poliziaIstituire il commissariato della Polizia di Stato a Sannicandro e, nelle more, incrementare l’organico di quello di San Severo di almeno 20 unità per “assicurare anche una pur parziale copertura delle esigenze di presidio del territorio dei Comuni di: Cagnano Varano, Carpino, Ischitella, Foce Varano, Rodi Garganico e San Nicandro Garganico”.

La richiesta è stata avanzata da Michele Bordo, deputato del Partito Democratico e componente della Commissione Antimafia, in un’interrogazione al ministero dell’Interno depositata ieri mattina nell’Aula di Montecitorio. “L’ennesimo atto barbarico subito da un imprenditore del settore turistico a Vieste conferisce ulteriore attualità ed urgenza alla richiesta – afferma lo stesso Bordo – già avanzata con altre interrogazioni e, di recente, sostenuta dalle organizzazioni sindacali di rappresentanza dei poliziotti”.

Nel caso specifico del Gargano settentrionale – “area interessata dalla pericolosa e cruenta espansione di fenomeni delinquenziali, alcuni dei quali a carattere mafioso” –, il controllo del territorio “è assegnato al Commissariato di P. S. di San Severo, che ha competenza su 14 Comuni con una popolazione prossima ai 150.000 abitanti”. Questo presidio dello Stato conta su 45 unità, “come previsto dalla pianta organica stilata nel 1989”, delle quali solo 12 svolgono servizio di pattuglia e anche di ordine pubblico in occasione dei numerosi eventi sportivi.

La ridotta disponibilità di mezzi e uomini – scrive Bordo – è ulteriormente aggravata dalla necessità di raggiungere la Questura di Foggia all’inizio di ogni turno di servizio per effettuare il rifornimento di benzina e/o gasolio, giacché il Commissariato sanseverese non è dotato di impianto per il carburante”. In più, “c’è il disagio di lavorare in una sede che versa in condizioni molto critiche e non si comprendono le ragioni che hanno rallentato la costruzione del nuovo Commissariato a cui accorpare anche il distaccamento della Polizia Stradale”.

E’ purtroppo cronaca quotidiana l’incremento del traffico di sostanze stupefacenti e armi, così come la maggiore pervasività e violenza del racket delle estorsioni e dell’usura – afferma il deputato del PD – al punto da far dichiarare l’esistenza di una “emergenza sicurezza” in quest’area del Paese da parte delle forze di polizia, della magistratura, dei rappresentanti del Governo e della Commissione bicamerale Antimafia.

Lo Stato deve testimoniare nei fatti la propria presenza, come ha giustamente rimarcato Tano Grasso, ed individuare priorità operative da tradurre in investimenti di risorse, professionali e finanziarie – conclude Michele Bordo – Altrimenti lo scheletro carbonizzato del ristorante di Vieste sarà il drammatico simbolo della nostra sconfitta”.


PescherecciLa dolosa inerzia del Governo rischia di decretare il fallimento del comparto economico più importante e tradizionale di Manfredonia, aggravando lo stato di crisi occupazionale e sociale della città”. Michele Bordo, deputato del Partito Democratico, rinnova le critiche al ministro delle Politiche agricole per non aver chiesto e ottenuto l’autorizzazione in deroga per la pesca del bianchetto: “provvedimento sempre adottato quando a governare era chi non doveva tutelare gli interessi degli allevatori leghisti colpevoli di aver sforato le quote produttive”.

L’attuale crisi era “un evento più che prevedibile alla luce delle tante richieste inevase e delle tante promesse non mantenute dal ministro Galan e dagli esponenti locali del centrodestra – continua Bordo – Ma, insieme ai pescatori, la città tutta non può subire passivamente questo smacco e deve trovare la forza e il modo di reagire a tutela della propria identità, giacché la pesca è parte integrante della cultura manfredoniana.

Nonostante tutto, i ritardi possono ancora essere colmati per limitare i danni, già notevoli, subiti da centinaia di imprese e ancor più lavoratori; purché si riesca a convincere il ministro che non è questo il modo più equo e corretto di rimodellare le politiche della pesca, giacché le produzioni di qualità delle marinerie meridionali verrebbero cancellate a vantaggio di quelle industriali del Nord d’Italia e d’Europa.

Pertanto, il ministro Galan deve immediatamente aprire una vertenza con l’Unione europea e chiedere il rilascio della deroga per la pesca speciale, avvalorata dagli studi di settore che dimostrano scientificamente l’esistenza delle condizioni per il suo ottenimento.

Ai pescatori di Manfredonia va tutto il mio sostegno e la mia solidarietà – conclude Michele Bordo – perché la loro è la battaglia di un’intera città a tutela del proprio futuro”.