“Lo Stato deve attivarsi immediatamente per impedire che la sanguinosa ombra della criminalità torni ad allungarsi su Manfredonia e il Gargano”. Michele Bordo, deputato del PD e componente della Commissione bicamerale Antimafia, chiede “una reazione rapida ed efficace degli apparati investigativi” rispetto al duplice omicidio consumatosi nella notte a Siponto.
“Ho grande fiducia nella magistratura e nelle forze dell’ordine – continua Bordo – che hanno già dimostrato in tante circostanze di avere competenza e professionalità. E’ necessario conoscere in fretta la dinamica di questo duplice omicidio, il movente e gli esecutori per restituire serenità ad un intero territorio che altrimenti rischia di ripiombare nell’insicurezza e nella paura di vedere trasformate le proprie strade in teatro di scontri armati”.

Roma, 6 giugno 2012


“Il fantasma della Gelmini continua ancora ad aggirarsi nella scuola italiana e rischia di provocare danni irreversibili agli alunni che necessitano di sostegno ed ai docenti formati per questa delicata attività”. Lo afferma Michele Bordo, deputato del PD, a margine dell’incontro con le rappresentanze degli insegnanti di sostegno che rischiano il licenziamento a causa del decreto direttoriale che prevede “l’attivazione di corsi di formazione per il conseguimento della specializzazione per le attività di sostegno aperti al personale docente in esubero, così da consentire la loro ricollocazione senza tenere conto dei bisogni e dei diritti degli alunni con disabilità”.
L’atto è stato contestato dai deputati del PD della Commissione Cultura, che hanno presentato una risoluzione all’attenzione del Ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca con la richiesta di “predisporre soluzioni alternative per l’utilizzo del personale docente in esubero che non pregiudichino in alcun modo le legittime aspettative, i diritti del personale precario e, soprattutto, non danneggino alunni e studenti con disabilità che hanno diritto al sostegno da parte di docenti opportunamente ed approfonditamente formati ed adeguatamente motivati”.
“Se passasse l’ipotesi operativa del Governo – riprende Bordo – circa 10.000 precari abilitati al sostegno rischiano il posto di lavoro, perché verrebbero scavalcati in graduatoria dai colleghi in esubero da ricollocare anche se privi di adeguata formazione specifica. Docenti formati frettolosamente e con costi di gran lunga inferiori a quelli sostenuti da quanti hanno frequentato corsi biennali, corsi SISS, corsi di laurea, master, perfezionamenti ed hanno maturato un’esperienza professionale anche ultra decennale.
Il decreto è profondamente sbagliato, perché tenta di risolvere un problema occupazionale creandone un altro, ancor più grave socialmente perché coinvolge indirettamente la parte più debole della popolazione studentesca. Continua a leggere



europaL’istituzione di un fondo di riscatto europeo, cioè di un fondo in cui collocare e ammortizzare la quota di debito pubblico di ciascuno Stato che eccede il 60 per cento del Pil, sta incontrando un consenso crescente in Europa. Ieri ne ha parlato nelle sue incisive considerazioni finali il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, oggi il capogruppo dell’Spd al Bundestag, Frank-Walter Steinmeier. Il Parlamento europeo ne ha già discusso a lungo, con un voto favorevole in commissione.

Da tempo il Pd propone di ricorrere ad un’iniziativa del genere, ipotizzata molti mesi or sono in Italia da Vincenzo Visco e in Germania dai cinque saggi incaricati dalla Cancelliera Angela Merkel di formulare alcune proposte per la crisi: un fondo di riscatto europeo provocherebbe un forte abbattimento degli interessi che ciascun paese è chiamato a versare sul debito, ridurrebbe gli spazi per le incursioni della speculazione e libererebbe risorse utili da investire per sostenere lo sviluppo.

E’ importante che una tale iniziativa verso la quale sta crescendo il consenso in tutta Europa sia approvata al più presto. Su questo tema il governo italiano può e deve giocare un ruolo decisivo in vista della riunione del Consiglio d’Europa del 28 e 29 giugno.


IMMIGRATI“Il Ministero dell’Interno deve intervenire con urgenza ed efficacia per garantire alle forze dell’ordine, agli ospiti del Centro e agli abitanti di Borgo Mezzanone le condizioni minime di sicurezza”. E’ la richiesta avanzata da Michele Bordo, componente della Commissione bicamerale Antimafia, nell’interrogazione con cui ha portato a conoscenza del Viminale e dell’intero Governo “la drammaticità delle ore vissute durante gli ultimi tumulti interni al Centro, affrontati con reale sprezzo del pericolo e senza avere i mezzi idonei a farlo dagli uomini delle forze dell’ordine e dell’esercito ai quali rivolgo tutta la mia solidarietà e il mio sostegno”.
“E’ inconcepibile che il container utilizzato come postazione dei militari sia sprovvisto di linea telefonica verso l’esterno – continua Bordo – Carenza che ha reso ancora più difficile attivare i rinforzi per fronteggiare i circa 200 immigrati che hanno partecipato attivamente ai disordini.
E’ noto a tutti, a partire dai Prefetti che si sono succeduti in questi anni, l’insufficienza del numero degli addetti alla vigilanza rispetto agli ospiti del centro, oggi aggravata dall’inadeguata dotazione strumentale. Una vera e propria emergenza che il Ministero dell’Interno ha il dovere di affrontare e risolvere strutturalmente, stanziando le risorse finanziarie necessarie a tutelare l’incolumità degli operatori di Polizia, del personale, dei componenti la Commissione per il riconoscimento dello status di rifugiato politico e di quanti risiedono pacificamente all’interno della struttura.
L’auspicio – conclude Michele Bordo – dopo anni di indifferenza, è che il Ministro dell’Interno sappia prestare ascolto all’allarme lanciato ed adottare le misure necessarie ad evitare ben più gravi tragedie”.

Roma, 31 maggio 2012