digaDefinanziare la costruzione della diga di Piano dei Limiti è la risposta del Governo Berlusconi alla crisi strutturale dell’agricoltura in Capitanata e Puglia ed è bene che imprese e lavoratori sappiano chi ringraziare alla prossima siccità”.

E’ quanto afferma Michele Bordo, deputato del Partito Democratico, alla notizia del prosciugamento dei fondi destinati alla realizzazione di un’opera pubblica “strategica per il sistema produttivo provinciale e per la sicurezza del territorio al confine tra Puglia e Molise”.

Nel marzo del 2009 lo stesso Bordo presentò un’interrogazione per sollecitare la sottoscrizione degli accordi interistituzionali necessari a definire il percorso di realizzazione dell’opera e le compensazioni a vantaggio delle popolazioni interessate dall’intervento: “la notizia data da Coldiretti Puglia mette il sigillo sul pervicace e perdurante disinteressamento alla questione dei ministeri delle Politiche agricole e degli Affari regionali, incuranti anche del consenso sociale ed istituzionale costruito attorno a quest’opera”.

Il primo campanello d’allarme era scattato all’indomani della firma dell’accordo di programma tra Governo e Regione Molise, mentre “era con i Comuni del foggiano che si sarebbe dovuto innanzitutto ragionare per concordare le compensazioni connesse alla cessione di quote del territorio”, sottolinea Bordo.

Ora ci piacerebbe sapere come sono stati spesi i fondi stanziati per Piano dei Limiti. Tuttavia – conclude Michele Bordo – si è consumato l’ennesimo atto di dolosa distrazione nei confronti della Capitanata e della Puglia le cui responsabilità devono essere chiare e definite così da consentire agli elettori di scegliere i propri rappresentanti con la massima consapevolezza”.


“Dobbiamo avere tutti la consapevolezza che ci troviamo in un passaggio cruciale, perché siamo di fronte al discredito del paese ma anche alla paralisi del governo, all’abbandono dell’Italia, dei problemi e dei bisogni dei cittadini ”.  Lo ha affermato questa mattina il segretario del Partito Democratico, Pier Luigi Bersani, chiudendo la riunione della segreteria nazionale del Pd insieme ai segretari regionali.

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assicurazioni-autoIl Governo ha il dovere di intervenire urgentemente sulle compagnie assicuratrici che stanno evidentemente speculando sull’obbligatorietà della polizza RC auto”.

E’ quanto afferma Michele Bordo, deputato del Partito Democratico, subito dopo la presentazione di  un’interrogazione al ministro dei Trasporti con cui chiede “se ed in quali termini il Governo intenda procedere con misure di governance dei prezzi di base delle polizze assicurative, anche introducendo meccanismi di calmierazione tali da attuare forme di mutualità tra le diverse Regioni”.

E’ ormai più che evidente l’insorgere di una ‘questione meridionale’ anche in campo assicurativo – afferma Bordo – ipocritamente ed utilitaristicamente fondato sull’innegabile maggior numero di truffe. Ma non si può scaricare sugli automobilisti onesti il costo dell’illegalità, ancor più se questo è il motivo apparente di chiusure e dismissioni realizzate per concentrare energie e risorse nel più ricco nord.

Le iniziative assunte in Capitanata dalla Confcommercio e dalle associazioni di rappresentanza dei consumatori sono più che encomiabili e dovrebbero essere valorizzate tanto dal Governo che dagli organismi di controllo, da cui sono stati lanciati ripetuti e documentati allarmi circa le speculazioni sui prezzi.

Con ogni evidenza questa è un’altra delle tante voci di costo, economiche e sociali, attribuibili a quelle lobby che disprezzano la concorrenza ed hanno grande responsabilità rispetto all’arretratezza del Paese. Le loro azioni trovano terreno fertile nel liberismo di facciata della destra berlusconiana – conclude Michele Bordo – giacché anche quello assicurativo è uno degli innumerevoli campi in cui il premier può vantare interessi cospicui e consolidati”.