agricolturaStanziare 600 milioni nel prossimo triennio per finanziare il Fondo di Solidarietà nazionale per le calamità naturali e tagliare l’aliquota IVA dal 10 al 6% per l’uva da vino, parificando il regime fiscale a quello previsto per l’uva da tavola. Sono i due emendamenti alla Finanziaria 2010 presentati oggi dall’on. Michele Bordo, deputato del Partito Democratico, per “dare seguito concreto e operativo agli impegni assunti con il mondo agricolo di Capitanata”, da ultimo nell’assemblea pubblica svoltasi nel pomeriggio di ieri a Cerignola, nell’Aula consiliare di Palazzo di Città.

Le due proposte “accolgono altrettante richieste formulate da tutte le organizzazioni di categoria e dalle migliaia di piccoli e piccolissimi imprenditori sull’orlo del fallimento” e arricchiscono il ‘pacchetto agricoltura’ presentato dai componenti del PD della Commissione Agricoltura della Camera e sottoscritto anche da Bordo.

Il documento chiede al Governo di intervenire anche per: prorogare fino al 31 dicembre 2010 le agevolazioni nelle zone svantaggiate e di montagna; rifinanziare il Piano Irriguo Nazionale; attivare il credito di imposta per l’acquisto di macchinari e attrezzature agricole e per favorire l’internazionalizzazione. La premessa di “questa vera e propria manovra, tracciata dal PD – sottolinea Bordo – è che il Governo metta a disposizione dell’agricoltura anche i 700 milioni di fondi ordinari che negli ultimi due anni sono stati tagliati e si impegni ad adottare un piano straordinario di interventi per il superamento dei problemi strutturali del comparto, come hanno già fatto la Francia, la Germania e la Spagna”.

Gli emendamenti sul Fondo di Solidarietà Nazionale e l’aliquota agevolata per l’uva da vino sono stati sottoscritti anche dall’on. Antonio Pepe, deputato del PdL e presidente della Provincia di Foggia. “La convergenza istituzionale su un tema così delicato per l’intera Capitanata è una prova di maturità politica di cui spero possano beneficiare le migliaia di agricoltori e braccianti la vita dei quali rischia di essere stravolta – conclude Michele Bordo – Ora attendiamo l’esito del dibattito parlamentare, fiduciosi che la mobilitazione unitaria convinca il Governo che è necessario ed urgente intervenire, anche per scongiurare il rischio che la nostra agricoltura diventi la meno sviluppata e produttiva d’Europa”.


agricoltura“La crisi dell’agricoltura non ammette divisioni politiche e impone il sostegno unanime dei parlamentari alle proposte avanzate dalle organizzazioni professionali e dai sindacati di categoria, che è nostro dovere imporre all’attenzione del Governo in occasione della discussione della legge Finanziaria presentando e votando un ‘emendamento Capitanata’”.

E’ la proposta lanciata da Michele Bordo, deputato del Partito Democratico, a margine del Consiglio provinciale monotematico convocato per affrontare i temi posti dall’intero comparto con le proteste di piazza.

“Gran parte delle richieste del mondo agricolo sono già contenute negli emendamenti alla Finanziaria proposti dal PD in Senato ed accolti in misura parzialissima dal Governo – continua Bordo – La Giunta regionale si appresta a varare misure straordinarie per alcuni settori specifici, come annunciato dall’assessore regionale Stefàno; infine, anche la Provincia di Foggia, opportunamente sollecitata dal gruppo del Partito Democratico, potrebbe assumere atti concreti in direzione del sostegno alle aziende in difficoltà. E’ bene che tutte queste attività e iniziative siano discusse, condivise e coordinate per raggiungere il migliore risultato possibile”.

Di qui la proposta, lanciata all’Amministrazione provinciale, di attivare “un tavolo di confronto tecnico-politico che, nel breve volgere di qualche giorno, metta a punto i documenti che i parlamentari, i consiglieri regionali e quelli provinciali saranno unitariamente chiamati a presentare e sostenere nelle diverse sedi istituzionali. Mi pare sia questo il modo più serio e costruttivo di svolgere il nostro compito – conclude Michele Bordo – assicurando agli agricoltori della Capitanata un sostegno concreto e non solo la produzione di sterili documenti di solidarietà”.


contratto.d.areaMentre il ministero dello Sviluppo Economico litiga con quello dell’Economia e delle Finanze, i progetti industriali finanziati con i Patti territoriali e i Contratti d’Area non riescono a partire ed ai dipendenti dei soggetti gestori non si pagano gli stipendi”. Con l’obiettivo di sbloccare “centinaia di milioni in contributi” l’on. Michele Bordo, deputato del Partito Democratico, ha presentato un’interrogazione ai ministri Scajola e Tremonti.

Nel documento si sottolinea come “l’elevata percentuale di revoche dei contributi concessi in prima istanza e di rimodulazioni degli investimenti vagliati positivamente ha reso disponibili ingenti somme per ulteriori programmi di investimento, per la cui attuazione sono state adottate proroghe dei termini di attuazione di Patti Territoriali e Contratti d’Area”.

Il problema è stato provocato da “l’evoluzione normativa e burocratica connessa” alle proroghe stesse, che “ha determinato il rallentamento quando non il blocco dei programmi di investimento ed ha reso aleatorie le erogazioni relative al personale in servizio ed al funzionamento degli uffici dei Soggetti Responsabili”.

L’Assemblea dei soci dell’Associazione Nazionale Patti Territoriali e Contratti Area per lo Sviluppo Locale (ANPACA), riunitasi il 24 febbraio 2009 – scrive Michele Bordo – ha sollecitato l’intervento del Ministero dello Sviluppo Economico per l’attivazione di tutti gli strumenti di immediata attuazione degli investimenti conseguenti alla ratifica di proroghe o resi possibili dal recupero dei fondi destinati a progetti non realizzati”.

La risposta di questo dicastero è stata una sollecitazione al “Ministero dell’Economia e delle Finanze a riassegnare le risorse, facendo presente che ‘la mancata riassegnazione delle risorse sta determinando una situazione di stallo e rischia di compromettere il corretto utilizzo delle risorse già erogate’”.

Quest’ultima richiesta “è rimasta inevasa – riprende Bordo – e mentre gli uffici giocano allo scaricabarile c’è gente che non prende lo stipendio anche da 10 mesi, programmi di sviluppo per centinaia di posti di lavoro sono bloccati e decine di impianti non possono entrare in produzione”. Ciò vale anche per “le tantissime aziende che hanno programmato ed effettuato investimenti a Manfredonia, grazie al Contratto d’Area, o nelle aree industriali e nelle zone agricole della Capitanata, grazie ai Patti territoriali”.

L’interrogazione si conclude con la richiesta, indirizzata al Ministero dello Sviluppo Economico, di adottare misure adeguate a “garantire la più agevole disponibilità delle somme necessarie alla realizzazione dei programmi di investimento ammessi a godere dei contributi previsti da Patti Territoriali e Contratti d’Area”.

La perdurante crisi economica dovrebbe imporre il massimo sforzo del Governo in direzione del sostegno allo sviluppo – conclude Michele Bordo – Invece l’evidente inerzia sta provocando disoccupazione, cassa integrazione e licenziamenti; tanto poi ci sono i sindaci a gestire le tensioni sociali”.


sicurezza_alimentareAssegnare alla Presidenza del Consiglio dei Ministri il termine massimo di 30 giorni per l’adozione del decreto attuativo con cui determinare organizzazione, funzionamento e amministrazione dell’Agenzia Nazionale per la Sicurezza Alimentare nella sua sede di Foggia.

E’ il contenuto dell’emendamento presentato dall’on. Michele Bordo, deputato del Partito Democratico, al disegno di legge “Disposizioni per il rafforzamento della competitività del settore agroalimentare” in discussione alla Camera.

Rafforzare e qualificare la rete di controllo della qualità e della sicurezza dei prodotti agricoli e agroalimentari “è decisivo per meglio competere sui mercati internazionali, oltre che per tutelare i consumatori”; in più, sottolinea Bordo, “si porrebbe fine ad un’annosa e poco dignitosa contrapposizione, anche istituzionale, tra il Governo e l’intera Capitanata, che attende ormai da quasi 2 anni l’attivazione della sede dell’Authority”.

L’obiettivo è identico a quello perseguito con l’ordine del giorno da me presentato e approvato dalla maggioranza dei deputati a dicembre dello scorso anno – prosegue il deputato del PD – e mai reso operativo dal Governo, soprattutto per l’opposizione del ministro per le Politiche agricole, Luca Zaia, e della Lega Nord”.

Dopo aver depositato l’emendamento, “ho correttamente informato il collega Antonio Pepe, presidente della Provincia di Foggia, della mia iniziativa, perché mi auguro che questa proposta trovi il sostegno convinto di tutti i rappresentanti della Capitanata e della Puglia a Montecitorio. Se ciò avvenisse – conclude Michele Bordo – si realizzerebbe una legittima aspirazione dei foggiani e noi tutti offriremmo una positiva prova di compattezza per la valorizzazione del nostro territorio”.


poliziaRafforzare gli organici di carabinieri e polizia è una decisione più che opportuna, che il territorio sollecita da anni, ma il Governo non può pensare di continuare a muoversi in questo delicato settore sotto la spinta delle emergenze: il radicamento di pericolose e pervasive organizzazioni criminali in Capitanata è un dato ormai inconfutabile, da affrontare con una strategia ben più articolata di quella finora messa in campo”.

E’ il commento dell’on. Michele Bordo, deputato del Partito Democratico e componente della Commissione Antimafia, all’annuncio dell’imminente arrivo di 200 uomini nel distretto giudiziario Bari-Foggia, giunto “per felice coincidenza, nel giorno in cui nel capoluogo dauno è stata compiuta un’importante operazione di polizia ai danni di due clan, ulteriormente valorizzata dalla collaborazione operativa tra le Procura locale e Direzione Distrettuale Antimafia”.

Il lavoro svolto sul territorio, con tanto impegno e sacrificio – continua Bordo – merita maggiore chiarezza e linearità da parte del Governo”. A partire dal reale contenuto dell’iniziativa del Ministero dell’Interno: “Aumentare gli organici va bene, ma sono stati stanziati anche i fondi per i mezzi e per le infrastrutture? Quali sono i criteri adottati per la distribuzione di queste forze sul territorio?”.

Domande “più che legittime” considerate le criticità esistenti e più volte denunciate anche dai sindacati di Polizia: la metà delle auto in dotazione alla Questura è ferma in garage per mancanza di manutenzione, il commissariato di Cerignola è sempre sotto sfratto, le forze in campo per il controllo del territorio garganico sono insufficienti per la pericolosità dei clan che vi operano. “Tutti problemi che rendono ancora più apprezzabile il lavoro svolto sul campo – riprende il componente dell’Antimafia – ma che il Governo deve impegnarsi a risolvere con interventi strutturali e non emergenziali”.

Allargando la visuale oltre l’orizzonte territoriale, “apprezzo e condivido” l’enfasi posta dal ministro Maroni sul tema della confisca e del riutilizzo a fini sociali dei beni confiscati alle organizzazioni mafiose, ma “la Commissione Antimafia ha appena terminato l’esame del rapporto Censis da cui emerge la difficoltà procedurale della confisca e dell’affidamento, tant’è che rimane davvero minima la percentuale di beni utilizzati rispetto a quelli sequestrati. E’ necessaria la revisione e la semplificazione della normativa – sollecita Bordo – altrimenti si perde il valore civico della normativa stessa”.

L’urgenza della riforma di questo pezzo dell’ordinamento “potrebbe fornire a Governo e Parlamento l’occasione e l’opportunità per lavorare alla compilazione di un testo unico delle ormai numerosissime norme che si occupano di criminalità organizzata – è la proposta del deputato PD – con l’obiettivo di evitare contraddizioni normative e confusione di competenze”.

Infine, “l’incremento delle forze dell’ordine per essere ulteriormente valorizzato deve essere accompagnato da misure di rafforzamento degli organici di magistrati e funzionari delle Procure e dei Tribunali, più volte e finora vanamente richiesto – conclude Michele Bordo – Sempre che l’obiettivo del Governo sia il miglioramento strutturale dell’apparato di sicurezza e non un intervento temporaneo ed emergenziale”.