“Attivare celermente le procedure necessarie alla nomina degli organismi dell’Autorità portuale di Manfredonia” è la richiesta contenuta nell’interrogazione di Michele Bordo, deputato del Partito Democratico, al ministro per lo Sviluppo Economico, presentata per “sollecitare il Governo a chiudere la fase commissariale avviata oltre 6 anni fa e coincisa con il progressivo e inesorabile declino del Porto Alti Fondali”.
L’assenza di un assetto definito di governance dell’infrastruttura “ha contribuito a determinare l’inasprimento della crisi commerciale, la riduzione dei servizi portuali e il mancato coinvolgimento del porto di Manfredonia in alcune programmazioni strategiche attivate dalla Regione Puglia”, scrive Bordo; tant’è che “la Regione Puglia, con nota del 13 febbraio 2012, firmata dal presidente Nichi Vendola e inviata al Ministro Passera, pur ribadendo il proprio orientamento circa l’opportunità dell’estensione della circoscrizione dell’Autorità portuale di Bari anche al porto di Manfredonia allo scopo di realizzare una gestione sistemica ed integrata dei porti in questione, ritiene tuttavia indifferibile il superamento della gestione Commissariale”. Continua a leggere


“L’ondata di gelo ha provocato straordinari e ingenti danni alle imprese e ai cittadini, in misura tale da motivare il riconoscimento della calamità naturale da parte di Regione e Governo”. Lo afferma Michele Bordo, deputato del PD, raccogliendo l’appello proveniente dai Comuni del Subappennino e dell’interno del Gargano dove la neve e il ghiaccio hanno “paralizzato, ormai da giorni, la vita e l’economia”.
“Gli encomiabili sforzi compiuti dalle Amministrazioni comunali, dalla Protezione civile, dalla Prefettura, dalle Forze dell’Ordine e, in molti casi, dalle aziende agricole che hanno messo a disposizione mezzi e uomini per spalare neve e spargere sale – continua Bordo – hanno alleviato i disagi sofferti da migliaia di cittadini, ma nulla hanno potuto per l’ortofrutta marcita dalle gelate o per i capi di bestiame uccisi dal freddo polare.
L’eccezionalità degli eventi atmosferici che si stanno abbattendo proprio sulla provincia di Foggia suggerisce, per l’oggi, il rafforzamento della rete di Protezione civile – conclude il deputato del PD – e, per il futuro, l’intervento finanziario urgente di Governo e Regione a sostegno di comunità la cui pur ridotta economia è fondata sulla produzione agricola e l’allevamento di bestiame”.

Roma, 7 febbraio 2012


Sulla riforma elettorale il Pd è pronto al dialogo con tutti, nessuno escluso. Ma sia chiaro che «nessuna forza politica può pretendere di essere agevolata a priori dalla legge». Luciano Violante, già presidente della Camera, oggi responsabile riforme per il Pd, è colui che, per i democratici, sta conducendo le trattative per cambiare il sistema di voto.

Ieri l’ex premier Berlusconi, su «Libero» parlava della necessità di dialogare con voi sulle riforme…

«La nostra posizione è chiara: per quanto ci riguarda, dialoghiamo con tutti, perché le riforme si fanno col maggior numero di forze politiche possibili. Senza rapporti privilegiati e senza escludere nessuno».

Appunto: dalle parole del Cavaliere, benché poí derubricate a «ragionamenti sul filo del paradosso» si delinea l’idea di un asse Pdl-Pd sulla legge elettorale…

«Non è nei nostri progetti. Se due forze si mettessero d’accordo a scapito degli altri fallirebbe l’intero progetto: noi ascoltiamo le ragioni di tutti e lavoriamo se possibile con tutti, chi non parteciperà sarà perché si autoescluderà».

Quindi può rassicurare I’Idv che è subito insorta chiedendovi di rifiutare l’appello…

«L’Idv conosce benissimo la nostra posizione».

Si fida del proposito di Berlusconi?

«Io sono a priori per il dialogo. E non ho nessun motivo né per fidarmi né per non fidarmi. Poi, certo, se la fiducia viene tradita…».

Non è stata già tradita in passato?

«Varie volte l’onorevole Berlusconi ha cambiato opinione, per questo siamo guardinghi. Ma la necessità di mettere il Paese in carreggiata, anche sotto il profilo istituzionale, viene prima di tutto: se si resta legati a sospetti, illazioni e atteggiamenti del passato, non si va da nessuna parte».

A che punto siamo nel confronto sulla legge elettorale?

«Il Pdl ha rinunciato al premio di maggioranza e noi abbiamo rinunciato al doppio turno di collegio. Si va verso una legge con clausola di sbarramento, intorno al 4%, con l’introduzione della sfiducia costruttiva e la tendenziale costruzione della maggioranza di governo nelle urne. Ci si orienta verso un sistema simile al tedesco».

Quindi ci sono incontri costanti sul tema: bilaterali o tutti insieme?

«Non mi chieda troppo. Ci sentiamo tra tutti perché è giusto così».

C’è qualche aspetto irrinunciabile per voi?

«Quando si fanno trattative parlamentari non bisogna avere pregiudizi, altrimenti si rompe. Piuttosto bisogna mettere sul tavolo quello a cui si è disposti a rinunciare».

E un atteggiamento condiviso?

«E’ l’atteggiamento di tutti».

Ce la farete ad approvare una nuova legge elettorale entro la legislatura?

«Spero di sì, ce la stiamo mettendo tutta».

Berlusconi invita al dialogo non solo sulla legge elettorale, anche su altre riforme istituzionali…

«Anche sulle riforme costituzionali e istituzionali dialoghiamo con tutti. Non abbiamo il tempo per mettere in campo riforme più profonde, che forse non sono neanche necessarie, ma almeno possiamo ridurre il numero dei parlamentari, avviare il superamento del bicameralismo paritario, riformare i regolamenti parlamentari».

L’ex premier accenna anche alla possibilità di dialogo sulla giustizia: pensa sia possibile?

«Finora abbiamo avuto opinioni fortemente differenziate: se il Pdl ha cambiato opinione, saremo ben lieti di discutere».



images“L’intervento del prefetto potrebbe essere risolutivo per la vertenza dei lavoratori del C.A.R.A. di Borgo Mezzanone, che rischia di avere ripercussioni tanto sulla borgata quanto sul Centro di Accoglienza”. E’ Michele Bordo, deputato del Partito Democratico, a chiedere al rappresentante del Governo in terra di Capitanata di “promuovere ulteriori azioni rispetto a quelle infruttuose già attivate, a partire dal vertice di venerdì scorso in Provincia”, per “impedire la totale sostituzione” dei lavoratori fino a ieri impiegati nel C.A.R.A. della borgata manfredoniana.
“C’è da preservare il delicato equilibrio sociale ottenuto anche grazie al coinvolgimento di operatori residenti a Mezzanone nelle attività del centro – continua Bordo – Il fallimento della mediazione tentata fino ad oggi impone un’immediata e più vigorosa iniziativa del prefetto. È assolutamente necessaria la convocazione di tutte le parti di questa vertenza per giungere ad una soluzione che garantisca la continuità per i lavoratori utilizzati fino ad oggi nel centro. La drammaticità del problema occupazionale vissuto in Capitanata impone il compimento di ogni sforzo istituzionale per assicurare il diritto al lavoro – conclude Bordo – Così come a Borgo Mezzanone la soluzione della vertenza è necessaria anche per garantire l’equilibrio sociale costruito con tanta fatica nel corso degli anni”.

Roma, 6 febbraio 2012