Il Congresso dovrebbe essere un’occasione unica di confronto su come rilanciare il Paese e ricostruire il Pd. Spiace invece constatare che, pur di avere visibilita’, Michele Emiliano non perda occasione per polemizzare attaccando gli altri candidati alla Segreteria. Evidentemente non ha molte idee da proporre.

In realta’ credo che Andrea Orlando sarebbe il miglior segretario per il Pd in questo momento. Emiliano, al contrario, l’abbiamo sperimentato gia’ a capo del partito pugliese e, mi spiace dirlo, i risultati non furono entusiasmanti: utilizzo’ il PD solo come strumento per scalare la Regione.
Quanto alle critiche mosse al ministro della Giustizia vorrei ricordare a Emiliano, molto spesso distratto, che una parte significativa dei provvedimenti piu’ importanti messi in campo e attuati dai governi Renzi e Gentiloni sono riconducibili o hanno visto tra i protagonisti proprio il Guardasigilli. Basti pensare alla riforma del processo penale e di quello civile, alla nuova legge anticorruzione, alla riforma del codice antimafia, alle misure adottate per affrontare il sovraffollamento carcerario, alla riforma dell’ordinamento penitenziario, all’introduzione degli ecoreati, al superamento degli Opg e alla legge contro il caporalato, solo per citarne alcuni.

Invece di fare la campagna congressuale solo attaccando gli altri candidati, Emiliano pensi alle proposte per il Paese e per il Pd e magari si ricordi, di tanto in tanto, di governare anche la Puglia, visto che ne e’ il presidente.


“Andrea Orlando e’ il candidato che piu’ degli altri intende dedicarsi alla ricostruzione del partito, tenendo insieme le diverse anime e riscoprendo l’unicita’ del progetto politico del Pd come forza plurale e inclusiva. E poi mi sembra molto determinato contro le disuguaglianze e nel proporre soluzioni in favore di quanti hanno subito maggiormente le conseguenze della crisi economica”. Così il presidente della Commissione per le Politiche Ue della Camera Michele Bordo, in un’intervista a ‘La Gazzetta del Mezzogiorno’.

Bordo abbozza una ‘mozione emotiva, oltre che politica’ per spiegare il suo sostegno alla candidatura del ministro della Giustizia alla segreteria nazionale del Pd: “Per non condannarci al liderismo e al populismo dobbiamo liberare la passione, rialimentare la solidarieta’ tra militanti e dirigenti e, soprattutto, il confronto tra cittadini e rappresentanti delle istituzioni”.

“Dopo il 4 dicembre, a  mio parere, – spiega Bordo – Renzi ha dato piu’ l’impressione di cercare a tutti i costi una rivincita piuttosto che soffermarsi sulle ragioni che hanno determinato la sconfitta. Condanno fermamente la scelta che hanno fatto alcuni di lasciare il Pd, ma penso pure che Renzi, da segretario, non abbia fatto tutto cio’ che era possibile per impedire la scissione. La candidatura di Orlando nasce anche per evitare che molti, di sinistra come di cultura cattolica e popolare, non sentano piu’ il partito come la propria casa”.