BORDO. – Al Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca – Per sapere – premesso che:

a seguito dell’entrata in vigore dell’articolo 8 della legge 124 del 1999, il personale ATA della scuola è stato trasferito dagli Enti Locali allo Stato;

le norme attuative di tale trasferimento non prevedevano il riconoscimento, economico e giuridico, dell’anzianità maturate nell’ente locale di provenienza, dando così origine ad una vertenza sull’intero territorio nazionale approdata, dopo molte sentenze, favorevoli ai lavoratori, dei giudici di I e II grado, al definitivo riconoscimento del diritto in questione da parte della Corte di Cassazione (tra le altre, sentenza n. 3356/05);

con la Legge Finanziaria del 2006 (articolo 1, comma 218 della legge n. 266 del 2005) il Parlamento ha offerto una «interpretazione autentica» della norma oggetto della vertenza, modificando l’articolo 8, comma 2, della legge n. 124 del 1999;

la Corte Costituzionale, con sentenza n. 434 del 18 giugno 2007, ha dichiarato la legittimità della norma di interpretazione autentica di cui all’articolo 1, comma 218, della Legge Finanziaria per il 2006;

nel gennaio 2008 la Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, ha pubblicato una serie di sentenze di rigetto della richiesta di riconoscimento dell’anzianità dei lavoratori transitati dagli enti locali allo Stato, mutando il precedente orientamento alla luce della citata sentenza della Corte Costituzionale e concludendo la vertenza sul piano legale in senso sfavorevole ai lavoratori;

la Corte di Cassazione ha escluso, inoltre, eventuali ricorsi alla Corte di Giustizia Europea, ritenendo che «il legislatore nazionale è rimasto entro i limiti consentitigli dalla Convenzione europea»;

a seguito di tali sentenze il Ministero dell’Istruzione ha attivato le procedure di recupero degli arretrati versati ai dipendenti sulla base delle originarie pronunce della Corte di Cassazione;

il mutamento dell’orientamento della Corte di Cassazione ha determinato l’insorgere di un diverso trattamento giuridico ed economico riservato a lavoratori della medesima categoria, come rilevato anche in sede parlamentare con l’approvazione della legge n. 244 del 2007 (la Legge Finanziaria per il 2008) il cui articolo 3, comma 147 prevede che: «in sede di rinnovo contrattuale del personale della scuola relativo al biennio economico 2008-2009 viene esaminata anche la posizione giuridico-economica del personale ausiliario, tecnico e amministrativo trasferito dagli enti locali allo Stato in attuazione della legge 3 maggio 1999, n. 124»;

prima dell’approvazione della citata norma, la Camera dei Deputati aveva approvato un ordine del giorno (9/3256/64), fatto proprio dal Governo, con cui «impegna il Governo a valutare la possibilità di inserire nella definizione dell’atto di indirizzo per il rinnovo contrattuale disposizioni volte al reperimento delle risorse necessarie per affrontare compiutamente in tale biennio il riconoscimento dell’anzianità di servizio del personale in oggetto»;

per effetto della Legge Finanziaria per il 2008, la normativa di cui si tratta dovrà essere ridefinita in sede di rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro relativo al biennio 2008-09;

le organizzazioni sindacali confederali hanno chiesto al Ministero per l’Istruzione di adottare provvedimenti straordinari idonei a sospendere la restituzione degli arretrati già percepiti e di avviare l’esatta ricognizione delle anzianità possedute al momento del passaggio del personale ATA dagli enti locali allo Stato -:

se e come il Governo intenda intervenire per evitare che, nelle more della definizione del CCNL, i lavoratori protagonisti della vertenza ed i loro eredi siano obbligati a restituire quanto legittimamente percepito a seguito delle sentenze della Corte di Cassazione che hanno definito a loro favore i giudizi a suo tempo intentati.(4-02931)


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