“L’Autorità portuale di Manfredonia e’ un ente fantasma, che gestisce traffici modestissimi e spreca denaro pubblico per pagare le indennità di commissari di nomina partitica in carica da molti anni senza che abbiano compiuto un solo atto per migliorare l’operatività di un’infrastruttura strategica per l’intera Capitanata”. E’ la replica di Michele Bordo, deputato del PD, alle “scomposte dichiarazioni del PdL manfredoniano, impegnatosi nella difesa d’ufficio del commissario Nino Falcone, al quale e’ perfino mancato il coraggio di esporsi in prima persona”.
“Il manifesto affisso in città – continua Bordo – contiene una sola affermazione vera: ho presentato un’interrogazione per chiedere al Governo di procedere con urgenza alla nomina degli organismi dell’Autorità in modo da assicurare il suo concreto funzionamento. Dalla risposta del Sottosegretario Improta, preparata in modo burocratico dai funzionari del Ministero, e’ scaturito un dibattito di merito in Commissione Trasporti che, purtroppo, ha fatto emergere con chiarezza ciò che e’ noto da anni: l’autorità portuale di Manfredonia e’ un organismo improduttivo che succhia risorse economiche in una fase molto critica per la finanza pubblica.
E’ bene si sappia che circa il 50% delle risorse annuali di cui dispone e’ destinato alle indennità di commissario e vice commissario (270.000 euro), ai revisori dei conti (39.639 euro) e a missioni e rimborsi (45.907 euro), mentre la media nazionale del costo di questi organismi e’ del 2,8% delle spese generali. Continua a leggere