Questa mattina il presidente della Commissione per le politiche europee della Camera Michele Bordo ha incontrato l’ambasciatore della Repubblica d’Armenia in Italia Sargis Ghazaryan nell’ambito di una serie di incontri finalizzati al rafforzamento delle relazioni internazionali.

“Ho auspicato che si arrivi, quanto prima, alla definizione della questione aperta tra l’Armenia e l’Azerbaijan relativa alla regione del Nagorno-Karabakh. – ha detto Bordo – L’Italia intende continuare ad impegnarsi perche’ si arrivi al più presto all’individuazione di una soluzione diplomatica che scongiuri la ripresa di tensioni nel Caucaso meridionale che non gioverebbe a nessuno e che anzi contribuirebbe a destabilizzare l’intera area”.

“L’Italia intende poi intensificare i già proficui rapporti commerciali tra i nostri Paesi” ha concluso Bordo.




bandieraue”La cancellazione del ministro degli Affari Europei, per un paese fondatore e alla vigilia del nostro semestre di presidenza, sia che le deleghe vadano agli Esteri sia ad un sottosegretario della Presidenza del Consiglio, e’ sbagliata: una regressione culturale e politica, un cattivo segnale anche dal punto di vista simbolico”.
Lo affermano in una nota congiunta Michele Bordo e Vannino Chiti, presidenti delle commissioni Politiche dell’Unione Europea di Camera e Senato.
”L’Unione Europea – aggiungono – e’ il riferimento fondamentale della nostra azione: incide nel 70% della legislazione nazionale. Non e’ politica estera e merita ancor piu’ e non meno considerazione. Non e’ un caso se 26 membri dell’UE su 28, tutti tranne Belgio e Olanda, hanno un ministro per gli Affari Europei. A seguire i delicati dossier europei, rappresentando l’Italia, sara’ un sottosegretario, che non potra’ nemmeno presiedere il Consiglio Affari Generali durante il semestre, la cui responsabilita’ la legge affida a un ministro. Una diminutio evidente che non sfugge certo agli altri paesi. Inoltre, e’ sparito anche il ministro della Coesione territoriale: un errore dal momento che l’utilizzo virtuoso dei fondi europei e’ uno dei pochi strumenti per rilanciare lo sviluppo. Siamo il paese piu’ in ritardo nell’utilizzo delle risorse europee, le uniche che avremo nei prossimi anni”.