belgio attentato“Voglio esprimere vicinanza al popolo belga e profondo cordoglio per le vittime di questo barbaro attentato. Un altro attacco al cuore dell’Europa, un tentativo di compromettere il nostro futuro. E’ necessario reagire, per evitare che i terroristi raggiungano il loro obiettivo che è quello di condizionare la nostra vita e farci vivere nel terrore. E’ inutile nasconderlo, siamo in guerra. Ma non possiamo combatterla con gli strumenti classici, perché il nemico è invisibile, non sappiamo dove si può trovare. Bisogna organizzare una reazione frutto di razionalità e non dell’impulso di un solo Paese colpito. Tutti dobbiamo sentirci coinvolti a reagire contro questi criminali. Deve esserci una reazione comune di tutta l’Europa”. Lo ha detto Michele Bordo, Presidente Commissione per le politiche europee della Camera, è intervenuto ai microfoni della trasmissione “Il mondo è piccolo”, condotta da Fabio Stefanelli su Radio Cusano Campus, emittente dell’Università Niccolò Cusano.

Per Bordo, “L’attacco a Parigi e poi quelli di oggi sono attacchi che quei terroristi hanno fatto non a Francia e Belgio, ma a tutta l’Europa. L’Ue deve reagire in modo coordinato e condiviso. Deve fare ciò che purtroppo ha fatto in modo molto limitato finora. Cosa dobbiamo aspettare che accada ancora perchè l’Europa cominci a capire che c’è bisogno di un’assunzione d’iniziativa collegiale? Bisogna far sentire i nostri cittadini sicuri nel nostro continente. Non abbiamo più tempo da perdere, dobbiamo agire presto. La procura europea per coordinare le indagini deve coordinare le iniziative, abbiamo bisogno sempre di più di scambiare i dati, le informazioni. E’ necessario fare investimenti in tutta Europa in tecnologia, innovazioni, c’è bisogno di una politica comune di sicurezza. C’è bisogno di un patto europeo sulla sicurezza come ha detto il premier Renzi. L’Europa non decida solo quando bisogna intervenire a livello economico su un determinato Paese. Bisogna mettere in campo tutto il peso dell’Europa per provare a stabilizzare i paesi del medio oriente. O reagiamo in maniera comune e in fretta, oppure i rischi che corriamo sono molto molto seri”.


20160318_173345“Una discussione franca sul ruolo del PSE in questo periodo storico e’ doverosa non solo nei confronti di quei cittadini che, nei diversi Paesi europei, votano per liste che si riconoscono inquel partito ma per contribuire ad arricchire il livello del confronto politico in Europa. Non servono piu’ le solenni dichiarazioni di principio, le cerimonie commemorative e il richiamo ai Padri fondatori dell’europeismo: una politica che non sappia adattare le sue risposte sulla base dei cambiamenti in corso e’ inutile se non dannosa”. Lo ha dichiarato il presidente della Commissione per le Politiche Ue della Camera Michele Bordo, del Pd, intervenendo all’incontro ‘Capitani coraggiosi. Un nuovo Pse per cambiare l’Europa’, promosso dal gruppo parlamentare del Pd a Montecitorio.

“L’Europa – ha proseguito Bordo - deve dimostrare di avere l’intelligenza politica per trasformarsi in attore fondamentale sulla scena internazionale, non in una comparsa. E il Pse puo’ aiutarla in questo, tracciandone una nuova rotta. Bruxelles non puo’ ad esempio, proporsi a modello per la salvaguardiadei diritti e delle liberta’ fondamentali e della democrazia se non è in grado diaggiornare il quadro delle proprie regole. Ed e’ ormai evidente che non puo’ trovare la strada di una crescita solida se continua a perseguire modelli ritagliati solo su alcuni partner, senza tener conto delle peculiarita’ e delle differenze, economicamente sempre piu’ ampie, che si registrano al suo interno”.

“Compito di un partito socialista europeo, allora, e’ contribuire attivamente alla revisione delle strategie finora seguite a livello europeo in materia di governance economica, proponendo soluzioni praticabili e con una forteconnotazione progressista. Occorre approfittare dell’occasione costituita dall’aggiornamento della Strategia Europa 2020, e dall’eventuale inserimento del Fiscal compact nell’ordinamento europeo, per mettere finalmente la crescita, l’innovazione, il miglioramento del capitale umano e l’integrazione al centro dell’attenzionedelle politiche europee. E’ l’unico modo realistico per combattere populisti ed euroscettici, per trasmettere alle giovani generazioni una speranza sul loro futuro ed evitare che cadano preda di una sfiducia che inibisce lo spirito di iniziativa” ha concluso Bordo.


stabilimenti_balneari“Le prospettive di crescita del comparto delle aziende balneari e, piu’ in generale, del tessuto turistico ed economico della Puglia, richiedono una strategia condivisa che coinvolga i vari livelli di governo, insieme alle imprese, per migliorare sempre di piu’ la ricezione e il livello dei servizi. Gli strumenti, le agevolazioni e gli incentivi messi a disposizione dall’Europa possono rivelarsi molto utili. Per fare questo c’e’ pero’ bisogno di dare certezze agli operatori”. Lo ha dichiarato il presidente della Commissione per le Politiche Ue della Camera Michele Bordo, del Pd, intervenendo all’Assemblea generale dei gestori degli stabilimenti balneari pugliesi in corso a Foggia.

“E’ indispensabile proseguire l’interlocuzione con l’Europa – ha proseguito Bordo – per prevenire il rischio di una nuova procedura di infrazione, che si risolverebbe in un gravissimo danno finanziario per il nostro Paese, lavorando su un doppio binario che preveda le aste per le nuove concessioni e la continuita’, e la proroga duratura, per gli attuali titolari degli stabilimenti. Sono le aziende che attualmente operano nel settore, infatti, ad aver sostenuto in questi anni un impegno economico pesante al fine di mantenere un alto livello di servizi e di contribuire alla crescita turistica della Puglia”.

“Immaginare di poter cancellare questo enorme patrimonio economico, culturale e di identità liberalizzando, come pensa di poter fare l’Ue, anche le concessioni di cui loro sono adesso titolari sarebbe assurdo perche’ metterebbe in ginocchio migliaia di aziende e un intero comparto. Sono certo che il governo fara’ di tutto per impedire che cio’ accada” ha concluso Bordo.


AV6X0466“Il fenomeno migratorio non ha più il carattere dell’emergenza ma della continuità che richiede dunque una strategia coordinata, non soltanto al livello europeo ma anche tra governo, enti territoriali, organismi non governativi e associazioni di volontariato. Bruxelles, forte anche dei risultati conseguiti dalle esperienze rivelatesi più efficaci, dovrà assicurare le condizioni, in primo luogo finanziarie, idonee a fronteggiare un problema di queste dimensioni”. Lo ha detto il presidente della Commissione per le Politiche Ue della Camera Michele Bordo, del Pd, intervenendo alla XV Assemblea Congressuale Nazionale dell’Aiccre in corso a Montesilvano, in Abruzzo.

“Gli enti locali, spesso con scarsi ed adeguati supporti amministrativi e finanziari, – ha proseguito Bordo – si trovano esposti a evidenti difficoltà perché su di essi ricade l’onere della gestione e della prima accoglienza e l’integrazione dei nuovi arrivati. L’esodo pone anche delicati problemi di ordine pubblico considerata la necessità di garantire il pieno rispetto dei diritti fondamentali e della dignità delle persone coinvolte. È evidente che la persistenza di condizioni precarie sotto il profilo economico non favorisce certamente la soluzione dei problemi e, troppo spesso, i migranti finiscono per rafforzare quella fascia, già larga di popolazione, a rischio povertà nel nostro Paese”.

“Resto convinto che, anche per quanto riguarda l’immigrazione, la rigidità delle regole europee che presiedono la finanza pubblica non faccia bene all’Unione. Per questo mi auguro che il Consiglio europeo di oggi e domani metta finalmente dei punti fermi. Un ulteriore rinvio sarebbe un errore difficilmente rimediabile”.


20160317_121942“L’obiettivo della Commissione europea di realizzare un mercato unico digitale in Europa e’ fondamentale per garantire crescita e competitivita’ ai nostri sistemi economici. L’aspettativa e’ quella di un aumento del Pil europeo stimato in oltre 400 miliardi di euro. E’ ovvio che il presupposto imprescindibile per tradurre concretamente questi risultati e’ la disponibilita’ di un’adeguata infrastruttura digitale. In Italia, dove scontiamo ritardi accumulati negli anni, e’ in atto un’inversione di tendenza anche per merito di questo governo che considera l’agenda digitale una priorita’ della sua azione”. Lo ha detto il presidente della Commissione per le Politiche Ue della Camera Michele Bordo, del Pd, intervenendo al Forum Public Affairs 2016 in corso alla Camera.

“Ieri e’ partito il Sistema Pubblico d’Identita’ Digitale, segnando l’avvio di una nuova era fatta di servizi online offerti da Pa e aziende; per la prima volta e’ stato annunciato un piano strategico triennale, che arrivera’ tra marzo e giugno e conterra’ indicazioni e tracce di sviluppo concrete, valide dal centro alla periferia; la Legge di Stabilita’ ha previsto incentivi alle Pa locali che sviluppano app e servizi in modo conforme al piano triennale e inoltre si e’ stabilito di assumere presso gli uffici giudiziari, per il biennio 2016­2017, 1.000 nuovi dipendenti a supporto dei processi di digitalizzazione. Puntare sulla digitalizzazione del Paese, per quanto ci riguarda, e’ poi importante, e su questo c’e’ piena consapevolezza da parte del governo, per combattere meglio l’evasione fiscale” ha proseguito Bordo.

“Per cogliere pienamente le potenzialita’ dell’economia digitale e’ pero’ indispensabile superare alcuni difetti tipici del nostro Paese, a cominciare dalla frammentazione delle competenze e delle politiche per ricondurre a un disegno coerente ed organico l’ammodernamento e il potenziamento della infrastruttura informatica. A tal proposito mi domando se non valga la pena immaginare di individuare, anche a livello governativo, un’unica sede in cui concentrare il complesso delle competenze attualmente distribuite tra varie strutture, creando, ad esempio, un apposito ministero per l’economia digitale” ha concluso Bordo