Alla prima edizione di Re Manfredi run oltre 500 partecipanti: davvero un gran bel successo. Bellissima manifestazione attraverso luoghi e paesaggi suggestivi di Manfredonia.

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Trivelle: Greenpeace in Adriatico,protesta contro Rospo MareE’ opportuno che il governo revochi le autorizzazioni per la ricerca del petrolio in Adriatico rilasciate prima dell’approvazione della Legge di Stabilità. Anche per questo parteciperò all’incontro tra le associazioni‪#‎notriv‬ e le istituzioni in programma per lunedì 18 gennaio, a Manfredonia.

La Legge di Stabilità stabilendo che non è possibile effettuare ricerche petrolifere entro 12 miglia dalla costa, ha senz’altro segnato un positivo passo in avanti rispetto alle originarie previsioni dello ‪#‎sbloccaItalia‬. Anche per questo motivo a tanti è parsa sbagliata la concessione rilasciata il 22 dicembre.

Personalmente, pur riconoscendo che l’autorizzazione non prevede le trivellazioni, come affermato da più parti, ma solo il passaggio di una nave oceanografica oltre le 12 miglia dalla costa per un’unica campagna geofisica della durata di 2,3 settimane, ritengo che sia stata comunque un errore.

Ho sempre sostenuto la pericolosità potenziale dell’estrazione di petrolio, peraltro di bassa qualità, nell’Adriatico e la necessità di valorizzare, invece, le sue potenzialità ambientali e turistiche. L’ho fatto quando governava il centrodestra e non cambio idea adesso perché governiamo noi.

L’ecosistema dell’Adriatico è assai delicato e una sua malaugurata alterazione determinerebbe un danno ambientale enorme ed un altrettanto rilevante danno economico alle comunità costiere che vivono principalmente di pesca e turismo.


trivellazioni“Ringrazio la Croazia per l’apertura e la disponibilità dimostrata rispetto alle preoccupazioni espresse dal nostro Paese, e in particolare dalla Puglia, in vista dell’eventuale attività estrattiva croata nel Mare Adriatico”. Lo ha detto il presidente della Commissione per le Politiche Ue della Camera Michele Bordo, del Pd, al termine dell’incontro con la delegazione parlamentare del Gruppo di Amicizia Uip Croazia-Italia e l’ambasciatore di Croazia a Roma Damir Grubiša.

“C’è piena disponibilità del Parlamento croato a impegnarsi, di raccordo con l’Italia, nella tutela ambientale dell’Adriatico, risorsa fondamentale per i nostri due Paesi. – ha detto Bordo – Mi convince anche l’idea di un report trilaterale continuo tra Croazia, Italia e Slovenia per mettere a punto politiche di salvaguardia per l’ecosistema. Mi auguro poi che, nel corso del semestre italiano di presidenza europea, il tema diventi oggetto di approfondimento durante gli incontri tra i rispettivi ministri dell’Ambiente”.

La mia interrogazione sull’attività estrattiva in Adriatico


petrolio“Abbiamo combattuto le estrazioni nelle acque italiane, non staremo in silenzio”

“L’attività estrattiva nell’Adriatico, nelle acque territoriali della Croazia, non deve avere effetti negativi sull’ecosistema marino e sulle attività economiche dei centri costieri italiani e, soprattutto, del Gargano”. Lo afferma l’on. Michele Bordo, deputato del Pd e presidente della Commissione Politiche Ue della Camera, che ha presentato un’interrogazione ai ministri degli Esteri, dello Sviluppo Economico e dell’Ambiente e si appresta a chiedere un incontro ufficiale all’ambasciatore croato in Italia “per comprendere i termini effettivi del programma di sfruttamento dei giacimenti petroliferi e rappresentare le ragioni dell’opposizione delle istituzioni e delle popolazioni costiere italiane”.

“Da notizie di stampa abbiamo appreso dell’avvio delle attività di esplorazione dei fondali all’interno delle acque territoriali croate – continua Bordo – fatte utilizzando la tecnica contestata in Italia e bloccata dal TAR del Lazio, che ad ottobre del 2012 accolse il ricorso di decine di Comuni, associazioni e delle Regioni Puglia e Molise. Non so se il Governo italiano e le autorità comunitarie siano stati informati del massiccio programma di sfruttamento dei bacini petroliferi e di gas da parte della Croazia. La cosa certa e’ che il Senato, lo scorso 3 aprile, ha approvato a larghis-sima maggioranza un ordine del giorno che impegna il nostro Governo a sospendere tutte le attività concessorie riguardanti la ricerca e l’estrazione di idrocarburi liquidi che si sviluppano all’interno delle 12 miglia di linea marina rispetto alla costa adriatica. Sono pertanto sicuro che il governo italiano farà tutto il possibile per evitare che la Croazia possa dar seguito al suo programma estrattivo. Io stesso tempo fa ho presentato una proposta di legge per l’istituzione della Zona di Protezione Ecologica del mare Adriatico al fine di preservare il suo ecosistema dai rischi derivanti da attività industriali inquinanti, come quella estrattiva, e promuovere un nuovo modello di sviluppo sostenibile fondato sul turismo e la pesca. Il mare che divide l’Italia dalla Croazia è un ambiente molto delicato, dove sono elevati anche i rischi sismici che ovviamente aumenterebbero a causa dell’estrazione di petrolio e gas – conclude Michele Bordo – Non possiamo assistere silenziosi a quanto sta avvenendo sull’altra sponda dell’Adriatico e che potrebbe riversare sulle nostre coste i detriti inquinanti di un modello di sviluppo che per quanto ci riguarda appartiene al passato”.