“L’omicidio di Apricena è particolarmente inquietante per le modalità con cui è stato compiuto e la professione svolta dalla vittima”. E’ l’opinione di Michele Bordo, deputato del PD e componente della Commissione bicamerale Antimafia, che annuncia la presentazione di un’interrogazione parlamentare al Ministro degli Interni “per chiedere, dopo quest’ultimo fatto di sangue accaduto ad Apricena, quali iniziative il Governo intenda assumere per assicurare un maggiore controllo del territorio e garantire l’ordine pubblico”.
“Che questa area del Paese sia tra le più complesse sotto il profilo criminale lo ha ribadito, appena qualche giorno fa, il sottosegretario all’Interno intervenendo a Cerignola – continua Bordo – ma chi rappresenta il Governo non può limitarsi ad esprimere preoccupazione: deve anche agire per assicurare un maggiore controllo delle aree più esposte al rischio dell’illegalità e della criminalità”.
Il caso specifico dell’omicidio di Apricena, “ripropone l’attualità di un più rigoroso rispetto delle norme relative all’esercizio dell’attività di vigilanza privata, innanzitutto a tutela di chi opera legalmente”. Solo nella cittadina garganica, negli ultimi mesi, sono state costituite 4 società e cooperative “a cui sono affidati patrimoni di grande valore. Inoltre, a causa dei tagli ai finanziamenti delle forze dell’ordine, con sempre maggiore frequenza gli istituti di vigilanza sono direttamente coinvolti dagli Enti locali nelle attività di controllo del territorio”.
“In questo delicato momento è indispensabile mostrare, operativamente, sostegno alla comunità di Apricena ed a chi la rappresenta – conclude Michele Bordo – mettendo a loro disposizione ogni risorsa utile ad evitare il propagarsi del virus dell’illegalità”.

Roma, 28 settembre 2011


“Alla Camera insisteremo per cambiare la manovra secondo alcuni punti dei nostri emendamenti per noi irrinunciabili. Il nostro atto di responsabilità è di essere pronti ad approvare il decreto in pochi giorni, quindi la settimana prossima, diciamo mercoledì, portando in aula un numero limitato di emendamenti, circa 20, se la maggioranza non mette la fiducia”. E’ la proposta che il capogruppo Pd alla Camera Dario Franceschini |pagina ufficiale| fa, al termine dell’assemblea del gruppo, alla maggioranza in vista dell’approdo della manovra a Montecitorio.
“Il decreto – osserva Franceschini – scade il 13 ottobre, domani e’ l’8 settembre. La maggioranza ha offerto uno spettacolo allucinante davanti ai mercati cambiando più volte la manovra o davvero o con annunci poi ritirati. Noi abbiamo un senso di responsabilità davanti alla situazione del paese ma la manovra va cambiata profondamente nelle misure economiche che colpiscono i soliti ceti e nell’art. 8”. Se la maggioranza è disposta a discutere senza mettere la fiducia, ribadisce il capogruppo Pd, “domani alla capigruppo possiamo fissare un percorso certo. Ma se la maggioranza mette la fiducia, che peraltro non potrà essere votata negli stessi tempi rispetto alla nostra proposta, vuol dire che è solo per tenere insieme una maggioranza a brandelli”. La Camera, conclude Franceschini, “non può rinunciare al suo dovere di correggere una manovra sbagliata e iniqua”.

07-09-2011


“I cittadini hanno diritto ad essere rispettati dalla società Poste Italiane, su cui anche il Governo deve operare ogni forma di pressione per garantire l’efficienza del servizio”. E’ la motivazione che ha indotto Michele Bordo, deputato del Partito Democratico, a presentare un’interrogazione parlamentare al ministro delle Comunicazioni prendendo spunto dalle “numerose lagnanze dei cittadini di Manfredonia circa disservizi e disagi subiti che l’Amministrazione comunale raccoglie pressoché quotidianamente”.
L’esponente del PD fa rilevare l’evidente “insufficienza del numero di sportelli e dell’organico addetto alle funzioni di sportello, mai adeguato all’espansione urbanistica della città”, che conta “58.000 residenti ed un’elevata percentuale di pensionati, studenti universitari fuori sede e lavoratori immigrati”. D’altronde, continua Bordo, “secondo fonti sindacali, nell’ultimo decennio, il personale addetto alle funzioni di sportello in provincia di Foggia è diminuito del 25-30% a fronte di un costante e progressivo aumento dei servizi offerti al pubblico”.
“Il Governo ha il dovere di intervenire – conclude il deputato del PD – per rimuovere le cause che impediscono l’organizzazione e la fornitura di un servizio adeguato alla finalità del pubblico interesse da parte di una società che, di fatto, opera in regime di monopolio”.

Roma, 6 settembre 2011