BORDO. – Al Ministro per i beni e le attività culturali – Per sapere – premesso che:

con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 24 aprile 2007 è stato istituito il Comitato interministeriale «150o anniversario dell’Unità d’Italia», a cui sono state affidate, in raccordo con le Amministrazioni regionali e locali interessate, le attività di pianificazione, preparazione ed organizzazione degli interventi e delle iniziative connesse alle celebrazioni di questo importantissimo evento;

con successivo decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 15 giugno 2007, è stata istituita presso la Presidenza del Consiglio dei ministri una «Struttura di missione per le celebrazioni dei 150 anni dell’Unità Nazionale», incaricata di fornire supporto al Comitato interministeriale nello svolgimento dei suoi compiti e di assicurare gli adempimenti necessari per la realizzazione del programma degli interventi connessi alle stesse celebrazioni;

il decreto-legge del 1o ottobre 2007, n. 159, recante disposizioni in merito a «Interventi urgenti in materia economico-finanziaria, per lo sviluppo e l’equità sociale», all’articolo 36, comma 1, affida al Comitato la definizione delle attività connesse alle celebrazioni, ed in particolare: la realizzazione e il completamento di un programma di qualificati interventi ed opere, anche infrastrutturali, di carattere culturale e scientifico, nonché di un quadro significativo di iniziative allocate su tutto il territorio nazionale, in particolare nelle città di preminente rilievo per il processo di unità della Nazione, tali da assicurare la compiuta diffusione e testimonianza del messaggio di identità ed unità nazionale proprio delle celebrazioni;

con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri in data 18 luglio 2008 si è provveduto alla ricostituzione del citato Comitato;

in seguito all’Ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri n. 3772 del 19 maggio 2009, la «Struttura di missione per le celebrazioni del 150o anniversario dell’unità nazionale» è stata ricostituita quale «Unità tecnica di missione» operante presso il Segretariato generale della Presidenza del Consiglio dei ministri;

l’Amministrazione comunale di Ascoli Satriano, cogliendo appieno lo spirito dell’evento prossimo venturo ed operando con serietà e sentita partecipazione, ha inteso attivare iniziative culturali per celebrare degnamente la ricorrenza del 150° anniversario dell’unità d’Italia, innanzitutto valorizzando il tributo di sangue offerto dalla comunità Ascolana al processo unitario costato la vita a due dei cinque concittadini che parteciparono alla spedizione guidata da Giuseppe Garibaldi, morti il 29 agosto 1862 sull’Aspromonte;

il 17 aprile 2009 proprio ad Ascoli Satriano si è svolto un interessante convegno nazionale sul tema «Il decennio garibaldino post unitario in Capitanata» cui hanno partecipato il Presidente dell’Associazione nazionale garibaldina ed illustri accademici;

l’amministrazione comunale di Ascoli Satriano ha predisposto un più ampio progetto culturale su questo fondamentale periodo storico, innanzitutto per coinvolgere le scuole cittadine per una approfondita riflessione storica, trasmesso alla citata Unità tecnica di missione senza ottenere alcun cenno di riscontro, fatta eccezione per una nota del Presidente emerito della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, chiamato a presiedere il Comitato dei Garanti incaricato di verificare e monitorare il programma delle iniziative legate alle celebrazioni dell’Unità Nazionale -:

se il Comitato interministeriale e l’unità tecnica di missione abbiano esaminato il progetto presentato dall’Amministrazione comunale di Ascoli Satriano e intendano inserirlo nel programma delle celebrazioni previste per il 150o anniversario dell’unità d’Italia;

se e quali iniziative intenda assumere il Governo per assicurare la compiuta diffusione e testimonianza del messaggio di identità ed unità nazionale in comunità, come quella di Ascoli Satriano, che hanno direttamente offerto il proprio contributo alla realizzazione dell’Unità d’Italia. (4-04388)


BORDO. – Al Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, al Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali, al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti – Per sapere – premesso che:

la zona del Gargano, con particolare riferimento al territorio dei comuni di San Giovanni Rotondo e San Marco in Lamis, è stata colpita, lo scorso 11 settembre 2009, da violenti piogge che hanno provocato una vittima ed ingenti danni al patrimonio pubblico ed a quello privato, particolarmente alle infrastrutture viarie ed alle produzioni agricole di pregio;

gli smottamenti di terreno e l’esondazione dei canali dei principali bacini imbriferi dell’area hanno determinato un danno ambientale di particolare rilevanza all’interno del perimetro del Parco nazionale del Gargano, aggravando il già diffuso e grave fenomeno del dissesto idrogeologico;

l’evento calamitoso ha colpito un’area, sostenuta dall’Unione europea e ad elevato valore aggiunto commerciale, in cui si producono olive, destinate alla trasformazione in pregiato olio extravergine, per la cui coltivazione sono impiegati centinaia di lavoratori agricoli;

è attualmente in corso la valutazione dei danni subiti dalle infrastrutture, comprese quelle energetiche e telefoniche, e dalle aziende agricole, che stime attendibili già indicano in almeno 20 milioni di euro;

i consigli comunali delle città interessati dall’evento alluvionale hanno deliberato la richiesta di riconoscimento dello stato di calamità naturale da parte dello Stato e della Regione Puglia -:

se il Governo intenda procedere con urgenza al riconoscimento dello stato di calamità naturale per le zone colpite dall’alluvione;

se il Governo intenda stanziare un fondo straordinario di 10 milioni da impiegare per interventi in conto capitale e finanziamenti a tasso agevolato in favore delle aziende agricole danneggiate, anche in deroga alle norme che regolano l’intervento dello Stato in casi del genere;

se il Governo intenda assegnare alla Regione Puglia un fondo straordinario di 10 milioni di euro, vincolato agli interventi di ricostruzione e manutenzione straordinaria della rete viaria provinciale e comunale dell’area alluvionata, nonché alla messa in sicurezza delle porzioni di territorio colpiti da dissesto e dei corsi d’acqua esondati allo scopo di prevenire ulteriori danni al territorio ed alle comunità. (4-04130)


BORDO. – Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, al Ministro dell’economia e delle finanze – Per sapere – premesso che:

la società Tirrenia di Navigazione s.p.a., il cui capitale è interamente di proprietà pubblica, è titolare della concessione pubblica per il servizio di trasporto marittimo sulla tratta Manfredonia-Vieste-Isole Tremiti;

la suddetta concessione garantisce la copertura del servizio nel periodo giugnosettembre con la motonave «Pacinotti», entrata in funzione nel 2006 a seguito dell’incremento della domanda di trasporto;

grazie all’esistenza di tale collegamento, il porto di Manfredonia si è consolidato come terminal particolarmente gradito ai viaggiatori ed ai turisti diretti alle isole Tremiti provenienti dalla Capitanata e dalla Puglia meridionale, oggi costretti a raggiungere il porto di Termoli e, dunque, disincentivati ad intraprendere il viaggio;

già nel 2008, in violazione di quanto stabilito nella concessione ministeriale, il servizio di collegamento è stato sospeso in anticipo rispetto alla scadenza fissata, provocando un grave disservizio agli utenti che hanno prenotato e pagato i biglietti e danni notevoli alle agenzie di viaggio e agli operatori del settore turistico che hanno dovuto far fronte a questa vera e propria emergenza -:

se il Governo sia a conoscenza della mancata attivazione del servizio di collegamento marittimo Manfredonia-Vieste-Isole Tremiti e quali iniziative intenda intraprendere per tutelare i cittadini e i soggetti economici danneggiati dalla decisione della società Tirrenia di Navigazione s.p.a. di non attivare il servizio di collegamento.(4-03796)


BORDO. – Al Ministro dell’economia e delle finanze – Per sapere – premesso che:

l’articolo 1, commi da 280 a 284 della legge 27 dicembre 2006, n. 296 (Finanziaria 2007) ha introdotto, a favore delle imprese di tutti i settori un credito d’imposta a fronte di attività di ricerca e sviluppo;

per le attività di ricerca e sviluppo realizzate nel 2007, l’utilizzo del credito d’imposta è stato automatico con indicazione nel quadro RU del modello Unico e privo di particolari procedure;

il decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito con modificazioni dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, ha introdotto significativi cambiamenti alla disciplina di utilizzo di detto credito d’imposta: in particolare, l’articolo 29, comma 2, del decreto-legge ha disposto, al secondo periodo, che la fruizione del credito d’imposta per la ricerca sia regolata, a decorrere dall’anno 2009, secondo la particolare procedura di prenotazione e assegnazione delle risorse indicata alle lettere a) e b) del comma 2 e ai successivi commi 3 e 4 dell’articolo 29 del decreto-legge;

in attuazione di quanto previsto dal decreto-legge n. 185 del 2008, per i programmi avviati prima del 28 novembre 2008, i soggetti interessati hanno dovuto inoltrare, per via telematica a partire dalle ore 10 del 6 maggio 2009 all’Agenzia delle entrate, un apposito formulario di prenotazione (l’inoltro del formulario vale come prenotazione dell’accesso alla fruizione del credito d’imposta);

il trattamento dei formulari, per i programmi avviati prima del 28 novembre 2008, presentati all’Agenzia delle entrate, e l’assenso all’utilizzo del credito d’imposta sono disciplinati dal comma 3 del decreto-legge, secondo cui «L’Agenzia delle entrate, sulla base dei dati rilevati dai formulari pervenuti, esaminati rispettandone rigorosamente l’ordine cronologico di arrivo, comunica telematicamente e con procedura automatizzata ai soggetti interessati esclusivamente un nullaosta ai soli fini della copertura finanziaria; la fruizione del credito di imposta è possibile nell’esercizio in corso ovvero, in caso di esaurimento delle risorse disponibili in funzione delle disponibilità finanziarie, negli esercizi successivi;…»;

diverse aziende hanno manifestato che, pur procedendo all’invio telematico della prenotazione (modello FRS) alle ore 10 del 6 maggio 2009, il server dell’Agenzia delle entrate risultava irraggiungibile, dovendo procedere pertanto a successivi invii con conseguente ritardo nel protocollo di prenotazione -:

fino a che ora di invio i formulari di prenotazione del credito d’imposta siano stati accolti dall’Agenzia delle Entrate sulla base della copertura finanziaria;

quante aziende abbiano ricevuto dall’Agenzia delle entrate il nulla osta alla fruizione del credito d’imposta;

come intenda garantire il Ministero dell’economia e delle finanze par condicio alle imprese nell’accesso a tali benefici fiscali, considerata la manifesta inaccessibilità del server ministeriale al momento di avvio della procedura di prenotazione;

se non si reputi che, di fatto, tale sistema di prenotazione abbia leso la legittima aspettativa da parte di aziende che nel 2008 hanno realizzato attività di ricerca e sviluppo, confidando nel credito d’imposta così come previsto dalla legge finanziaria 2007;

se tale sistema di prenotazione, con conseguente esclusione di alcune aziende contribuenti, non possa configurare tale misura come aiuto di Stato con tutto quanto conseguente nel caso di mancata notifica dell’aiuto di Stato all’UE. (4-03553)


BORDO. – Al Ministro per i beni e le attività culturali – Per sapere – premesso che:

il territorio della provincia di Foggia, conosciuto nell’antichità con il nome di Daunia, rappresenta uno dei bacini archeologici più ricchi e, al contempo, poco conosciuti e ancor meno valorizzati della Puglia e dell’Italia meridionale peninsulare;

parte integrante di tale patrimonio è il Ponte Romano di Palino, località del territorio di Sant’Agata di Puglia, maestosa testimonianza delle antiche fortune di questa terra costruito in mattoni e pietra, lungo circa 211 metri ed alto 11;

la sua costruzione si fa risalire al periodo in cui fu realizzata la Aurelia Aeclanensis che da Aeclanum (l’attuale Mirabella Eclano) conduceva ad Herdonia (oggi Ordona) per congiungersi alla via Traiana, che collegava l’Adriatico al Tirreno;

a causa di una frana, nel marzo del 2005 il Ponte è stato gravemente lesionato e da allora è in uno stato di evidente abbandono, ulteriormente aggravato dalle abbondanti piogge cadute localmente questo inverno, che ne hanno gravemente compromesso l’equilibrio statico -:

se e come, valutata la eccezionalità dell’evento calamitoso e l’importanza storica del manufatto, il governo intenda intervenire per scongiurare il rischio del crollo del Ponte Romano di Pelino, che cancellerebbe un pezzo unico del patrimonio storico della provincia di Foggia. (4-02936)