SangalliLa crisi del gruppo Sangalli non può essere risolta con la delocalizzazione e la chiusura dello stabilimento. Bisogna fare ogni sforzo per consentire, dopo la sospensione dell’attività dovuta al rifacimento del forno, la ripresa della produzione a Manfredonia.

Siamo tutti consapevoli delle perdite finanziarie dell’impianto, ma la cassa integrazione straordinaria chiesta per i lavoratori, che tra l’altro hanno già fatto molti sacrifici in questi anni, deve servire per realizzare gli interventi tecnici necessari alla ripresa dell’attività produttiva non per spostarla in altro luogo.

E comunque ci vorrebbe un impegno forte dell’azienda a far ripartire gli impianti di Manfredonia una volta conclusa la fase della CIGS.

I lavoratori e il territorio hanno bisogno di certezze per il futuro. D’altronde, la chiusura dello stabilimento, realizzato grazie anche al contributo pubblico del Contratto d’area, sarebbe un colpo durissimo per un territorio già fortemente provato dalla crisi economica ed occupazionale.

Concordo, pertanto, con le organizzazioni sindacali sulla necessità di attivare immediatamente un tavolo con tutti gli attori istituzionali territoriali per favorire, com’è già accaduto in passato, il dialogo costruttivo tra le parti al fine di individuare una soluzione che salvaguardi la produzione e l’occupazione.

Per quanto mi riguarda sono da subito disponibile a fare la mia parte, coinvolgendo i Ministeri dello Sviluppo economico e del Lavoro, per assicurare la massima attenzione su una vertenza che è  importantissima per il futuro del sistema produttivo di Manfredonia, della Capitanata e della Puglia.


alluvione-gargano2“Come si era impegnato a fare nei giorni immediatamente successivi all’alluvione nel Gargano, il Governo ha mantenuto le promesse fatte alle popolazioni dichiarando finalmente lo stato di emergenza per le zone colpite. Nei giorni scorsi e’ stato lo stesso premier Renzi, che ringraziamo per la serieta’ e la disponibilita’, a garantire che il Governo avrebbe mantenuto tutti gli impegni presi. Con i 10,5 milioni di euro stanziati dal Consiglio dei ministri sara’ possibile fronteggiare i primi danni e consentire al territorio di ripartire”. Lo dichiarano, in una nota, il presidente della Commissione per le Politiche Ue della Camera Michele Bordo e Colomba Mongiello, componente della Commissione Agricoltura di Montecitorio.
“Il provvedimento e’ un primo grande passo avanti. Certo, nelle prossime settimane, saranno necessarie altre risorse a favore di agricoltori, stabilimenti balneari, aziende e cittadini per tutti i danni subiti. Ci auguriamo, comunque, che la misura assunta dal Governo contribuisca a spegnere le polemiche fatte in questi giorni da alcuni parlamentari di Forza Italia che pensavano, evidentemente, di poter sfruttare l’alluvione e il dramma di migliaia di cittadini solo per propaganda politica”.

 


Come presidente della Commissione per le Politiche dell’Ue, e come relatore del provvedimento, vorrei esprimere soddisfazione personale per la rapida approvazione della Legge europea 2013 bis e ringraziare i colleghi per il lavoro svolto e il senso di responsabilità dimostrato. Questa legge ci permette di chiudere otto procedure di infrazione e quindici casi di pre-infrazione riducendo, a meno di cento, il numero di procedure ancora aperte. La rapida approvazione delle Leggi Ue, siamo a due quest’anno, e la contrazione del numero di infrazioni è senz’altro un ottimo biglietto da visita per l’Italia, soprattutto durante il suo semestre di presidenza europeo, e una potenziale carta da giocare durante il Consiglio europeo del 23 e 24 ottobre prossimi.


 Vi chiedo di votare contro l’emendamento sulla responsabilita’ civile dei magistrati. Si tratta del solito emendamento proposto dalla Lega ogni volta che parliamo della Legge europea ma che, con la Legge Ue, non ha niente a che fare. Stiamo discutendo di altro e non è certo questo il contesto per affrontare un tema cosi’ delicato. Questo emendamento, tra l’altro, non ci consentirebbe neanche di sanare la procedura di infrazione che pende sul nostro Paese. Infatti  l’Europa non chiede all’Italia di prevedere la responsabilita’ civile diretta dei magistrati. Non potrebbe farlo visto che la responsabilita’ civile diretta non esiste in nessun altro Paese europeo.  L’Europa ci chiede soltanto di specificare quali sono i casi nei quali e’ possibile, per chi ha subito un errore giudiziario, chiedere il risarcimento indiretto ossia riferirsi direttamente allo Stato.

Aggiungo che l’emendamento secondo me e’ strumentale per due ragioni. Da una parte perché stiamo discutendo della rivisitazione della responsabilità civile sia al Senato che alla Camera, ci sono diverse proposte di legge a firma dei colleghi deputati e sulla materia c’è anche una proposta di legge del ministro della Giustizia. E allora non capisco perché bisogna discuterne anche in questa sede. Dall’altra parte penso che su un tema delicato e importante come questo non si possa intervenire, o fare modifiche, attraverso blitz qualche volta anche con il voto segreto come è già successo. E’ evidente che su questa materia c’è bisogno di fare un’attenta riflessione.

Ritengo che con questo ennesimo tentativo si intenda provare a colpire l’autonomia e l’indipendenza della magistratura mettendo in conto anche di violare la Costituzione, nella fattispecie l’articolo 104. Concludo rivolgendomi soprattutto alla maggioranza: in questa circostanza il voto, a differenza di quanto accaduto in prima lettura, non può essere sottovalutato perche’, tra l’altro, se facessimo delle modifiche su un argomento che non c’entra nulla con la legge Ue non saneremmo le infrazioni e continueremmo a far pagare molto soldi ai cittadini.


L’approvazione della legge europea 2013-bis in discussione alla Camera consentirebbe all’Italia di superare otto procedure di infrazione e quindici casi di pre-infrazione Eu Pilot che pendono nei confronti del nostro Paese. Inoltre si provvederebbe a dare attuazione a quattro regolamenti europei, ad adeguare l’ordinamento italiano a una sentenza della Corte di giustizia europea in materia di appalti, nonché a dare piena attuazione alla direttiva 2013/61/UE. Spero dunque che si arrivi, quanto prima, alla rapida approvazione del provvedimento che permetterebbe di proseguire il trend positivo avviato da Governo e Parlamento nel corso di questa legislatura, con la riduzione a meno di cento del numero delle procedure aperte

Ritengo che una rapida approvazione sia interesse del Parlamento e più in generale del Paese. Si tratta di un’occasione importante per dare un ulteriore segnale dell’impegno dell’Italia a risolvere tempestivamente il contenzioso aperto e per contribuire, in tal modo, al rafforzamento della credibilita’ del nostro Paese in Europa.