Tremiti2“Il Governo è totalmente sordo alle moltissime proteste istituzionali e civiche, e persegue nell’insano proposito di trasformare l’Adriatico in un campo petrolifero, dove l’inquinamento distruggerà ogni altra forma di economia ambientalmente sostenibile”. Lo afferma Michele Bordo, deputato del PD, dopo aver appreso la notizia dell’adozione, avvenuta il 23 maggio, di un altro decreto ministeriale, sottoscritto dai ministri Stefania Prestigiacomo e Paolo Romani, che autorizza la Petroceltic Italia ad effettuare indagini geosismiche al largo delle coste abruzzesi, ma “in uno specchio di mare molto prossimo alla riserva marina delle Isole Tremiti”.
Lo stesso Bordo ha presentato un’interrogazione e una mozione per chiedere il ritiro del primo decreto “senza ricevere alcun cenno di riscontro o di attenzione, al pari delle istanze emerse dalla grande manifestazione di Termoli o degli atti prodotti dalle Assisi consiliari di molti Comuni, della Provincia di Foggia e della Regione Puglia.
Fatti due conti, la stragrande maggioranza della popolazione che vive nelle regioni adriatiche non vuole neanche sentir parlare di trivelle petrolifere – afferma il deputato del PD – ma il Governo va avanti, dimostrando anche in questa occasione di avere totalmente smarrito la pur minima sintonia con i cittadini”.
La grande manifestazione in programma alle Isole Tremiti il 30 giugno “ribadirà quanto sia sbagliata la scelta compiuta dai ministri dell’Ambiente e dello Sviluppo economico – conclude Michele Bordo – e rafforzerà il mandato popolare conferito a quanti, a partire dai parlamentari, sono impegnati a svolgere ogni attività utile ad impedire questo scempio ambientale, sociale ed economico”.

Roma, 28 giugno 2011



frana-strade-001“Provincia e Regione devono accelerare le procedure amministrative necessarie a migliorare le strade dei Monti Dauni, garantendo livelli accettabili di sicurezza alle migliaia di cittadini che le percorrono quotidianamente”. Lo afferma Michele Bordo, deputato del Partito Democratico, dopo le “molteplici segnalazioni provenienti da quanti vivono in centri connessi tra loro dalla rete stradale provinciale che risente della mancata programmazione di interventi di manutenzione ordinaria, come testimoniato dalle buche e da erbacce e rifiuti nelle cunette”.
“Le vicissitudini politiche del centrodestra a Palazzo Dogana hanno impedito alla Giunta provinciale di assolvere adeguatamente uno dei suoi compiti istituzionali fondamentali – afferma Michele Bordo – cosicché si è compromessa una situazione già particolarmente complessa. E’ un dato di fatto che solo in questi giorni, ad oltre 3 anni dall’inizio del proprio mandato, la Giunta Pepe abbia adottato i bandi per l’attuazione della pianificazione finanziata con risorse ordinarie.
Se e’ vero che l’Amministrazione provinciale ha accumulato, colpevolmente, ritardi enormi sulla viabilità in Capitanata, tali da rendere ormai impercorribili molte strade, è altrettanto vero che la Regione Puglia deve accelerare il trasferimento delle risorse stanziate per gli interventi straordinari concertati con i Comuni.
La dotazione di una rete viaria, percorribile agevolmente e senza rischi, è una delle condizioni necessarie al superamento dell’emarginazione territoriale e sociale dei Monti Dauni: procedere con rappezzi e puntellamenti, come ha fatto la Provincia di Foggia fino ad oggi, non risolve alcun problema – conclude il deputato del Partito Democratico – e determina lo spreco delle risorse sempre più risicate che il Governo Berlusconi trasferisce agli Enti locali per lo svolgimento dei compiti istituzionali”.

Roma, 22 giugno 2011


“L’assessore regionale alla Sanità non può assistere inerme al definitivo declassamento di un presidio ospedaliero fondamentale per l’intera area garganica”. E’ il commento di Michele Bordo, deputato del Partito Democratico, alle notizie sulla possibile chiusura del reparto di ortopedia: “servizio fondamentale in una zona turistica dove, proprio d’estate, aumenta il numero dei traumi di vario genere a causa dell’incremento della popolazione”.
A questa “fosca previsione” si aggiunge quella della paventata soppressione della pediatria, a cui seguirebbe anche l’ostetricia “che non avrebbe ragione di essere in un presidio dove non c’è neanche la neonatologia”.
“La comunità manfredoniana e garganica rischia di essere privata di un altro ospedale – afferma Bordo – giacché il San Camillo diventerebbe poco più di un pronto soccorso, rendendo inutili anche i cospicui investimenti fatti in questi anni dalla Regione per migliorare la qualità dei servizi.
E’ stato l’assessore Fiore a dichiarare, appena 2 mesi fa, che Manfredonia non avrebbe subito alcun ridimensionamento a causa del piano di riorganizzazione dei servizi sanitari; ma la carenza di personale medico e paramedico, effetto del blocco del turn over imposto dal Governo e subito passivamente dalla Regione Puglia, ora potrebbe determinare questo gravissimo effetto.
La Giunta regionale ha il dovere di chiarire quale sarà il destino dell’ospedale di Manfredonia – conclude Michele Bordo – avendo ben chiaro quale enorme sacrificio sia già stato imposto alla Capitanata ed ai Comuni garganici per far quadrare i conti di una spesa non adeguatamente sostenuta dal Governo nazionale e insufficientemente monitorata da quello regionale”.

Roma, 21 giugno 2011