin dal 1998, aveva anche uno scarso interesse nei confronti di un concorso che prevedeva invece un’assunzione a tempo determinato; e debbo dire che neppure sarebbe stato necessario il supposto favore, consistito nel passaggio di mia moglie dal 4° al 1° posto della graduatoria, dal momento che il piano dell’ASL prevedeva l’assunzione di parecchie logopediste, ben oltre la quarta posizione;

5) la correzione della graduatoria, probabilmente legittima e doverosa, operata dagli organi dell’ASL, almeno con riguardo alla posizione di mia moglie, ampiamente più titolata degli altri partecipanti, ha sollevato perplessità da parte di altri aspiranti ma non – è bene precisarlo – con riguardo alla posizione di mia moglie, semmai alla posizione di altri partecipanti;

6) sono certo, pertanto, che gli imputati, in primis il dott. Donato Troiano, sulla cui onestà e rettitudine non ho dubbi, sapranno dimostrare, in fase di appello, la loro innocenza;

7) quale che siano gli sviluppi processuali di questa vicenda, desidero ribadire, tuttavia, come io e mia moglie ne siamo assolutamente estranei, non essendo mai stati in alcun modo coinvolti in alcuna fase processuale, neppure come persone informate dei fatti;

8 ) auspico vivamente che la magistratura accerti con completezza i fatti di causa e chiarisca una volta per tutte se le eventuali anomalie amministrative o gli eventuali errori abbiano riguardato la decisione degli organi dell’ASL, o piuttosto la prima graduatoria, cioè quella stilata dalla commissione giudicatrice, probabilmente non conforme ai criteri stabiliti nel bando. Tanto al fine anche di fugare ogni incertezza ed allontanare, una volta per tutte, le suggestioni dialettiche che adombrano condizionamenti ai quali resto del tutto estraneo, sfidando chiunque ad affermare il contrario;

9) anticipo, tuttavia, che valuterò ogni azione legale a tutela della mia dignità personale e della professionalità di mia moglie, laddove dovessi ancora constatare, nei prossimi giorni, un incongruo e malizioso accostamento delle nostre persone a questa vicenda.