“La Croce Rossa deve rispettare gli accordi a suo tempo sottoscritti con i lavoratori e le istituzioni territoriali per la gestione del C.A.R.A. di Borgo Mezzanone”. Michele Bordo, deputato del Partito Democratico, annuncia un’interrogazione parlamentare sul caso e chiede al Prefetto di Foggia di “promuovere ogni ulteriore azione utile a risolvere una vertenza che ha già provocato danni ai lavoratori e disservizi a svantaggio degli ospiti del centro di accoglienza”.
A febbraio ci fu un lungo braccio di ferro tra la CRI e i dipendenti della cooperativa che ha gestito per un biennio le attività all’interno della struttura in cui risiedono i richiedenti asilo politico: “La pressione esercitata allora dal sottoscritto, dalla Prefettura e dalle istituzioni territoriali (Regione Puglia e Comune di Manfredonia in particolare) sulla Croce Rossa perché utilizzasse quei lavoratori nelle attività del centro sembravano aver risolto la vertenza”. In realtà la CRI non ha rispettato gli accordi, come testimoniato dall’esito negativo del vertice svoltosi a Palazzo di Governo ieri.
“La Capitanata non può permettersi di perdere altri 60 posti di lavoro qualificati e non si può consentire ad alcuno di prendere in giro così platealmente le istituzioni – commenta Michele Bordo – In più, ora che l’accordo è saltato rischia di alterarsi in negativo anche il delicato equilibrio sociale interno alla borgata, ottenuto grazie al coinvolgimento nelle attività del centro di operatori residenti a Mezzanone. Continua a leggere


“Molti lavoratori pugliesi rischiano di non avere alcun futuro se il Governo non garantisce alla Regione Puglia le risorse per gli ammortizzatori sociali necessarie a fronteggiare gli effetti delle crisi aziendali”. Michele Bordo, deputato del PD, annuncia un’interrogazione per “sollevare in Parlamento il caso pugliese” emerso con le dichiarazioni dell’assessore regionale al Lavoro e Welfare Elena Gentile sulla insufficienza dei fondi per la copertura delle richieste di cassa integrazione in deroga.
“La crisi economica sta falcidiando aziende in ogni settore ed ha determinato, nel primo quadrimestre del 2012, un incremento del 134% della CIG in deroga e di oltre il 30% di quella straordinaria – continua Bordo – Opportunamente, la Regione Puglia ha chiesto allo Stato una dotazione finanziaria di 200 milioni, cui aggiungere la quota di cofinanziamento proveniente dal Fondo Sociale Europeo, ricevendone solo 80.
Di fatto, a settembre saranno esaurite le risorse per sostenere il reddito dei lavoratori delle aziende che hanno cessato o ridotto fortemente la produzione.
Pur considerando le difficoltà del bilancio statale, il Governo non può assistere inerme al rischio dell’esplosione di una così grave crisi sociale, i cui effetti sull’ordine pubblico e la sicurezza delle comunità sono assolutamente imprevedibili e già destano forti preoccupazioni nelle Prefetture. Continua a leggere


“Le preferenze sono il modo migliore per restituire ai cittadini la possibilità di scegliere direttamente i parlamentari”. Michele Bordo, deputato del PD e presentatore della prima proposta di legge elettorale depositata alla Camera che reintroduce le preferenze, interviene nel dibattito provocato dalla lettera del presidente della Repubblica “ancora una volta saggio interprete del sentimento popolare” inviata ai presidenti Fini e Schifani.
La proposta di legge articolata dall’on. Bordo prevede la “reintroduzione delle preferenze e l’attribuzione dei seggi in proporzione ai voti ottenuti da ciascuna lista”. La circoscrizione elettorale “corrisponde al territorio della provincia” e il numero massimo di deputati assegnati a ciascuna circoscrizione è proporzionale al numero di residenti. La soglia di sbarramento per la singola lista e’ fissata al 5%, che diventa il 15% per le coalizioni. Il premio di maggioranza è “attribuito alla coalizione o alla singola lista che ottenga il 40% dei voti validamente espressi e che, in tal caso, conquisterebbe il 55% dei seggi della Camera dei Deputati”. La proposta di nuova legge elettorale introduce anche “il principio della parità di genere, con la previsione di liste di candidati composte per metà da uomini e per metà da donne e la possibilità offerta agli elettori di esprimere fino a due preferenze a condizione che tale opzione garantisca l’alternanza di genere”. Infine, è cancellata la possibilità di candidarsi in più circoscrizioni elettorali.
“Sulla legge elettorale – continua Bordo – non c’è più il tempo di inseguire il modello migliore possibile. Il doppio turno, per quanto mi riguarda, costituisce senza dubbio il sistema più efficace per il nostro Paese; ma dobbiamo prendere atto che forse non ci sono più le condizioni per trovare un accordo largo in Parlamento. Continua a leggere


“Il Governo dovrebbe spiegare meglio i criteri utilizzati per la selezione delle sedi giudiziarie da cancellare e, su questi, aprire un confronto in sede parlamentare e con i territori interessati, perché non possono essere solo le ragioni finanziarie a determinare le scelte”. Michele Bordo, deputato del PD, commenta la notizia dell’annunciata soppressione “di quasi tutte le sedi giudiziarie della Capitanata”, a partire dal Tribunale di Lucera e dalle sezioni distaccate di quello foggiano.
A dicembre “ho presentato al ministro della Giustizia un’interrogazione con cui facevo rilevare la necessità di valutare e considerare, oltre alle ragioni finanziarie, anche le specificità territoriali. Nel caso della Capitanata c’è una radicata presenza di organizzazioni criminali e mafiose proprio nelle zone di competenza delle sedi giudiziarie che si vogliono sopprimere; unita ad una configurazione orografica che rende particolarmente disagevole il collegamento tra il capoluogo e le zone più interne dei Monti Dauni e del Gargano.
Il Governo comprenderebbe meglio queste considerazioni se attivasse un dialogo con le istituzioni territoriali – prosegue Michele Bordo – al fine di verificare e migliorare sul campo gli effetti di decisioni che non possono essere esclusivamente basate sui calcoli ragionieristici e i risparmi, tra l’altro tutti da verificare. Nel caso della Capitanata i tagli alle sedi giudiziarie rischiano di produrre un aumento della spesa e disfunzioni nell’amministrazione della giustizia. Il Tribunale di Foggia, infatti, non ha spazi sufficienti per accogliere le strutture periferiche cancellate dal provvedimento del Governo, rendendo necessario l’affitto di altri immobili con l’esborso di somme notevoli a carico dello Stato. Continua a leggere


Il Governo “assicura che verrà espletata ogni utile iniziativa per la corretta realizzazione dei necessari interventi di bonifica” dell’area ex Enichem, compresa la “rimozione ed invio a smaltimento presso impianto esterno autorizzato di rifiuti rinvenuti nella zona «ex Pista Vigili del Fuoco»” oggetto di una “revisione del Progetto Operativo di bonifica dell’Isola 16” che la Syndial S.p.a. “si è impegnata a trasmettere” anche al Comune di Manfredonia.
Lo ha affermato il sottosegretario all’Ambiente e Tutela del territorio e del mare Tullio Fanelli rispondendo all’interrogazione presentata da Michele Bordo, deputato del Partito Democratico, per conoscere “l’effettiva consistenza e pericolosità della discarica sottostante la pista Vigili del Fuoco”.
Si è così saputo che all’esito de “gli interventi di rimozione e smaltimento dei rifiuti dalle discariche A, B e C” dell’Isola 16, avvenuto nel 2006, “le quantità di rifiuto asportato ammontano a circa 193.030 tonnellate, contro le 60.000 tonnellate inizialmente previste a progetto”. Successivamente sono state effettuate altre attività ispettive, su richiesta del Comune di Manfredonia, che hanno determinato la scoperta della “presenza di uno strato di materiale bituminoso, pari a circa 300 metri cubi, la cui caratterizzazione lo ha identificato come rifiuto pericoloso”; in più è stata rilevata la “presenza di terreno contaminato, in parte misto a materiale bituminoso e pari a circa 7.800 metri cubi”. Continua a leggere