Equazione immigrazione-terrorismo non diventi opinione dei Paesi membri
migranti
“L’Europa che ho sempre immaginato non è nata per innalzare muri, quindi smettiamo di creare nuove divisioni tra noi. Smettiamo anche di ricorrere all’equazione immigrazione – terrorismo che, se va bene per quei leader di partito in cerca di consenso, non può diventare l’opinione di tutta l’Europa. Mettiamoci nell’ottica che la chiusura delle frontiere non è sufficiente a rendere i nostri Paesi più sicuri visto che, come spesso è successo, la minaccia è arrivata dall’interno”. Lo ha detto il presidente della Commissione per le Politiche Ue della Camera Michele Bordo durante la discussione in corso a Lussemburgo nell’ambito dei lavori della 54esima Cosac.

“Nessuno vuole mettere in discussione la sovranità nazionale di ciascun Paese membro – ha proseguito Bordo rispondendo agli spunti emersi in alcuni interventi – ma, allo stesso tempo, non possiamo credere a un’Europa a intermittenza. Siamo a un bivio: o facciamo un salto di qualità o continuiamo a essere un’Unione di Paesi in cui ciascuno fa ciò che crede. I nodi però rimangono e noi abbiamo il dovere di trovare una risposta complessiva al problema, ormai strutturale, dell’immigrazione. Dobbiamo andare nei Paesi di provenienza e offrire soluzioni politiche per superare le emergenze interne. Dobbiamo organizzare un sistema di accoglienza, asilo e rimpatrio non abdicando questo compito ai soli Paesi di frontiera. Immaginare di risolvere la questione ricorrendo alla convenzione di Dublino significa continuare a guardare l’Europa con gli occhi del passato. E non possiamo permettercelo”.


Bordo_LussemburgoMisure militari accompagnate da forte iniziativa politica europea

“L’Europa non può pensare di dimostrarsi indifferente davanti al dramma di tanti popoli vicini a noi e limitarsi a chiudere le proprie frontiere. Se seguisse l’esempio di quei Paesi membri che lo stanno già stanno facendo, smentirebbe sé stessa e i suoi valori fondanti. Deve sforzarsi, al contrario, di assumere decisioni coordinate e unitarie che prevedano anche la tracciatura e lo scambio dei dati sia per garantire la sicurezza e l’incolumità dei propri cittadini, sia per offrire supporto a chi fugge da guerre e carestie. Dovremmo convincerci del fatto che, muoverci secondo una logica condivisa, può avere vantaggi di gran lunga superiori al sacrificio di una quota di sovranità nazionale. E dovremmo anche iniziare a valutare seriamente la predisposizione di una sorta di ‘Piano Marshall’ per la gestione dei flussi migratori collocando al centro dell’attenzione, anche dal punto di vista delle politiche di cooperazione allo sviluppo, il Mediterraneo che non è soltanto il luogo da cui originano crisi e conflitti ma può diventare anche un’enorme opportunità di crescita e di maggiore sicurezza per i nostri Paesi. Il fatto che l’Europa venga percepita da molti come luogo di speranza e futuro deve renderci orgogliosi dei risultati raggiunti grazie all’avanzamento del processo di integrazione in termini di rafforzamento dello Stato di diritto e dei sistemi democratici. Da questo orgoglio deve nascere qualcosa di nuovo”. Lo ha detto il presidente della Commissione per le Politiche Ue della Camera Michele Bordo, del Pd, intervenendo durante i lavori della riunione dei presidenti Cosac (Conferenza degli organi parlamentari specializzati negli affari dell’Unione dei Parlamenti dell’Unione europea) in corso a Lussemburgo.

“Servono passi avanti e, se si vogliono ottenere risultati duraturi e concreti, – ha proseguito Bordo – occorre che le misure militari, di ordine pubblico o di sicurezza siano accompagnate da una più forte iniziativa politica dell’Unione europea, che non può limitarsi a svolgere un ruolo marginale quando si tratta di affrontare il tema della stabilizzazione istituzionale, politica ed economica dei Paesi alle sue frontiere, del superamento delle guerre civili e delle più violente dittature”. In seguito alle carenze emerse dopo gli attentati di Parigi del 13 novembre scorso Bordo ha spiegato: “Nell’ambito del sistema di tracciabilità e scambio di informazioni dobbiamo mettere in campo tutte le iniziative necessarie a scongiurare nuovi drammatici attentati terroristici garantendo la sicurezza dei nostri cittadini e prevenendo quei danni, anche economici, che un costante senso di insicurezza potrebbe provocare. Ricordo che il più recente Consiglio del 20 novembre ha raccomandato l’urgenza di definire entro la fine dell’anno la disciplina dei codici PNR che dovrebbe comprendere anche i voli interni e prevedere un periodo sufficientemente lungo di conservazione dei dati”.

“Le misure che le Istituzioni europee hanno assunto recentemente per contrastare il traffico di esseri umani e l’immigrazione clandestina, rafforzando le funzioni di Frontex, presidiando meglio il mar Mediterraneo e avviando l’operazione ‘Eunavfor Med’, – ha detto Bordo – stanno dando i primi risultati, scoraggiando almeno in parte i criminali che esercitano il contrabbando delle persone, sfruttando il loro dramma. Su questo fronte occorre proseguire con il massimo impegno da parte di tutti; gli Stati membri non devono sottrarsi ai loro doveri offrendo i mezzi, in primo luogo navali, necessari per assicurare un controllo davvero efficace delle frontiere esterne dell’UE. Allo stesso tempo, il contrasto all’immigrazione irregolare presuppone anche che si contrastino con durezza i datori di lavoro che sfruttano i migranti, approfittando del fatto che sono irregolari, sottopagandoli per attività lavorative che i cittadini europei non vogliono più svolgere”.
“La logica di condivisione deve ispirare anche le scelte relative al salvataggio dei migranti che si trovino in pericolo, alla loro prima accoglienza, così come alla gestione delle domande di asilo per il riconoscimento dello status di rifugiati. A questa stessa logica dovrebbero ispirarsi le iniziative dei singoli Stati membri per quanto riguarda i rapporti con i partner esterni, con particolare riferimento alla imprescindibile cooperazione e responsabilizzazione dei Paesi di transito ai fini della politica di cooperazione allo sviluppo e di assistenza ai programmi rivolti al ‘National e institutional building’ dei Paesi di provenienza. Si tratta di processi impegnativi cui l’Europa non può sottrarsi, in primo luogo perché inevitabilmente le tensioni e i conflitti che si consumano in questi Paesi si riverberano anche all’interno delle frontiere europee e, in secondo luogo, perché l’Europa ha tutto da guadagnare da una stabilizzazione delle aree che le sono più prossime” ha concluso Bordo.


Il parere approvato all’unanimità dalla Commissione Politiche europee della Camera, relativamente al decreto di recepimento della Direttiva sul tabacco, contiene alcune importanti condizioni al fine di tutelare meglio la salute dei cittadini.

Abbiamo chiesto al governo  di introdurre una disciplina sui sistemi di tracciabilità conforme al Protocollo sull’eliminazione del commercio illegale dei prodotti derivati dal tabacco dell’Organizzazione mondiale della Sanità, soprattutto al fine di assicurarne la totale indipendenza dall’industria del fumo e, conseguentemente, garantire la massimizzazione del livello di protezione della salute dei consumatori.

Inoltre, abbiamo chiesto al governo di provvedere all’estensione del divieto di fumo in auto ai conducenti non solo in presenza di minori e donne in gravidanza, ma anche in assenza di passeggeri, allo scopo di ridurre i rischi per la salute e salvaguardare l’incolumità pubblica. Un tale divieto, evidentemente, può avere riflessi positivi anche sulla sicurezza stradale.

Infine  siamo intervenuti con la richiesta di mantenere nei confronti dei tabaccai che vendessero prodotti da fumo ai minori l’attuale apparato sanzionatorio, che appare meglio rispondente ai principi di efficacia e proporzionalità. Le sanzioni pecuniarie molto alte, la sospensione o addirittura la revoca della licenza di esercizio, previste, invece, dal decreto legislativo, ci sembravano particolarmente gravose e non sostenibili, soprattutto per le migliaia di attività commerciali di piccole dimensioni.


Bruxelles conferma crescita Italia, si rassegni chi vive di propaganda

“Grazie alle riforme realizzate dal governo Renzi l’Italia è finalmente ripartita. L’Unione europea ha riconosciuto gli sforzi sostenuti e i risultati raggiunti in questi mesi dal nostro Paese, confermando la piena ripresa della nostra economia. La verifica annunciata dall’Europa per la prossima primavera sulla legge di stabilità è solo un atto dovuto in ragione della nostra richiesta di flessibilità rispetto ai vincoli di bilancio per aver sostenuto alcune spese straordinarie, come quelle necessarie a gestire l’emergenza immigrazione. Stiano tranquilli pertanto quelli che si augurano sempre il peggio per l’Italia: la manovra attualmente in discussione al Senato, è assolutamente coerente con il patto di stabilità e crescita. E lo ha riconosciuto anche l’Ue. Si rassegnino quelle forze politiche che ormai rasentano il ridicolo, come il M5S, che fino a ieri chiedevano di infrangere ogni regola europea mentre oggi sperano di affidarsi  proprio all’Ue per provare a delegittimare la Legge di stabilità del nostro Paese. Aggrappandosi a cosa? Proprio a quella flessibilità che tutti chiedevano, senza risultati, all’Europa e che Renzi invece ha concretamente ottenuto grazie alla ritrovata credibilità internazionale dell’Italia”. Lo afferma, in una nota, il presidente della Commissione per le Politiche Ue della Camera Michele Bordo, del Pd.

“Quanto poi alle accuse mosse dai grillini su come sono state spese le risorse europee relativamente alla programmazione 2007/2013, va sottolineato che, mentre due anni fa eravamo a un livello di rendicontazione intorno al 40%, adesso, grazie soprattutto al lavoro e agli input del governo, siamo circa al 70%. E con le risorse della programmazione in corso contiamo di arrivare a un livello di spesa simile a quello della maggioranza dei Paesi europei. La verità è che il M5S spera di aggrapparsi all’Europa solo perché non ha altri argomenti per contrastare la legge di stabilità del governo Renzi che è espansiva e restituisce fiducia ai cittadini, consentendo di consolidare la crescita dei consumi e dell’economia” conclude Bordo.


ParigiBene risposta comune Ue a richiesta d’assistenza di Parigi

“La posizione dell’Italia all’indomani degli attentati del 13 novembre è stata chiaramente più prudente rispetto a quella assunta dal presidente Hollande. Io non so se siamo in guerra o no ma penso sia necessaria una risposta adeguata e ferma da parte della comunità internazionale e dell’Ue. Questo momento non può essere superato con la solita retorica alla quale ricorriamo quando non vogliamo maturare una decisione. Non è più sufficiente dire che ‘siamo tutti francesi’ o ‘siamo tutti europei’. E’ arrivato il momento di agire con grande fermezza. Il come lo decideranno i Paesi della coalizione ma ritengo che, allo stato in cui siamo, non dobbiamo escludere nulla se vogliamo impedire a questi terroristi vigliacchi di continuare a colpire”. Lo ha detto il presidente della Commissione per le Politiche Ue della Camera Michele Bordo, del Pd, nel corso di un’intervista a ‘Radio Radicale’.

“Per questo – ha proseguito Bordo – giudico molto positivamente la risposta data oggi dall’Ue alla richiesta d’assistenza avanzata da Parigi. Non era mai accaduto, prima d’ora, che l’Europa facesse scattare la clausola di difesa comune prevista dal Trattato di Lisbona. E’ il segno che, finalmente, c’è una maggiore consapevolezza rispetto al fatto che ci sono questioni sulle quali è necessario assicurare una reazione comune”.

“Ora, anche rafforzando le intelligence dei diversi Paesi e favorendo lo scambio di informazioni, bisogna attrezzarsi affinché l’Ue, la comunità internazionale, la Russia e i Paesi islamici moderati, che devono chiarire la loro posizione, concordino finalmente una risposta unitaria che possa portarci all’annientamento di un’organizzazione terroristica come Daesh che ha in mente solo la violenza” ha concluso Bordo.