Pier Luigi Bersani, segretario del Partito democratico dal 25 ottobre 2009, emiliano di 60 anni, sente il vento nuovo che soffia da Parigi. Prima della kermesse al Politeama ha incontrato un gruppo di imprenditori. «Nell’ultimo vertice – ha rivelato – abbiamo parlato di un meccanismo tra banche, Cassa Depositi e Prestiti e Stato per mettere nel circuito 10-15 miliardi di pagamenti, per dare fiducia al sistema e spingere le banche a fare il loro dovere». Ad Antonio Quarta, industriale del caffè, che gli ha esposto le difficoltà delle aziende del Sud a globalizzarsi con alti standard di qualità dei prodotti, Bersani ha raccontato l’esperienza della sua terra e lo ha spronato ad insistere.

Segretario Bersani, il presidente della Corte dei Conti, Luigi Giampaolino, ha detto che la pressione fiscale, schizzata a oltre il 45 per cento, è altissima. Secondo lei ha ragione?

«Per la miseria, sono proprio altissime le tasse. Siamo tra i primi al mondo. Dobbiamo destinare il ricavato della lotta all’evasione al taglio delle tasse e ai redditi medio-bassi per una spinta ai consumi. Sull’Imu avremmo agito diversamente: l’avremmo resa più leggera inasprendo il prelievo sui grandi patrimoni. Dal 1994 al 2012, il centrosinistra ha governato sette anni. Una parte della sinistra ha sempre avuto il mal di pancia per le politiche di rigore».

Prodi, nel 2008, cadde dopo due anni. Come potrà evitare questi errori?

«C’è una grande differenza tra i nostri 7 anni e gli 8 della Destra. La nostra è stata stagione di riforme: liberalizzazioni, modernizzazioni, sostegni alla crescita. La Destra ha fatto ripiegare l’Italia. È vero, nel centrosinistra è mancata la coesione in momenti cruciali. È l’errore che non faremo più. Vogliamo un patto sulle regole. bifronte a dissensi, voteremo e poi tutti uniti sulla linea decisa. Niente trabocchetti».

Ricorda le reazioni contro Tommaso Padoa Schioppa, sincero democratico, e le accuse di essere il rappresentante della tecnocrazia?

«Sì, fu una fase di tensioni, una stretta micidiale. Però, anche chi lo contestava aveva stima per lui. Fu un grande europeo, un italiano con la vista lunga».

Se la sinistra vincesse le elezioni gli italiani dovrebbero aspettarsi nuovi salassi? Comuni e Regioni chiedono più soldi…

«Bisogna finirla con questa leggenda, sfatarla una buona volta per tutte. I conti li abbiamo lasciati in ordine. L’avanzo primario lasciato in eredità sta lì a dimostrarlo. La Destra ha fatto crescere la spesa pubblica: ha tagliato 8 miliardi alla scuola e, tuttavia, ha fatto aumentare la spesa e provocato l’esplosione dell’evasione fiscale. Sosteniamo crescita e rigore. Se la gestione è rigorosa, se l’evasione fiscale è combattuta, possiamo realizzare politiche di equità».

L’antipolitica mette paura ai partiti. La collera dei francesi ha gonfiato le bandiere di Marine Le Pen. Cosa farete? Perché la sinistra non abbandona il finanziamento pubblico dei partiti?

«Domani (oggi per chi legge, ndr) presenterò la proposta per una drastica riduzione del finanziamento pubblico, secondo il principio che se la gente deve tirare la cinghia, la politica deve tirarla di più. Vanno bene le donazioni da parte dei privati, soprattutto se sono piccole. Però anche negli Stati Uniti c’è una parte di finanziamento pubblico. Tengo fermo un principio: non intendo fare finanziare la politica dai palazzinari, dai tycoon o da manager con buonuscite multimilionarie. Da Pericle in poi si sa che la politica in un sistema democratico deve essere sostenuta».

Nel Sud la spesa pubblica ha distorto il mercato. Inchieste giudiziarie rivelano intrecci politici anche con esponenti della sinistra…

«I soldi non sempre fanno bene. Le erogazioni devono avvenire in base ad automatismi e devono rispondere a standard civili. Poi bisogna prevedere l’incompatibilità tra chi svolge funzioni politiche e occupa ruoli di natura economica. Codici etici, regole rigorose, rispetto della magistratura ed educazione alla legalità, sostegno agli amministratori che combattono la criminalità e il malaffare: sono questi gli anticorpi da rafforzare ovunque, non solo nel Sud».

Segretario, la nuova alleanza proposta dal Pd sarà neoprodiana con un nuovo centro? Oppure proporrà la foto di Vasto? Con Casini oppure con Vendola?

«Guardiamo all’Europa. Da una parte ci sono le Destre, le cui ricette sono fallite, con i richiami e le chiusure nazionalistiche e populistiche; dall’altra, i progressisti, i democratici, i moderati costituzionali, che devono incontrarsi per essere alternativi. Noi dobbiamo fare un centrosinistra di governo con un suo patto regolativo per evitare gli errori del passato. Incluso, l’accordo con il centro moderato. Insieme, quindi, con Casini e Vendola, non pretendendo che Casini parli con Vendola. Tocca a noi l’iniziativa per un patto di legislatura per affrontare e risolvere i problemi dell’Italia, coniugando crescita dell’economia, rigore nella spesa pubblica e maggiore uguaglianza».


lavoratori-inside“Amministratori e proprietari della Inside continuano ad evitare il doveroso confronto con oltre un centinaio di padri di famiglia privati dello stipendio e del futuro”. E’ l’amaro commento di Michele Bordo, deputato del PD, che annuncia un’interrogazione parlamentare per sollecitare i ministri del Lavoro e dello Sviluppo economico a “intervenire per favorire la soluzione della vertenza che interessa una società che ha beneficiato di ingenti quantità di fondi pubblici”.
Gli operai in cassa integrazione straordinaria da oltre un anno attendono le spettanze del primo quadrimestre 2012 e la tredicesima del 2011 e “ciò che è peggio, non hanno più notizie degli amministratori della società né indicazioni sui futuri programmi aziendali – continua Bordo – Il trasferimento di alcuni dipendenti in altri siti produttivi, anche all’estero, fa emergere uno strano gioco di scatole cinesi che interessa società dello stesso gruppo economico.
Hanno pienamente ragione le organizzazioni sindacali a sostenere che ci sia materiale sufficiente a motivare un intervento ispettivo sull’azienda delle istituzioni competenti – prosegue Michele Bordo – e l’attivazione di un tavolo di confronto a livello ministeriale per indurre la società proprietaria dell’impianto manfredoniano a rispettare gli obblighi assunti verso i lavoratori. L’impegno del Governo – conclude Bordo – è necessario anche per contribuire ad affrontare con strumenti più efficaci la grave crisi vissuta dal gruppo Bolici, ed in particolare dalla Inside, così da garantire il futuro di tutti i lavoratori”.

Roma, 26 aprile 2012


carabinieri in azione“Il riscatto civico dalla minaccia della criminalità si realizza anche esercitando con consapevolezza il diritto di voto”. Lo afferma Michele Bordo, deputato del PD e componente della Commissione bicamerale Antimafia, commentando i primi esiti dell’inchiesta condotta dalla Procura della Repubblica di Lucera che ha fatto emergere l’esistenza di un’organizzazione criminale “socialmente pericolosa e pronta a contaminare il tessuto economico cittadino”.
“Magistratura e forze dell’ordine hanno dimostrato, per l’ennesima volta e con la consueta professionalità, che lo Stato sa come, dove e quando agire – continua Bordo – ed hanno fatto emergere l’inquietante tentativo di compiere quel ‘salto di qualità’ che avrebbe portato la criminalità ad assumere un ruolo politico e istituzionale.
Dobbiamo essere grati a chi ha evitato che Apricena fosse trasformata in uno di quei Comuni in cui i governi locali operano seguendo le direttive dei clan, o in cui gli amministratori vivono nel terrore delle ritorsioni e abbandonano la loro missione civica.
E’ una realtà con cui deve fare i conti chi ha deciso di candidarsi a rappresentare gli interessi sani e legittimi di una comunità operosa – conclude Michele Bordo – perché è innanzitutto loro responsabilità metterla al riparo dal virus della criminalità”.

Roma, 25 aprile 2012


“Il prefetto valuti l’opportunità di chiedere l’intervento dell’esercito e della Protezione civile per scongiurare il fallimento di decine di aziende agricole”. E’ Michele Bordo, deputato del PD e componente della Commissione Antimafia, ad ipotizzare “una vera e propria dichiarazione di emergenza” per fronteggiare “l’ennesimo delitto commesso dai predoni del rame” nella campagne del Foggiano, tra Manfredonia e Zapponeta.
“Pur impegnandosi allo stremo, l’Enel non sarà mai in grado di ripristinare le linee elettriche in tempo utile a scongiurare il rischio che i prodotti freschi marciscano nelle celle frigorifere delle aziende agricole, o che gli allevamenti non siano in grado di affrontare le quotidiane attività – continua Bordo – Allo stesso modo, non si possono abbandonare decine di famiglie che vivono in campagna senza l’energia necessaria, in molti casi, ad attivare le pompe dei pozzi da dove arriva l’acqua corrente.
Le indagini attivate con immediatezza ed efficacia, come testimonia il conflitto a fuoco ingaggiato da una pattuglia dei Carabinieri, spero conducano presto all’individuazione dell’organizzazione che ha agito con evidente professionalità – continua il deputato del PD – ma bisogna che il Ministero dell’Interno, a cui presenterò un’interrogazione, comprenda quale emergenza si vive nelle nostre campagne e adotti misure straordinarie ed eccezionali per intercettare e interrompere i flussi di un traffico che ha dimensioni internazionali. Continua a leggere