agenzie delle entrate“Le imprese che hanno investito in ricerca e sviluppo rischiano di subire la beffa del mancato accesso ai fondi per il credito d’imposta a causa del malfunzionamento del server telematico dell’Agenzia delle Entrate”.

E’ quanto paventa Michele Bordo, deputato del Partito Democratico, sollecitando l’intervento del Ministero dell’Economia e delle Finanze con un’interrogazione in cui si chiede di “garantire par condicio alle imprese nell’accesso a tali benefici fiscali”.

Il problema è stato denunciato da diverse aziende che, per ottenere i benefici relativi al 2007, hanno inutilmente tentato di attivare la procedura telematica esattamente alle ore 10 dello scorso 6 maggio, così come prescritto dal comma 2 dell’articolo 29 del Decreto Legge 29 novembre 2008, n. 185 (convertito dalla legge n.2 del 28 gennaio 2009).

Ciò ha comportato la necessità di “procedere a successivi invii con conseguente ritardo nel protocollo di prenotazione”, scrive l’on. Bordo nell’interrogazione; ritardo che “potrebbe danneggiare l’azienda – spiega il deputato del PD – giacché l’esame e l’eventuale accoglimento delle domande è rigorosamente governato dal criterio cronologico: il più veloce ha maggiori probabilità di accedere al contributo”.

Da questa premessa scaturisce innanzitutto la richiesta, al Ministero dell’Economia e delle Finanze, di sapere “fino a che ora di invio i formulari di prenotazione del credito d’imposta sono stati accolti dall’Agenzia delle Entrate sulla base della copertura finanziaria”, e “quante aziende hanno ricevuto dall’Agenzia delle entrate il Nulla Osta alla fruizione del credito d’imposta”.

Quindi la richiesta di “garantire par condicio alle imprese nell’accesso a tali benefici fiscali, considerata la manifesta inaccessibilità del server ministeriale al momento di avvio della procedura di prenotazione”.

Se così non fosse, sottolinea l’on. Michele Bordo, “il Governo avrebbe messo in piedi un sistema di prenotazione che, nella sua attuazione, avrebbe leso le legittime aspettative di imprese che hanno investito nel settore chiave della Ricerca e dello Sviluppo, anche contando sui crediti d’imposta previsti dalle Finanziaria che il centrosinistra approvò nel 2007.

L’eventuale carenza di imparzialità tecnico-procedurale – conclude il deputato del PD – potrebbe anche trasformare il credito d’imposta in un aiuto di Stato, che sarebbe inevitabilmente annullato dall’Unione Europea.


logo_pd2“Vogliamo e dobbiamo costruire il partito dei territori, fondato sul protagonismo degli iscritti e dei dirigenti locali e sulla strutturazione di un’organizzazione capace di amplificare l’azione dei singoli”. Sono alcuni degli obiettivi indicati per il futuro del Partito Democratico in Capitanata da Michele Bordo, deputato del PD, coordinatore della ‘mozione Bersani’ a livello provinciale. Nel pomeriggio di ieri, presso la sede dell’Unione provinciale, si è svolta la prima riunione organizzativa di quanti tra rappresentanti istituzionali e dirigenti si riconoscono nel progetto politico di Pierluigi Bersani, candidato alla segreteria nazionale del PD. Alla mozione che sosterrà l’ex ministro hanno già manifestato la propria adesione “tutti i parlamentari e i consiglieri regionali, il capogruppo ed altri consiglieri provinciali, la maggioranza dei sindaci e dei segretari di circolo – ha affermato Bordo – tutte donne e uomini rappresentativi del territorio e che non possono considerarsi componenti di un apparato per il sol fatto di investire passione e tempo nell’attività politica. E’ sbagliato, profondamente sbagliato insistere con questa retorica che solo chi sta fuori, dal partito e dai gruppi dirigenti, è il nuovo”. Ciò di cui il Partito Democratico necessita, anche per interrompere la serie di sconfitte elettorali – “solo parzialmente mitigate da alcune importanti vittorie come quelle di Foggia e Bari” –, è la valorizzazione del ruolo dei circoli: “Luoghi in cui si svolge attività politica quotidianamente, con tanta passione e sorprendente capacità di elaborazione”. Obiettivo raggiungibile “integrando i gruppi dirigenti – ha sottolineato Bordo – con le capacità, la competenza e la rappresentatività di chi opera non solo nei centri più popolosi della Capitanata, in quella che solo apparentemente è la periferia della provincia”. Il profilo programmatico della ‘mozione Bersani’ in Capitanata sarà caratterizzato dal “recupero della centralità della questione meridionale, che non deve limitarsi alla sterile e petulante rivendicazione di risorse e non può essere mortificata dalla supposta esistenza di una ‘questione settentrionale’. Le differenza reali, non mediatiche, tra il nord e il sud del Paese sono più che mai evidenti ed impongono uno sforzo, innanzitutto al nostro partito, in direzione dei riequilibrio degli investimenti destinati all’offerta di servizi ed alla promozione dello sviluppo”. Anche per realizzare questo obiettivo “è indispensabile costruire una più chiara ed omogenea politica delle alleanze”. La prospettiva “è chiara ed evidente – ha scandito Michele Bordo – nessuno pensa alla riedizione del centrosinistra che fallì la prova di governo con Prodi; ma è altrettanto chiaro che l’autosufficienza e il bipartitismo sono modelli falliti. Ciò che appare come più produttivo e utile è attivare un serio e strutturato dialogo con l’area di centro e con la sinistra che ha già dimostrato di sapere affrontare la del governo. D’altronde, proprio in Puglia più che altrove, è seguendo questo percorso che si sono ottenuti importanti risultati elettorali nell’ultima tornata amministrativa”. La riunione di ieri, animata da un partecipato dibattito, è servita anche ad individuare forme e luoghi di promozione dell’adesione alla mozione. Come già avvenuto a livello centrale, anche in Capitanata sarà costituito il ‘Comitato per Bersani’, cui sarà assegnato il compito di attivare iniziative nei circoli, in occasione delle Feste Democratiche, tra i soggetti sociali organizzati “convinti come siamo – ha concluso Michele Bordo – che se Pierluigi Bersani diventasse il segretario nazionale del PD, il nostro partito verrebbe rafforzato al suo interno e reso maggiormente capace di recuperare ed ampliare il consenso dei cittadini”.


BORDO. – Al Ministro dell’economia e delle finanze – Per sapere – premesso che:

l’articolo 1, commi da 280 a 284 della legge 27 dicembre 2006, n. 296 (Finanziaria 2007) ha introdotto, a favore delle imprese di tutti i settori un credito d’imposta a fronte di attività di ricerca e sviluppo;

per le attività di ricerca e sviluppo realizzate nel 2007, l’utilizzo del credito d’imposta è stato automatico con indicazione nel quadro RU del modello Unico e privo di particolari procedure;

il decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito con modificazioni dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, ha introdotto significativi cambiamenti alla disciplina di utilizzo di detto credito d’imposta: in particolare, l’articolo 29, comma 2, del decreto-legge ha disposto, al secondo periodo, che la fruizione del credito d’imposta per la ricerca sia regolata, a decorrere dall’anno 2009, secondo la particolare procedura di prenotazione e assegnazione delle risorse indicata alle lettere a) e b) del comma 2 e ai successivi commi 3 e 4 dell’articolo 29 del decreto-legge;

in attuazione di quanto previsto dal decreto-legge n. 185 del 2008, per i programmi avviati prima del 28 novembre 2008, i soggetti interessati hanno dovuto inoltrare, per via telematica a partire dalle ore 10 del 6 maggio 2009 all’Agenzia delle entrate, un apposito formulario di prenotazione (l’inoltro del formulario vale come prenotazione dell’accesso alla fruizione del credito d’imposta);

il trattamento dei formulari, per i programmi avviati prima del 28 novembre 2008, presentati all’Agenzia delle entrate, e l’assenso all’utilizzo del credito d’imposta sono disciplinati dal comma 3 del decreto-legge, secondo cui «L’Agenzia delle entrate, sulla base dei dati rilevati dai formulari pervenuti, esaminati rispettandone rigorosamente l’ordine cronologico di arrivo, comunica telematicamente e con procedura automatizzata ai soggetti interessati esclusivamente un nullaosta ai soli fini della copertura finanziaria; la fruizione del credito di imposta è possibile nell’esercizio in corso ovvero, in caso di esaurimento delle risorse disponibili in funzione delle disponibilità finanziarie, negli esercizi successivi;…»;

diverse aziende hanno manifestato che, pur procedendo all’invio telematico della prenotazione (modello FRS) alle ore 10 del 6 maggio 2009, il server dell’Agenzia delle entrate risultava irraggiungibile, dovendo procedere pertanto a successivi invii con conseguente ritardo nel protocollo di prenotazione -:

fino a che ora di invio i formulari di prenotazione del credito d’imposta siano stati accolti dall’Agenzia delle Entrate sulla base della copertura finanziaria;

quante aziende abbiano ricevuto dall’Agenzia delle entrate il nulla osta alla fruizione del credito d’imposta;

come intenda garantire il Ministero dell’economia e delle finanze par condicio alle imprese nell’accesso a tali benefici fiscali, considerata la manifesta inaccessibilità del server ministeriale al momento di avvio della procedura di prenotazione;

se non si reputi che, di fatto, tale sistema di prenotazione abbia leso la legittima aspettativa da parte di aziende che nel 2008 hanno realizzato attività di ricerca e sviluppo, confidando nel credito d’imposta così come previsto dalla legge finanziaria 2007;

se tale sistema di prenotazione, con conseguente esclusione di alcune aziende contribuenti, non possa configurare tale misura come aiuto di Stato con tutto quanto conseguente nel caso di mancata notifica dell’aiuto di Stato all’UE. (4-03553)


logo_pd2“La leadership del Partito Democratico non si può giocare strumentalmente solo sulla semplificazione “vecchio e nuovo”, ma sulla politica”. Lo afferma l’On. Michele Bordo, deputato del Partito democratico. “Affermare, pertanto, come ha fatto ieri Franceschini – continua Bordo – che si ricandida per impedire a chi stava di ritornare è un colpo basso che si ritorce innanzitutto contro di lui. “Franceschini – si chiede Bordo – non è lo stesso che faceva il vice di Veltroni e, prima ancora, il capogruppo alla Camera, il vice di Rutelli e il vice di Marini al PPI”? “Il rinnovamento della classe dirigente – prosegue Bordo – è argomento troppo serio. Lo dico perché ho 35 anni e coltivo seriamente la speranza che dal prossimo segretario arrivi un impegno esplicito a favore del ricambio generazionale. Il rinnovamento però è una cosa (lo si pratica con i fatti non con gli annunci), la demagogia e la propaganda un’altra”. “Sarebbe utile – conclude Bordo – tornare alla politica, al tipo di partito che si vuole costruire, alla sua identità, al suo progetto programmatico, evitando di trasformare il congresso in uno scontro su chi è più demagogo”.


La Camera, premesso che:

nei giorni compresi tra il 22 e il 24 aprile 2009, la parte settentrionale della provincia di Foggia, con particolare riferimento alle aree del Preappennino Dauno Nord e dell’Alto Tavoliere, è stata colpita da eventi alluvionali che hanno provocato l’esondazione del fiume Fortore e di tutti i corsi d’acqua minori della zona;

a seguito dell’anomalo afflusso d’acqua si è reso necessario adottare le procedure tecniche di svuotamento della diga di Occhito, con conseguente allagamento di migliaia di ettari di terreno agricolo a valle dell’invaso che sorge al confine tra la Puglia e il Molise;

le esondazioni, oltre ad aver provocato, a più riprese, il blocco della circolazione sulla strada statale n. 17, sull’autostrada A14, sulla linea ferroviaria Adriatica e su numerose altre arterie stradali provinciali, hanno arrecato danni per almeno 50 milioni di euro alle aziende agricole ed alle colture di grano duro, ortaggi e barbabietole, diffuse su migliaia di ettari di terreno negli agri dei Comuni di Chieuti, Lesina e Serracapriola;

le abbondanti piogge e le conseguenti frane hanno distrutto ampi tratti della rete viaria provinciale dell’area, provocando l’isolamento di alcuni centri collinari, e la gran parte del sistema della viabilità rurale di competenza comunale;

la stessa area è stata interessata da eventi alluvionali già nei primi giorni di marzo di questo stesso anno, che provocarono l’esondazione dei corsi d’acqua ed i conseguenti danni alle coltivazioni ed alle infrastrutture logistiche,
impegna il Governo:

a procedere con urgenza al riconoscimento dello stato di calamità naturale per le zone colpite dall’alluvione;

a stanziare un fondo straordinario di 50 milioni da impiegare per interventi in conto capitale e finanziamenti a tasso agevolato in favore delle aziende agricole danneggiate, anche in deroga alle norme che regolano l’intervento dello Stato in casi del genere;

ad assegnare alla Regione Puglia un fondo straordinario di 10 milioni di euro, vincolato agli interventi di ricostruzione e manutenzione straordinaria della rete viaria provinciale e comunale dell’area alluvionata;

a stanziare un fondo straordinario di 10 milioni di euro per la messa in sicurezza dei corsi d’acqua esondati, allo scopo di prevenire ulteriori danni al territorio ed alle comunità.  (1-00175)

«Bordo, Mastromauro, Boccia, Losacco, Bellanova, Gaglione, Servodio, Capano, Gozi, Vico».

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