“Lavoratori e produzione della Cartiera di Foggia sono stati tutelati. Ora bisognerà continuare ad impegnarsi per la valorizzazione dell’impianto”. Lo affermano i deputati Lello Di Gioia (PSI), Colomba Mongiello e Michele Bordo (PD) commentando il ritiro degli emendamenti alla Legge di Stabilità che prevedevano l’affidamento della produzione di alcune ‘carte valori’ a due aziende private.

“Anche grazie alla disponibilità del vice ministro Fassina, abbiamo scongiurato che la Cartiera di Foggia, e con essa l’intera economia cittadina, subisse un gravissimo colpo.

Ora bisognerà affrontare organicamente l’intera materia della classificazione e della produzione delle ‘carte valori’ – concludono i deputati – partendo dal ruolo strategico del gruppo IPZS a garanzia della sicurezza finanziaria dello Stato”.


(Foto da www.linkiesta.it)

(Foto da www.linkiesta.it)

Il ‘Mattarellum’, con l’attuale quadro politico, non garantirebbe né stabilita’ né governabilita’. D’altronde, gia’ quando era in vigore non assicuro’ la tenuta del governo: nel ’94 Berlusconi non ebbe la maggioranza sufficiente al Senato e cadde dopo pochi mesi; dal ’96 al 2001 la maggioranza di centrosinistra fu costretta a cambiare tre Presidenti del Consiglio.

Bisogna abbandonare l’ipocrisia e dire chiaramente che il ‘Mattarellum’, ad esempio, concede solo parzialmente ai cittadini il diritto di scegliere da chi farsi rappresentare, visto che prevede che i candidati nei collegi vengano individuati direttamente a Roma secondo le regole tipiche della spartizione tra le segreterie dei partiti. Inoltre determina troppa frammentazione: quando era vigente avevamo decine di gruppi parlamentari. Senza contare poi il fatto che le forze politiche minori esercitavano una forma di ricatto pesante su quelle maggiori pretendendo candidature nei collegi piu’ sicuri. Anzi, proprio alcuni dei piu’ convinti sostenitori del ritorno al ‘Mattarellum’, anche del Pd, erano tra i catapultati nei collegi che garantivano l’elezione.

Per tutte queste ragioni condivido quanto affermato dal professor D’Alimonte , che tra l’altro sostiene una tesi molto simile a quella contenuta in una proposta di legge elettorale che io stesso ho presentato nella scorsa legislatura. Sono per un sistema che garantisca la governabilita’ e il bipolarismo, molto simile a quello per l’elezione dei sindaci: proporzionale, ballottaggio se nessun partito o coalizione raggiunge almeno il 40% dei voti al primo turno, sbarramento al 5% per ridurre drasticamente il numero dei partiti, doppia preferenza di genere con circoscrizioni provinciali per consentire realmente ai cittadini di scegliere chi li deve rappresentare in Parlamento.

Su questa impostazione registro che potrebbe esserci la disponibilita’ a convergere anche da parte del nuovo centrodestra. Se è così avremmo i numeri per farla passare. Perche’ allora non andare subito fino in fondo per dare al Paese una nuova legge?



Letta-fiduciaIl mondo cambia senza aspettarci e solo unita l’Europa può contare davvero. Bene ha fatto Letta a spronare i nostri partner europei ribadendo che senza unità non si salva nessuno, neanche la Germania. Il nostro Paese gioca un ruolo fondamentale nel raggiungimento di questo obiettivo. Il semestre di presidenza italiano è alle porte: fuori austerità e crisi, dentro crescita e stabilità.

Da una parte l’unità politica dall’altra l’unione bancaria, da realizzare nel più breve tempo possibile, per riattivare il credito in favore delle famiglie e delle imprese. E’ questo l’unico modo per rafforzare l’Europa e respingere la crisi che negli ultimi anni ha duramente colpito l’economia di gran parte degli Stati europei.

L’Italia in questi anni ha fatto molti sacrifici, ora ha la forza sufficiente per aiutare e spronare, come sta facendo con il governo Letta, l’Europa a fare scelte nella direzione della crescita, anche per consentirle di uscire dalla pericolosa spirale populista e antieuropeista nella quale purtroppo si è infilata. Con il suo discorso Letta ha simbolicamente tracciato una linea di demarcazione, di qua chi crede nell’Europa e intende contribuire al suo futuro, di là chi la ostacola. E a chi urla e dice che ci farà sparire rispondiamo che a passare presto nel dimenticatoio sarà chi minaccia, chi lucra sulle paure dei cittadini, chi non è in grado di fare proposte concrete e sa solo urlare, chi vuole l’isolamento del nostro Paese.


RenziQuello ottenuto da Renzi e’ innegabilmente un risultato straordinario, secondo me anche al di sopra delle sue stesse aspettative. Una vittoria che gli consegna una responsabilita’ politica davvero importante perche’ il governo di un partito e’ cosa molto complessa. A lui spetta il compito di ricomporre l’unita’ del Pd e di chiudere questa lunga fase di lacerazioni, cominciata con la sconfitta elettorale di febbraio. Dovra’ farsi carico del pluralismo che il partito esprime senza annullare le differenze.

C’e’ da sottolineare che Renzi e’ riuscito a conquistare la stragrande maggioranza degli elettori e dei simpatizzanti culturalmente legati agli ex Ds, che lo hanno votato perche’ in lui hanno visto una novita’ vera. Nella sconfitta di Cuperlo, al contrario, ha pesato moltissimo l’insuccesso di Bersani alle ultime elezioni politiche. E’ passata l’idea che la candidatura di Cuperlo fosse troppo in continuita’ con quella linea bocciata a febbraio. Inoltre, e’ stato sicuramente apprezzato dagli elettori il messaggio di profondo rinnovamento incarnato da Renzi anche se, obiettivamente, c’e’ da dire che nel suo schieramento c’era la maggioranza della nomenclatura del partito. Ora bisogna veramente andare avanti con coraggio sulla strada del rinnovamento, ridimensionando innanzitutto il peso di correnti e correntine”.

E’ necessario adesso lavorare per l’unita’ del partito. Il Pd sara’ tanto piu’ forte quanto piu’ sara’ unito. Renzi dovra’ tener conto delle diverse anime, trovare la giusta sintesi, assicurare un governo unitario del partito, anche per evitare il rischio che ci possa essere un abbandono lento e silenzioso da parte di quei simpatizzanti del Pd piu’ di sinistra che potrebbero non riconoscersi pienamente nella linea politica”.

Renzi dovra’ essere responsabile anche nei confronti del governo perche’ al momento non ci sono alternative a questo esecutivo. Andare a votare con l’attuale legge elettorale significherebbe, tanto piu’ dopo la pronuncia della Corte Costituzionale, essere condannati alle larghe intese ancora per lungo tempo.

Il governo va rafforzato attraverso un nuovo patto fino al 2015 che ci consenta di approvare una nuova legge elettorale, eliminare il Senato e ridurre il numero dei parlamentari, concentrare tutte le risorse per rilanciare lo sviluppo e creare nuovi posti di lavoro.