renzi energasL’on. Michele Bordo e il sindaco di Manfredonia Angelo Riccardi incontrano la viceministra allo Sviluppo economico Teresa Bellanova.

“Il Governo si atterrà a quanto deciso dalle comunità locali, rispettando innanzitutto la volontà espressa dai 27.000 cittadini di Manfredonia con il referendum del 13 novembre scorso”. Lo affermano l’on. Michele Bordo, presidente della Commissione Politiche UE della Camera, e il sindaco di Manfredonia Angelo Riccardi all’esito dell’incontro avuto nella giornata di venerdì 25 novembre con la viceministra allo Sviluppo economico Teresa Bellanova.
All’appuntamento con la Bellanova si è giunti dopo il colloquio avuto con il presidente del Consiglio dei Ministri Matteo Renzi, al termine della manifestazione svoltasi a Foggia (foto), e dopo uno scambio di sms tra l’on. Bordo e lo stesso Renzi con cui il Premier ha ribadito che il governo, sulla vicenda Energas, “farà tutto ciò che serve per assecondare la scelta dei cittadini”.
“La viceministra Bellanova – continuano Bordo e Riccardi – ha confermato questo orientamento e assicurato che, qualora nella Conferenza di servizi decisoria venissero confermati il parere negativo espresso dal Comune di Manfredonia e la mancata intesa con la Regione Puglia, il Governo non potrà che attenersi e rispettare tali volontà.
Come abbiamo sempre sostenuto – concludono Bordo e Riccardi – il referendum popolare e la straordinaria partecipazione al voto dei cittadini sono stati determinanti per giungere a questo risultato importantissimo per il futuro di Manfredonia e del nostro territorio.



radioradicale16nov16
“Il nostro blocco al progetto di revisione del bilancio pluriennale europeo e’ il tentativo di scuotere finalmente l’Ue perche’ riteniamo che non ci sia la piena consapevolezza relativamente alle emergenze che vive il nostro Continente e in particolare l’Italia. L’immigrazione prima di tutto e poi la mancanza di occupazione dei giovani. Noi abbiamo chiesto che ci siano piu’ risorse per queste due emergenze atteso che non possono essere caricate solo sul nostro Paese”. Lo ha detto il presidente della Commissione per le Politiche Ue della Camera Michele Bordo, del Pd, nel corso di un’intervista a ‘Radio Radicale’.
E contro chi bolla il ‘no’ dell’Italia al bilancio europeo come mossa elettorale Bordo dice: “Chi da’ una lettura di questo genere e’ assolutamente in malafede. Non e’ da oggi, perche’ siamo in campagna elettorale per il referendum, che poniamo il tema dell’immigrazione come priorita’ per l’Ue. Purtroppo fino a questo momento Bruxelles non ha pensato di modificare a sufficienza la propria agenda. Noi non vogliamo che si torni indietro, non vogliamo la fine dell’Ue. Vogliamo un’Europa diversa. Abbiamo fatto le riforme, stiamo chiedendo ai cittadini di votare per una riforma costituzionale che e’ importante anche per rendere piu’ moderno il nostro Paese nel rapporto con l’Ue. Il quadro mondiale e’ cambiato come dimostrano, tra l’altro, la Brexit e l’elezione di Donald Trump e l’Ue deve capire che abbiamo bisogno di segnali che siano in controtendenza rispetto a tutto quello che e’ stato il passato pena la fine dell’Unione europea come è stata concepita dai padri fondatori”.

Il referendum su Energas è stato uno straordinario successo di democrazia: ha partecipato la maggioranza dei cittadini e la vittoria dei no è stata schiacciante con oltre il 95%.

Il risultato è importantissimo non solo perché la consultazione popolare è stata organizzata in pochissime settimane, ma anche per la ragione che, essendo solo cittadina, non ha potuto beneficiare delle attenzioni e della campagna mediatica che invece caratterizzano gli appuntamenti elettorali nazionali, favorendo la partecipazione.

Devo dire con orgoglio che avevo ragione quando più di un anno fa proposi il referendum. E bene hanno fatto il sindaco, l’amministrazione comunale ed il Partito Democratico a crederci e ad impegnarsi a fondo per il raggiungimento di questo risultato.

I cittadini di Manfredonia, dopo la dolorosa esperienza industriale del passato, hanno votato a valanga contro Energas e per chiedere un altro tipo di sviluppo.

Adesso mi aspetto che l’impresa colga appieno il senso di questo voto e responsabilmente abbandoni il programma di investimento e la volontà di realizzare l’impianto a Manfredonia. Se così non fosse, la reazione istituzionale, politica e sociale del territorio sarebbe fermissima, forte adesso anche della volontà popolare.

I cittadini di Manfredonia, con il loro voto, hanno dimostrato ancora una volta di avere uno straordinario senso civico ed una grande maturità.

Grazie di cuore veramente a tutti.

W Manfredonia.


14712815_1282292408469120_6162378922144091914_o-1-1Il referendum sull’impianto Energas segna un positivo ed importante punto di svolta nella relazione tra i cittadini e le scelte di governo del territorio.

Per la prima volta saranno le donne e gli uomini della nostra città a scegliere direttamente se bocciare o meno un insediamento produttivo e quale modello di sviluppo migliore per la nostra comunità, l’ambiente in cui viviamo, il futuro dei nostri figli.

Per queste ragioni il 13 novembre è fondamentale andare a votare ed esprimersi per il NO.
Manfredonia è stata segnata dagli esiti negativi dell’esperienza dell’industrializzazione progettata altrove e senza alcun legame con le vocazioni territoriali e le aspirazioni di chi ci vive.

Oggi nessuno di noi è più disponibile ad accettare che altri decidano al posto nostro.
Con l’argomento secondo cui le decisioni su Energas sarebbero già state assunte, molti in queste settimane hanno parlato dell’inutilità della consultazione del 13 novembre.
Niente di più falso!

Se il referendum non fosse servito a nulla, la conferenza di servizi, ormai ferma da più di un anno al Ministero dello sviluppo economico, avrebbe già sciolto i nodi che bloccano l’autorizzazione dell’impianto.

Altri, sempre in questi giorni, hanno sostenuto che non è necessario scomodare i cittadini dopo il pronunciamento unanime contro Energas del Consiglio comunale.

Invece la scelta popolare è fondamentale proprio per rafforzare quanto già deciso dalle istituzioni cittadine: una cosa è fare la battaglia con in mano una delibera consiliare, altra cosa è farla con il sostegno largo di decine di migliaia di donne e uomini.

Sono così convinto dell’importanza della consultazione tanto da essere stato forse il primo a proporla ormai più di un anno fa.

Chi vuole far fallire il referendum con argomenti infondati deve allora sapere che si assume una grande responsabilità e che soprattutto fa il gioco dell’azienda.
È molto strano che i detrattori della consultazione siano soprattutto quelli che si vantano di aver mobilitato la piazza ed organizzato i banchetti delle firme contro la realizzazione dell’impianto. Il motivo di questo atteggiamento a cosa è dovuto? Si vuole forse il fallimento del referendum per poter continuare l’indomani a puntare il dito contro la politica, perché questo è l’unico modo che costoro hanno per rimanere a galla?

Chiedo ai cittadini di andare a votare in massa: una grande partecipazione e la vittoria dei NO condizionerà sia l’esito della Conferenza dei servizi ancora aperta al Ministero dello Sviluppo Economico, sia la volontà di Energas di insistere sulla realizzazione dell’impianto a Manfredonia.

Andare a votare domenica 13 novembre ed esprimersi per il no è fondamentale. Sono sicuro che saremo in tantissimi.

Manfredonia è bellissima; e soprattutto è una grande e straordinaria città.
Il 13 novembre lo dimostreremo ancora una volta.