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+++LEGGI UE, VIA LIBERA AULA CAMERA CON 314 SÌ. PASSA AL SENATO+++

MISURE DA SIAE A MONEY TRANSFER

(Public Policy) – Roma, 27 apr – L’aula della Camera ha
approvato con 314 sì e 80 no il ddl di delegazione europea
2015. Il testo ora passerà all’esame del Senato in seconda
lettura.
Il ddl è stato modificato sia dalla commissione Politiche
Ue della Camera sia dall’aula, e contiene misure che vanno
dall’energia agli shopper di plastica, dalla prevenzione in
banca di riciclaggio e finanziamento del terrorismo
all’import di animali esotici. Passando per il mantenimento
del monopolio de facto della Siae seppur prevedendo una
riforma interna.
E fino alla creazione di un registro degli operatori di
money transfer, a misure per facilitare anche i
micropagamenti con bancomat, alla creazione di un organismo
per la politica macroprudenziale delle banche e a nuove
norme sui materiali di costruzione.(Public Policy)


20160427_150905“Le dimensioni del fenomeno migratorio, le minacce terroristiche e la volatilità dei mercati finanziari superano largamente le capacità di risposta dei singoli Paesi membri e impongono all’Ue di lavorare a una vera Unione politica che comporti una piena corresponsabilità. Al contrario egoismi e resistenze di diversi partner hanno finora rallentato o addirittura impedito l’attuazione di quella svolta rappresentata dall’adozione dell’Agenda per la migrazione in particolare per quanto riguarda i programmi di resettlement e di relocation che stanno procedendo molto lentamente. L’indisponibilità alla collaborazione emerge anche dalla frequenza con la quale si fa ricorso o si minaccia il ripristino dei controlli alle frontiere interne, vanificando Schengen”. Lo ha detto il presidente della Commissione per le Politiche Ue della Camera Michele Bordo introducendo alla Camera la tre giorni del seminario internazionale ‘Migrants and refugees across Europe’.

“E’ allora indispensabile che la Commissione Ue eserciti una forte pressione sugli Stati membri più refrattari per indurli a mantenere gli impegni assunti e assicurare la massima collaborazione nei confronti dei partner più esposti. Si dovrà, inoltre, realizzare quanto prima il progetto che prevede la creazione di una Guardia di frontiera e costiera e aggiornare il Regolamento di Dublino. Il documento presentato il 16 aprile scorso dal Presidente del Consiglio Renzi, e inviato alle istituzioni europee, va proprio in questa direzione. L’Italia, che per molto tempo si è fatta carico da sola dell’emergenza, ha sempre mantenuto una linea encomiabile nella responsabilità e nella capacità propositiva. Ora serve un salto di qualità dell’Europa intera: il tempo dell’europeismo di bandiera, che si limita a proclamare obiettivi di principio e che viene regolarmente smentito dai comportamenti reali, è finito. I fatti dimostrano che l’inconcludente retorica europeista alimenta soltanto l’euroscetticismo e la demagogia”.



Italy To Reinstate Border Control At Brenner PassSpero che quanto detto dal ministro della Difesa austriaco Hans Peter Doskozil nei confronti dell’Italia sia solo una scivolata verbale dettata dal nervosismo e dall’esigenza di fare propaganda, altrimenti saremmo di fronte a un fatto molto grave. Vienna, pertanto, farebbe bene a calmarsi.

L’immigrazione e’ un fenomeno che l’Europa deve affrontare collegialmente. Non saranno i muri o il blocco delle frontiere a scoraggiare le migliaia di persone che fuggono tutti i giorni da guerre, persecuzioni e fame. Questo e’ il momento di operare concretamente per gestire una grande emergenza che e’ soprattutto umana. E l’Europa non puo’ farlo con le intemperanze verbali di qualche Paese e la propaganda di qualche politico. Serve innanzitutto la solidarieta’, che e’ poi il principio cardine della costruzione europea. I Paesi civili non possono consentire, in nome della propaganda, di abbandonare a se stessi centinaia di miglia di essere umani. Sarebbe imperdonabile oltre che contrario ad ogni principio di convivenza civile e di rispetto della dignita’ delle persone.

Mi chiedo, poi, quali misure avrebbe preso l’Austria in questi anni se fosse stata geograficamente esposta come noi a flussi cosi’ ingenti di migranti. L’Italia ha sempre fatto la sua parte, e’ tempo che l’Europa faccia fino in fondo la sua, abbandonando diffidenza e anacronistici proclami.


(Public Policy) – Roma, 12 apr – L’Italia è in ritardo nel recepire la direttiva europea sul diritto d’autore, che avremmo dovuto inserire nel nostro ordinamento entro il 10 aprile scorso. La direttiva dispone, tra le altre cose, un’apertura del mercato della raccolta dei diritti d’autore, garantendo che il titolare dei diritti sia libero di affidarne la gestione ad un organismo di gestione collettiva o entità di gestione indipendente di propria scelta, senza discriminazioni di nazionalità, residenza o stabilimento. L’attuazione della nuova normativa è inserita al momento nel ddl di delegazione europea, al suo primo passaggio parlamentare, a cui dovrà seguire un dlgs governativo. Proprio alla Camera il relatore e presidente della commissione Politiche europee Michele Bordo (Pd) ha presentato un emendamento che fissa i paletti per il futuro dlgs prevedendo essenzialmente che in Italia a gestire il diritto d’autore resti solo la Siae, ma riformandola. Proprio Bordo, sul rischio che il nostro ritardo nel recepimento della direttiva dice a Public Policy: “Non credo che rischiamo l’infrazione, perché ci stiamo lavorando e quindi è evidente ci sia la volontà di recepirla”. Intanto negli scorsi giorni autori ed editori, per timore di un recepimento in senso restrittivo della direttiva, hanno lanciato la campagna ‪#‎franceschiniripensaci‬, sommergendo il ministro dei Beni culturali di richiesta a favore di un’apertura del mercato dei diritti d’autore.