cave apricenaI lavoratori impegnati in una difficilissima vertenza per il rinnovo del contratto provinciale scaduto a dicembre 2011, sono i soli attori della filiera della pietra di Apricena a non beneficiare dei positivi risultati commerciali delle cave e delle segherie. Un’ingiustizia che deve terminare al più presto.

Sono oltre 20 mesi che le trattative sono ferme al palo, mentre è urgente avviarle e portarle rapidamente a conclusione per cogliere l’opportunità di rafforzare un settore sempre più trainante dell’economia provinciale e regionale.

Con questo obiettivo, la mediazione del Prefetto può essere decisiva per sbloccare la vertenza e promuovere un confronto che abbia al centro qualità, innovazione, sviluppo tecnologico e sicurezza.

L’obiettivo condiviso da aziende e lavoratori è, certamente, l’incremento del valore aggiunto delle produzioni ed il nuovo contratto provinciale è lo strumento operativo per garantire all’intera comunità di Apricena i benefici che derivano dallo sfruttamento commerciale di questa preziosa risorsa naturale.


economistDopo dieci anni, tra qualche mese, torniamo alla presidenza dell’Unione europea con una sostanziale differenza rispetto alla scorsa decade: continueremo politicamente a far parte del G8 pur non essendo più, per economia, tra i primi otto. La nostra economia è ferma mentre altre ci sorpassano, il Brasile è settimo.

Pesa la crisi certo. Pesa l’instabilità politica. Pesa la mancanza di crescita e di fiducia. E’ notizia di oggi, infatti, che dopo quattro aumenti consecutivi la fiducia dei consumatori è tornata a scendere, i prezzi sono aumentati e le retribuzioni contrattuali orarie sono ferme.

Dobbiamo puntare dritti alla crescita, quella demografica, quella dei modelli di Welfare, dobbiamo gestire i flussi migratori. Permettere a un’economia matura di tenere il passo con quelle nuove e aggressive, non sottomesse da politiche di rigore. Quello stesso rigore che allontana i cittadini dall’Europa. Per riavvicinarli servono democrazia, investimenti e lavoro, meno disuguaglianze, più unità politica e più Europa.


Non posso non condividere le parole del presidente Napolitano che, poco fa, parlando delle risorse che arrivano al Sud dall’Unione euopea ha detto: Non bisogna disperderle in mille rivoli.

Torno a ribadire quanto sostenuto in questi mesi da presidente della Commissione per le Politiche Ue, l’Italia ha commesso dei grossi errori in fase di progettazione, si è concentrata troppo su tanti piccoli e sterili interventi. Al nostro Paese servono, al contratio, pochi e grandi interventi infrastrutturali soprattutto nel Mezzogiorno.

Per utilizzare le parole del Capo dello Stato non dobbiamo dimenticare “l’essenzialità di programmi operativi nazionali che richiedono una visione a livello centrale e non possono essere affidate solo a frammentate iniziative regionali”.


giornalepugliaEcco la mia intervista a Il Giornale di Puglia

di Francesco Greco. ROMA – Dal particulare all’universale, dall’universale al particulare. Guicciardini offre la password giusta per tentare di decifrare un momento politico e storico confuso. In un Paese oppresso dalla patologia berlusconiana e da velenosi populismi d’ogni risma, fra nani, ballerine, escort e tipi strani e che pure vorrebbe darsi nuovi scenari, osare altri orizzonti per uscire dalla palude della “nuttata” e, direbbe Dante, “riveder le stelle”.

Sposato con Gabriella Galli, tre figli, gran tifoso della Juventus, lettore onnivoro di classici, foggiano (Manfredonia, 1973), Michele Bordo fa politica sin da ragazzo: una passione trasfigurata in mission. Forse era inevitabile nella terra di Giuseppe Di Vittorio, la Capitanata, bellissima, spazi infiniti, come le contraddizioni, le disuguaglianze, le ingiustizie sociali, solare metafora di quelle di un intero continente, il Mezzogiorno delle mille eccellenze, che l’unità d’Italia ha rarefatto in archetipi e che per affrontare e decodificare hanno bisogno di un nuovo approccio, dialettica, codici filologici e semantici, e anche uomini nuovi e diversi, politici e intellettuali.

Bordo (Pd, fu, dal 2003 al 2007 segretario regionale dei Ds) è, come si usa dire, a disposizione, con la sua militanza appassionata e intelligenza.

La Presidenza della XIV Commissione per le Politiche dell’Unione Europea alla Camera dei deputati è un punto d’osservazione speciale per scannerizzare la realtà a largo raggio, da Bruxelles a Roma sino a Bari e guardare al futuro in progress.

Ecco dunque, in questa intervista sincera, colma di spunti analitici e di riflessione, il Bordo-pensiero.

Domanda: Alle imminenti primarie del Pd devono votare solo gli iscritti o anche i militanti allargando in tal modo la base su un input ideale di adesione programmatica?
Risposta: “Io penso che in prospettiva il segretario debba essere scelto dagli iscritti al partito mentre il candidato alla premiership individuato attraverso primarie aperte a tutti i cittadini. D’altro canto nessun partito al mondo consente ai non iscritti di votare per il segretario”.

D. A Foggia lei sostiene Piemontese per la segreteria provinciale del partito: quali sono le idee portanti delle sue tesi?
R. “Piemontese pensa di fare il segretario del partito con l’obiettivo di riprendere innanzitutto il dialogo con i circoli e il territorio. Per arginare la deriva berlusconiana è necessario, infatti, ricostruire la relazione con le comunità periferiche del partito e i cittadini. Per farlo c’è bisogno di far crescere una nuova classe dirigente. E Piemontese immagina una classe dirigente giovane, generosa, che possa contare sul sostegno politico ed etico e la collaborazione attiva di chi nel tempo ha saputo costruire con i territori e i cittadini un rapporto non di vassallaggio o clientelismo ma trasparente e di servizio”.

D. Perché l’idea di Europa resta distante, non si radica nella coscienza degli italiani e i meridionali soprattutto?
R. “I cittadini non tollerano più che le decisioni più importanti in Europa vengano prese da organismi privi di qualsiasi legittimazione democratica. E soprattutto che l’Unione si occupi solo di rigore e risanamento dei conti e per niente di crescita e occupazione. Per riavvicinare i cittadini all’Europa serve più democrazia nelle decisioni, più poteri agli organi legittimati dal popolo, più attenzione agli investimenti e al lavoro, più interventi per combattere le disuguaglianze. Inoltre i Paesi con le economie più solide devono comprendere che è necessario abbandonare gli egoismi nazionali e puntare molto di più sulla dimensione europea delle scelte compiute dall’Unione. In poche parole: serve più unita’ politica e di conseguenza più Europa”.

D. Perché altri Paesi europei intercettano e spendono tutti i fondi a disposizione e l’Italia non ci riesce?
R. “Perché l’Italia spesso ha commesso errori in fase di definizione degli obiettivi di spesa, sia a livello nazionale che regionale, concentrandosi nella realizzazione di migliaia di micro interventi spesso inutili. Ricordo che con i fondi europei sono state sovvenzionate anche sagre di paese e hostess! In futuro sarà invece necessario individuare pochi e grandi interventi infrastrutturali, privilegiando soprattutto il Mezzogiorno. Adesso inoltre il governo ha varato l’agenzia per la coesione territoriale con il compito di accompagnare gli enti locali nella progettazione e nella gestione dei fondi europei. Lo considero un passo avanti per evitare ritardi e impedire che le risorse dell’Unione europea non vengano spese”.

D. Lei è favorevole alla Tav: ma opere così aggressive nel mondo non ne fanno più e si dice che i 22 mld facciano gola alla criminalità…
R. “Non è certo arroccandoci e impedendo la realizzazione di infrastrutture strategiche per il nostro Paese che contrastiamo la criminalità organizzata. Sono favorevole alla Tav perché può consentire all’Italia di diventare più competitiva rispetto ai Paesi più avanzati. Certamente la Tav contribuirà ad una maggiore coesione economica, sociale e territoriale dell’Europa e servirà soprattutto all’Italia per non essere tagliata fuori dal mercato in questo momento di profonda crisi”.

D. Condivide l’idea di indulto o amnistia di Napolitano?
R. “Indulto e amnistia possono essere soluzioni ‘tampone’ ed eccezionali per circoscrivere l’emergenza, ma da soli certo non sono sufficienti per risolvere il problema del sovraffollamento delle carceri, delle precarie condizioni di vita nelle celle, delle violazioni dei diritti per i quali siamo stati sanzionati dalla Corte europea dei Diritti dell’Uomo. C’è bisogno di un intervento a monte che preveda la depenalizzazione di alcuni reati e l’individuazione di pene alternative al carcere, insieme ad una radicale riforma della giustizia che consenta di arrivare in tempi brevi a sentenza e garantisca la certezza della pena”.

D. Immigrati: basterà Eurosur a evitare tragedie e contenere i flussi che peraltro continuano perché la criminalità inventa sempre nuovi espedienti per il suo osceno business?
R. “Di fronte alle tragedie degli ultimi giorni l’Europa ha finalmente fatto un passo avanti. Dopo mesi di stand-by e dopo la tragedia di Lampedusa, l’Ue è riuscita ad approvare il sistema di sorveglianza delle frontiere. Rafforzando Frontex, l’agenzia Ue che promuove la sicurezza e la gestione dei confini, Eurosur consentirà lo scambio di informazioni tra gli Stati in tempo reale, l’identificazione dei migranti in pericolo per fornire loro assistenza, la riduzione degli incidenti e contribuirà alla sicurezza dell’Unione europea proprio prevenendo e combattendo la criminalità. Per sapere se sarà in grado di contenere i flussi ed evitare tragedie dovremo aspettare la piena operatività del sistema prevista per dicembre”.

D. Abbiamo una legge che prevede le manette per i naufraghi che si sono salvati: da Medioevo, da Paese negriero che ha paura del dialogo con altre civiltà…
R. “Non è certo il reato di clandestinità che disincentiva le partenze, così si riempiono solo le carceri di disperati in fuga da situazioni di estrema povertà o da conflitti. Oltre a Eurosur e Frontex a mio giudizio l’Europa dovrà siglare insieme con l’Italia accordi con i Paesi di provenienza e di partenza degli immigrati. E’ necessario poi aumentare le risorse per il funzionamento dei Cie al fine di accelerare le procedure per il riconoscimento del diritto d’asilo”.

D. Ius soli: come la pensa?
R. “Lo considero un atto di buonsenso e di civiltà per un Paese democratico. E’ un’anomalia del nostro ordinamento quella che consente ai figli di immigrati che sono nati qui, che parlano italiano e che vanno a scuola, di non sapere se sono italiani”.

D. Sistemi elettorali: lei pensa che il Porcellum sia un obbrobrio?
R. “Assolutamente sì. Va cancellato al più presto per ridare al Paese la stabilità di cui ha bisogno e garantire l’efficienza delle istituzioni. Penso a un sistema elettorale proporzionale con sbarramento al 5%, preferenze ed eventuale ballottaggio tra le prime due coalizioni se nessuna di esse raggiungesse la maggioranza assoluta dei voti al primo turno”.

D. Presidenza semestre europeo all’Italia, stabilità permettendo: grande responsabilità ma anche grande opportunità, non trova?
R. “Assolutamente una grande opportunità per l’Italia che torna al timone dell’Unione Europea dopo dieci anni. Potremo far sentire di più la nostra voce al fine di rafforzare l’unità politica dell’Europa a cominciare dalle necessarie decisioni comuni che sarebbe utile assumere in materia di politica estera, di sicurezza, di difesa. D’altro canto, l’Europa continuerebbe ad avere limiti gravissimi se continuasse ad occuparsi solo e soltanto di far quadrare i conti e non facesse invece ogni sforzo per superare il patto di stabilità e liberare gli investimenti”.

D. Pensa che la sinistra avrebbe dovuto legiferare per tempo contro chi detiene potere mediatico affinché non facesse politica?
R. “Una legge sul conflitto di interessi è necessaria per separare la cosa pubblica dagli interessi privati. Esiste in tutti i Paesi democratici. Noi certamente portiamo sulle nostre spalle la responsabilità per non averla fatta negli anni in cui sarebbe stato possibile. Ma non dobbiamo dimenticare che il centrosinistra, anche quando è stato al governo, ha sempre dovuto fare i conti con divisioni interne e difficoltà di tenuta politica che certo non hanno facilitato l’iter di approvazione di una legge così importante per la nostra democrazia”.

D. Trova qualche perversa affinità ideologica fra i deliri di Lega e M5S e Alba Dorata?
R. “La Lega e il M5S hanno molte affinità: sono movimenti populisti che soffiano sul malcontento e la rabbia dei cittadini solo per fare speculazione elettorale. Ma poi hanno poche idee per il governo del Paese. Alba dorata, invece, è un vero e proprio partito filo nazista. Vorrei ricordare che il leader greco del movimento è stato fermato con l’accusa di essere a capo di un’organizzazione criminale…”.

D. Emiliano sarà il candidato del cs alla Regione? E al Comune di Bari?
R. “Faremo le primarie per la scelta sia del candidato presidente della Regione che per l’individuazione dei candidati sindaci nei comuni maggiori”.