“La riorganizzazione del servizio sanitario non può procedere con interventi frammentari e disarticolati tra loro: la Regione deve coordinare le singole iniziative delle ASL per evitare squilibri territoriali e disservizi agli utenti”. E’ Michele Bordo, deputato del PD, a chiedere l’immediata attivazione di un “tavolo tecnico – politico presso l’assessorato regionale alla Salute per programmare organicamente la seconda parte del piano di rientro, fissando obiettivi chiari e misure operative coerenti”.
La richiesta nasce anche dalla verifica dell’esistenza di un atto di indirizzo della ASL Foggia, assunto dall’ex direttore generale Ruggero Castrignanò, che prevede la drastica riduzione delle strutture complesse oggi esistenti nei diversi ospedali della Capitanata ed in modo particolare presso il San Camillo De Lellis di Manfredonia.
“Se attuata – continua Bordo – questa decisione provocherebbe il progressivo declino del presidio ospedaliero manfredoniano e in prospettiva anche la sua possibile chiusura. Le professionalità mediche più mature, di fronte ai tagli dei posti per primari, potrebbero giustamente scegliere di emigrare verso altri nosocomi, dove proseguire la carriera, determinando la progressiva riduzione della qualità dei servizi e di conseguenza degli utenti. Continua a leggere


“Bisogna far ripartire i cantieri della ricostruzione post terremoto, ma non si può continuare ad operare in un regime di emergenza permanente: serve una legge ordinaria che regolamenti casi di questo genere”. Lo afferma Michele Bordo, deputato del PD, dopo aver presentato una risoluzione per impegnare il Governo a “ripristinare lo Stato di Criticità al fine di garantire la riattivazione delle procedure per la ricostruzione degli edifici pubblici e privati danneggiati dal sisma” che colpì il Molise e la Puglia il 31 ottobre del 2002.
“Il 31 dicembre 2011 ha cessato di produrre ogni effetto di legge la dichiarazione dello Stato di Criticità, a suo tempo adottata con Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, a seguito del parere negativo del Ministero dell’Economia, fondato sull’asserita straordinarietà delle procedure adottate dalla struttura commissariale per la gestione dei fondi”, scrive Bordo anche raccogliendo l’appello dei sindaci dei Comuni pugliesi colpiti dall’emergenza. Gli stessi che “a distanza di 10 anni, denunciano i ritardi con cui procedono i programmi di ricostruzione del patrimonio pubblico e privato, particolarmente quello rurale, a causa dell’incerta disponibilità e dell’incapienza complessiva dei fondi stanziati dal Governo negli anni precedenti, e la mancata previsione di risorse da assegnare a compensazione dei tributi locali non versati dai residenti”. Continua a leggere