LeggeUe2014Ecco uno schema riassuntivo degli articoli della Legge Ue 2014 che stiamo votando in Aula alla Camera.

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L’articolo 1 abroga i decreti ministeriali che hanno disciplinato nel tempo la commercializzazione nel territorio nazionale degli apparecchi ricevitori per la televisione in tecnica analogica, in quanto ormai obsoleti rispetto alle nuove tecniche di trasmissione digitale, nonchè oggetto di procedure di contenzioso in sede europea. La Commissione europea ha chiesto chiarimenti all’Italia in ordine alla compatibilità con il diritto dell’Unione europea del decreto ministeriale 26 marzo 1992 recante “Norme per l’immissione al consumo nel territorio nazionale di ricevitori per la televisione”, poiché porrebbe ostacoli alla commercializzazione di apparecchiature televisivi in Italia.

L’articolo 2 elimina l’autorizzazione del ministero dello Sviluppo economico per l’importazione di prodotti petroliferi finiti liquidi da Paesi non appartenenti all’Unione europea.

L’articolo 3 modifica il codice delle comunicazioni elettroniche per semplificare il regime autorizzatorio per la fornitura dei servizi di connettività a banda larga a bordo delle navi, nonché per limitare ai soli apparati strettamente legati alla sicurezza della vita umana in mare la necessità di essere elencati nella licenza di esercizio.

L’articolo 4 consente l’assegnazione dei diritti d’uso delle frequenze radio analogiche in onde medie anche a soggetti nuovi entranti, previa individuazione da parte dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni dei criteri e delle modalità di assegnazione.

L’articolo 5 è finalizzato alla chiusura di una procedura di infrazione in materia di diritti amministrativi nel settore delle comunicazioni elettroniche. La disposizione modifica l’articolo 34 del Codice delle comunicazioni elettroniche introducendo l’obbligo per il ministero dello Sviluppo economico e per l’Agcom di presentare un rendiconto annuale dei costi amministrativi sostenuti e dei diritti amministrativi riscossi.per gli operatori Tlc si prevede che “per la copertura dei costi amministrativi complessivamente sostenuti per l’esercizio delle funzioni di regolazione, vigilanza, di composizione delle controversie sanzionatorie dell’Agcom, la misura dei diritti amministrativi è determinata in proporzione ai ricavi maturati dalle imprese nelle attività oggetto dell’autorizzazione generale o della concessione di diritti d’uso”. Quanto ai diritti amministrativi in materia di tecnologia digitale terrestre un emendamento chiarisce che gli operatori dovranno pagare 25mila euro su un territorio con più di 30milioni di abitanti e fino a 50milioni; 18mila tra 15milioni e 30milioni di abitanti; 9mila tra 5milioni e 15milioni di abitanti; 3mila tra 1 milione e 5milioni di abitanti; 600 euro tra 500mila e 1 milione di abitanti; 300 euro su un territorio avente fino a 500mila abitanti.

L’articolo 6 interviene sull’esclusione dal calcolo dei limiti di affollamento pubblicitario dei trailers di opere cinematografiche di origine europea, limitando tale esclusione al verificarsi della duplice condizione che i trailers abbiano autonoma collocazione nella programmazione e che non siano inseriti all’interno di una interruzione pubblicitaria.

L’articolo 7 modifica l’articolo 147 del Codice della proprietà industriale, relativo alle domande di brevetto o di marchio, al fine di abolire la necessità per il richiedente o l’eventuale mandatario, di indicare o eleggere un domicilio in Italia. Inoltre, per le imprese e i professionisti è previsto l’obbligo di indicare il proprio indirizzo di posta elettronica certificata o analogo indirizzo di posta elettronica.

L’articolo 8 interviene sulla disciplina delle scadenze degli affidamenti diretti di servizi pubblici locali non conformi alla normativa europea, precisando che gli affidamenti in essere alla data del 31 dicembre 2004 cessano alla loro naturale scadenza o, in mancanza di scadenza prevista dal contratto, il 31 dicembre 2020, purché la società affidataria del servizio sia una società a partecipazione pubblica già quotata in borsa alla data del 1° ottobre 2003, ovvero una società posta sotto controllo della società quotata alla medesima data.

L’articolo 9 prevede che lo straniero (cittadino di uno Stato extra-Ue), in possesso di un regolare permesso di soggiorno rilasciato da un altro Stato dell’Ue che si trattiene nel territorio nazionale oltre i 3 mesi consentiti dalla legge, se non ottempera immediatamente all’ordine di ritornare nello Stato membro, viene espulso forzatamente nello Stato di origine o provenienza e non nello Stato che ha rilasciato il permesso di soggiorno, come attualmente prevede la legge. Il rimpatrio forzato dello straniero verso lo Stato membro dell’Unione che ha rilasciato il titolo di soggiorno e non verso il Paese terzo di origine dell’interessato è possibile solo in caso di intese o accordi bilaterali di riammissione già operativi prima del
13 gennaio 2009.

L’articolo 10 interviene in materia di requisiti per il rilascio delle patenti di guida e di requisiti richiesti agli esaminatori, nonché elimina il divieto per i sedicenni che conducono veicoli appartenenti alle categorie AM, A1 e B1 e per i conducenti di ciclomotori di trasportare un passeggero.

L’articolo 11 modifica il trattamento fiscale applicabile ai servizi accessori relativi alle piccole spedizioni a carattere non commerciale estendendo la franchigia Iva all’importazione anche alle relative spese accessorie, a prescindere dal loro ammontare.

L’articolo 12 introduce norme sulla disciplina Iva degli acquisti e delle cessioni intracomunitari non imponibili.

L’articolo 12 introduce norme sulla disciplina Iva degli acquisti e delle cessioni intracomunitari non imponibili.

L’articolo 13 riguarda la realizzazione di un Registro nazionale degli aiuti, destinato a raccogliere le informazioni e a consentire i necessari controlli in ordine agli aiuti di Stato e agli aiuti “de minimis” concessi alle imprese a valere su risorse pubbliche, inclusi quelli concessi a titolo di compensazione per i servizi di interesse economico generale (Sieg).

L’articolo 14 attribuisce al presidente del Consiglio il compito di assicurare l’adempimento degli obblighi di monitoraggio e informazione alla Commissione europea derivanti da disposizioni dell’Unione europea in materia di Servizi di interesse economico generale, ivi inclusa la predisposizione delle relazioni periodiche in materia di aiuti di Stato sotto forma di compensazione degli obblighi di servizio pubblico.

L’articolo 15 estende il campo di applicazione delle disposizioni poste a tutela della salute e sicurezza sui luoghi di lavoro anche ai lavori edili o di ingegneria civile che si svolgono all’interno di cantieri temporanei o mobili.

L’articolo 16 interviene sulla normativa vigente, modificando la nozione di armatore e individuando, nel settore marittimo, i lavori vietati ai minori in quanto suscettibili di compromettere la salute o la sicurezza degli stessi.

L’articolo 19 interviene sulla disciplina relativa alla cattura di uccelli a fini di richiamo, prevedendo che l’attività di cattura per l’inanellamento e per la cessione a fini di richiamo può essere svolta solo con mezzi o metodi di cattura che non sono vietati dall’allegato IV della direttiva 2009/147/Ue, e vietando, quindi, l’utilizzo delle reti, attualmente permesso alle sole condizioni riguardanti la caccia in deroga.

L’articolo 20 interviene nuovamente sui divieti relativi al commercio di specie di uccelli viventi, prevedendo che il divieto di commercializzazione riguardi gli esemplari di tutte le specie di uccelli europei tutelati dalla direttiva 2009/147/Ue (direttiva Uccelli) e non solo di quelle presenti in Italia, anche se importate dall’estero.

L’articolo 21 contiene una serie di modifiche alla disciplina degli imballaggi e dei rifiuti di imballaggio. In particolare, si amplia l’ambito di applicazione della disciplina per far sì che nel novero dei soggetti coinvolti ricadano tutti i produttori o gli utilizzatori di imballaggi o rifiuti di imballaggio. Inoltre, si stabilisce che la disciplina relativa alle modalità di progettazione e di produzione degli imballaggi si applica a tutti gli imballaggi immessi sul mercato dell’Unione europea. Si introduce una disposizione finalizzata a garantire l’immissione sul mercato europeo degli imballaggi conformi. Viene precisato che sono fatte salve le ipotesi di deroga previste dalla medesima direttiva o da altre disposizioni dell’ordinamento europeo.

L’articolo 23 riguarda l’obbligo per gli Stati membri di mantenere un livello minimo di scorte di petrolio greggio e/o di prodotti petroliferi. La disciplina comunitaria è stata recepita nell’ordinamento interno con il dlgs 249/2012, che introduce il vincolo aggiuntivo della detenzione sul territorio italiano di alcuni tipi di scorte.

L’articolo 24 apporta numerose modifiche al decreto legislativo n. 93/2011 di recepimento del cosiddetto “terzo pacchetto energia”. L’aula della Camera quindi, dopo aver approvato anche l’articolo 28 sulle coperture finanziarie, è passato al voto degli ordini del giorno. La maggior parte degli interventi inseriti nell’articolo 24del ddl punta a rafforzare i poteri dell’Autorità per l’energia e la sua indipendenza dal ministero dello Sviluppo economico (Mise), in materia di: piano decennale di sviluppo
della rete elettrica. In tale ambito, si ridimensiona il ruolo del Mise, che attualmente detta gli indirizzi per l’elaborazione del Piano da parte di Terna e svolge alcune delle funzioni in materia di monitoraggio ed attuazione del Piano che la normativa comunitaria riserva all’Autorità nazionale di regolamentazione; disciplina del bilanciamento di merito economico, le cui condizioni devono essere
stabilite in autonomia dall’Autorità, che attualmente agisce sulla base degli indirizzi del Mise; accesso alle infrastrutture transfrontaliere, le cui condizioni devono essere stabilite in autonomia dall’Autorità.
Durante l’esame in aula è stato approvato un emendamento della commissione che specifica che “perde efficacia il decreto ministeriale 27 febbraio 2013 recante il Regolamento, di cui all’articolo 16, comma 1 del decreto legislativo 1o giugno 2011, n. 93, per la redazione del Piano decennale di sviluppo delle reti di trasporto di gas naturale”.

L’articolo 25 prevede disposizioni concernenti la partecipazione italiana al meccanismo unionale di protezione civile.

L’articolo 26 stanzia 10 milioni di euro nel 2015 e 50 milioni dal 2016 per un fondo finalizzato a consentire il tempestivo adeguamento dell’ordinamento interno agli obblighi imposti dalla normativa europea.


About michelebordo

Presidente della Commissione per le politiche dell'Unione Europea. Deputato del Partito Democratico

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