“Sono molto soddisfatto per l’approvazione a larga maggioranza, da parte dell’Aula della Camera, della Legge Europea 2014 che consente di chiudere 14 procedure di infrazione e 9 casi Eu Pilot pendenti nei confronti dell’Italia e, di conseguenza, di assicurare ai cittadini un risparmio enorme, nell’ordine di milioni di euro al giorno. Dato che, per ogni infrazione, il nostro Paese potrebbe essere condannato a pagare oltre 8 milioni di euro, con l’approvazione di questo provvedimento risparmiamo potenzialmente almeno 130 milioni di euro”. Così il presidente della Commissione per le Politiche Ue della Camera Michele Bordo, del Pd, commentando l’approvazione della Legge europea 2014 a Montecitorio.

“Questa e’ la terza legge europea che approviamo dall’inizio di questa legislatura, – prosegue Bordo – segno dell’inversione di tendenza rispetto al passato quando, invece, le leggi Comunitarie avevano tempi di discussione e approvazione in Parlamento lunghissimi, con sprechi enormi. I tempi stretti con i quali negli ultimi anni recepiamo nel nostro ordinamento il diritto comunitario sta consentendo una drastica riduzione dei contenziosi tra l’Italia e l’Europa e un recupero di credibilita’ e autorevolezza molto significative del nostro Paese a livello internazionale. Infatti, piu’ si riduce il numero di infrazioni, come il governo e il Parlamento stanno facendo, attraverso l’approvazione delle leggi europee, e più si e’ credibili a livello comunitario” conclude Bordo.


La Camera, premesso che:

l’articolo 13-bis del decreto-legge 1o luglio 2009, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102, come modificato dal decreto in esame, ha ridefinito la normativa, conosciuta con l’appellativo di scudo fiscale, volta a consentire l’emersione delle attività finanziarie e patrimoniali detenute illegalmente all’estero da soggetti residenti in Italia che, anteriormente al 31 dicembre 2008, hanno esportato o detenuto all’estero capitali e attività in violazione dei vincoli valutari e degli obblighi tributari sanciti dall’ordinamento giuridico italiano;

in sostanza, attraverso lo strumento del rimpatrio o della regolarizzazione, è consentito far emergere denaro e attività di natura finanziaria e patrimoniale, detenuti illegalmente all’estero da cittadini italiani, potendo contare sulla protezione fornita dalle norme introdotte dal citato articolo 13-bis che consentono di essere «scudati» non solo per gli illeciti di tipo amministrativo, civile e tributario, ma anche per alcuni reati di rilevanza penale, come il falso in bilancio;

dietro lo scudo fiscale troveranno copertura non solo i reati tributari e le violazioni contabili, come il falso in bilancio, ma una serie molto più ampia di reati fino al riciclaggio ed alla corruzione in virtù di quella garanzia di anonimato accordata a chi decide di regolarizzare la propria posizione;

il Governo e la maggioranza continuano ad affermare che lo «scudo» italiano è uguale a quello adottato in altri paesi, come gli USA, la Francia, il Regno Unito, mentre in realtà non è così: in quei paesi gli «scudi» non solo costano di più ai contribuenti poco onesti, ma soprattutto non sono coperti dall’anonimato e l’amministrazione fiscale può accertare eventuali evasioni o elusioni effettuate in passato, nel momento in cui quei capitali si formarono, e su questi comminare il pagamento delle imposte dovute, con sanzioni e interessi in generale ridotti e agevolati. Gli scudi degli altri paesi consentono anche di acquisire le informazioni sugli intermediari finanziari ed i paesi presso cui le somme sono state collocate, mentre queste informazioni non saranno mai disponibili all’amministrazione fiscale in Italia;

il Governo si attende di veder incrementate le entrate in applicazione delle suddette misure,

impegna il Governo

a destinare un’adeguata quota del gettito che si produrrà dall’applicazione dello scudo fiscale all’incremento, in via straordinaria per l’anno 2010, delle risorse destinate al funzionamento degli istituti penali per i minorenni.
9/2714/134. Bordo.