elezioniprimariePd“L’imponente partecipazione al voto rende davvero unica la vittoria di Angelo Riccardi e di chi lo ha sostenuto per assicurare altri 5 anni di buon governo alla nostra città”. È il commento dell’on. Michele Bordo, presidente della Commissione Politiche UE della Camera, all’esito delle primarie di Manfredonia, celebratesi nella giornata di ieri, a cui hanno partecipato oltre 12.000 elettori.

“E’ doveroso ringraziare le volontarie ed i volontari che hanno organizzato e portato a termine le operazioni di voto, svoltesi serenamente nonostante il superaffollamento ai seggi – continua Bordo – Un’affluenza che ha stupito tutti per la sua dimensione, e che inorgoglisce quanti hanno lavorato in questi anni per radicare e rendere solido a Manfredonia il progetto politico del Partito Democratico e del centrosinistra.
I cittadini hanno compiuto una scelta chiara e limpida a favore di Angelo Riccardi, com’era giusto che fosse, considerato il buon lavoro svolto in questi anni ed il programma di governo presentato per proiettare Manfredonia verso il futuro.

Chi ha voluto a tutti i costi le primarie riconosca adesso la maggiore inclusività e forza della candidatura di Riccardi e accetti responsabilmente l’esito della competizione, per contribuire alla vittoria alle Amministrative di maggio.

Convincere un terzo dell’elettorato sipontino a partecipare alle primarie è stato impegnativo – conclude Bordo – ma la fatica è stata premiata dal sostegno di chi ha scelto di affidarci il gravoso ed esaltante compito di continuare a governare bene Manfredonia”.


galletti2“Sappiamo tutti che lo scorso 2 dicembre la Corte di giustizia europea ha condannato l’Italia, per la mancata esecuzione di una precedente sentenza del 2007 sulle discariche abusive, al pagamento di una somma forfettaria di 40 milioni di euro e a una penalità di 42,8 milioni per ogni semestre di ritardo nell’attuazione delle misure necessarie. Ma ulteriori procedure pendenti potrebbero avere anche a breve termine un esito analogo o addirittura peggiore. Alla luce di questa situazione, credo che l’audizione odierna del ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti sia utile per chiarire diversi profili”. E’ quanto ha affermato il presidente della Commissione per le Politiche Ue della Camera Michele Bordo introducendo l’audizione del ministro.

“Il primo profilo attiene all’attuazione della sentenza dello scorso 2 dicembre, con particolare riferimento al suo impatto finanziario: il Ministro ha già dichiarato che l’Italia dovrebbe riuscire ad evitare il pagamento della penalità di mora chiudendo entro il prossimo semestre le discariche residue. Le saremmo grati se potesse fornirci maggiori dettagli a questo riguardo, anche con riferimento agli enti che saranno considerati responsabili per il pagamento delle sanzioni” ha chiesto Bordo.

“Il secondo concerne le misure che il governo ha assunto o intende assumere, caso per caso, per evitare che le altre procedure pendenti giungano anch’esse ad una condanna pecuniaria” ha proseguito.

“Concludo sottolineando che le procedure di infrazione e in particolare le condannedella Corte di giustizia non producono soltanto un pregiudizio alla finanza pubblica, ma anche e soprattutto un danno molto serio alla reputazione ed autorevolezza del nostro Paese nell’Unione europea. Anche per queste ragioni, sarà importante comprendere oggi dal Ministro come il governo intende agire nei prossimi mesi per far fronte a questa che è una vera e propria emergenza per il nostro Parere rispetto all’Unione europea.


“Nessuno pensi di chiudere lo stabilimento di Manfredonia. Ci opporremmo con tutte le nostre forze contro questa eventualità e faremmo ogni sforzo per impedirlo”. È quanto sostenuto questa mattina dall’on. Michele Bordo, presidente della Commissione Politiche UE della Camera, durante l’incontro con i lavoratori della Sangalli, in sciopero per sostenere la ripresa dell’attività produttiva e salvaguardare i livelli occupazionali, avvenuto sulla statale 89 nel tratto tra Manfredonia e Mattinata.
“Voglio credere – continua Bordo – all’infondatezza delle voci, che pure circolano in questi giorni, secondo cui la proprietà del gruppo Sangalli lavorerebbe ad un progetto di rilancio di altri impianti e non di quello manfredoniano. Perché se così fosse sarebbe molto grave e noi non potremmo consentirlo. Per quanto ci riguarda, continueremo a lavorare nei prossimi giorni solo con l’intento di ottenere il risultato della ripresa delle attività industriali nel nostro territorio e della salvaguardia di tutti i livelli occupazionali.
I lavoratori, ai quali ho rinnovato la mia solidarietà personale e istituzionale, sanno di poter contare sul sostegno anche della popolazione, dei Comuni, della Regione e del Governo, con il Ministero dello Sviluppo Economico attento agli sviluppi e pronto a riconvocare le parti in qualsiasi momento.
Mi auguro – conclude Bordo – che soprattutto l’azienda comprenda con quale determinazione stiamo conducendo questa battaglia a difesa del lavoro”.


imu“La sospensione del decreto ministeriale sull’IMU agricola nei Comuni montani è una vittoria del buon senso e dell’ascolto dei territori svantaggiati e delle imprese che vi operano”. Lo affermano i deputati del Partito Democratico Colomba Mongiello, componente della Commissione Agricoltura della Camera, Michele Bordo, presidente della Commissione Politiche UE di Montecitorio, e Dario Ginefra, componente della Commissione Attività produttive, commentando l’intervento in Aula del sottosegretario all’Economia Pier Paolo Baretta che ha annunciato, a nome del Governo, “la sospensione dell’atto e una più approfondita riflessione sul meccanismo di regolamentazione dell’imposta”.

“Abbiamo messo in campo un’azione politica focalizzata sulle specificità di un’ampia porzione del nostro territorio in cui l’attività agricola è la principale voce economica ed un presidio di sicurezza del territorio. Per queste ragioni abbiamo fatto rilevare al Governo la contraddizione tra le previsioni del decreto, più restrittive e onerose delle attuali, e le politiche di coesione territoriale e sociale fin qui perseguite. La persistenza della crisi economica e le devastanti calamità naturali succedutesi in questi mesi hanno effetti ben più gravi sulle aree montane e nelle zone geograficamente svantaggiate. Il necessario intervento di regolazione dell’IMU ne deve tenere conto per evitare di produrre un danno irreversibile su aziende strutturalmente più deboli e con fatturati sensibilmente inferiori a quelle che operano in zone meglio infrastrutturate e più prossime ai mercati. La sospensione del decreto interministeriale offre al Governo, con la opportuna collaborazione del Parlamento, di elaborare una soluzione equa e rispettosa dei principi della Costituzione e della legislazione nazionale ed europea – concludono i deputati del PD – incentrata proprio sul recupero della competitività economica e della vivibilità di territori densi di bellezza e ricchi di vita”.


In materia di immigrazione l’Europa continua a essere “debole e frammentata, contraddistinta da una scarsa solidarietà tra stati membri, incapaci di guardare oltre i propri interessi regionali. Neanche la grave emergenza umanitaria ha segnato un cambio di passo. L’Italia ha dovuto affrontare da sola l’arrivo nel 2014, attraverso la frontiera marittima meridionale, di più di 161.000 migranti, in aumento di oltre il 400% rispetto al 2013″. Lo ha detto, intervenendo durante la seconda giornata dei lavori della Cosac, il presidente della Commissione per le Politiche Ue della Camera Michele Bordo.

“Le posizioni intransigenti di alcuni Paesi membri – ha proseguito Bordo – hanno svuotato di compiti operativi persino la task force europea istituita dopo i fatti di Lampedusa, che avrebbe potuto invece offrire un contributo più ampio e incisivo. Solo recentemente con il lancio dell’operazione Triton, varata su impulso dell’Italia, è stato predisposto un timido intervento comune dell’Europa, che rischia tuttavia di essere insufficiente se non accompagnato da un profondo mutamento dell’approccio dell’Unione e di alcuni Stati verso il dramma dell’immigrazione”.

“A mio avviso bisognerebbe partire da tre interventi: rafforzare la cooperazione con i Paesi di origine e transito dei migranti, mediante lo sviluppo di partenariati di mobilità, di programmi di protezione regionale e dei processi regionali, strumenti indispensabili per portare l’azione dell’Europa direttamente nelle aree di origine dei fenomeni migratori”. Ancora: “Affidare l’esame delle domande d’asilo e di protezione internazionale ad avamposti dell’Unione europea in Africa, coadiuavati dalle organizzazioni umanitarie internazionali, in modo da operare un primo filtro tra migranti che hanno diritto alla protezione internazionale e quelli che non lo hanno”. Infine garantire “un’equa distribuzione, direttamente sulla sponda sud del Mediterraneo, dei migranti che hanno diritto all’asilo tra i Paesi europei, in coerenza con l’articolo 80 del Trattato sul funzionamento dell’UE.  Solo in questo modo sarà possibile sottrarre il flusso dei migranti aventi diritto alla protezione umanitaria, all’asilo o allo status di rifugiato ai trafficanti di essere umani”.