FB_IMG_1516015392605Il rafforzamento dei rapporti e della cooperazione tra Italia e Francia, che negli ultimi mesi hanno subíto degli scossoni, è indispensabile per coordinarsi in maniera sistematica non solo su questioni bilaterali ma anche europee al fine di creare consenso tra i 27. Il rilancio dell’Unione passa, infatti, attraverso un impegno comune e una piena assunzione di responsabilità da parte di tutti i Paesi europei. Ecco perché l’idea di un Trattato italo francese mi convince: l’Europa ha bisogno di una presenza forte e credo che l’Italia possa trovare in Macron una sponda per affrontare tematiche cruciali per la tenuta europea: crescita, innovazione, sviluppo energetico, terrorismo ma anche questioni, come l’immigrazione, di cui, per anni, ci siamo dovuti occupare da soli di fronte a un’Europa distratta. Mai come oggi abbiamo uno straordinario bisogno di unione e convergenza non solo per sanare gli squilibri macroeconomici ma per isolare gli euroscettici e salvare il progetto Europa.


L’assalto di oggi ad un tir che trasportava olive è stato sventato solo grazie all’intervento, tempestivo e professionale, della Polizia di Stato; ma l’emergenza dei furti di prodotti agricoli nel nord della Puglia resta e bisogna contrastarla con più forza.

La violenta determinazione dei quattro rapinatori armati, che hanno speronato l’auto della Polizia pur di garantirsi la fuga nelle campagne, è giustificata dall’espansione del business criminale nel settore agroalimentare.

Furti, frodi e contraffazione sono sempre più appannaggio delle organizzazioni criminali, comprese quelle di natura mafiosa, che sottraggono reddito e lavoro alle imprese e non si preoccupano dei potenziali rischi per la salute dei consumatori.

Alla Polizia di Stato e alle Forze dell’Ordine esprimo il mio plauso e la mia vicinanza assicurando tutto l’impegno politico e istituzionale per le iniziative necessarie a garantire maggiore sicurezza nelle campagne e sulle strade utilizzate per il trasporto delle merci.


svimez2Il Rapporto Svimez incoraggia le politiche messe in campo negli ultimi anni nel tentativo di colmare il gap di crescita tra Nord e Sud ma molto resta ancora da fare. Le previsioni per il 2017 e il 2018 confermano, infatti, che il Mezzogiorno è finalmente in grado di agganciare la ripresa, facendo segnare tassi di crescita di poco inferiori a quelli del Centro-Nord.

Nelle stime dello Svimez, aggiornate a ottobre, si legge che nel 2017 “il Pil italiano cresce dell’1,5%, risultato del +1,6% del Centro-Nord e del +1,3% del Sud”. Nel 2018 il tasso di crescita del Pil nazionale si attesterà “all’1,4% con una variazione territoriale dell’1,4% nel Centro-Nord e dell’1,2% al Sud”. Forti di questi risultati sarà ora necessario mettere in campo tutte le risorse per incrementare da un lato la forza lavoro e dall’altro le retribuzioni che, al Sud, rimangono ancora troppo basse rispetto alla media nazionale.


puidgemontÈ innegabile che, talvolta, gli egoismi nazionali prevalgono sugli interessi comuni ma la forza dell’Unione europea è sempre stata nell’unità dei popoli e di intenti. Proclamare l’indipendenza in maniera unilaterale, come ha appena fatto il Parlamento della #Catalogna, tradisce questo spirito. Non si può rischiare di mettere sette milioni e mezzo di catalani, e tra loro anche chi non ha votato per l’indipendenza, ai margini dell’Ue. Spero che il dialogo con Madrid possa essere in qualche modo riaperto e che la frattura che si è venuta a creare non sia insanabile. D’altra parte anche il Governo Rajoy deve compiere ogni sforzo possibile per cercare di risanare una lacerante ferita ed evitare ogni azione di forza che possa ulteriormente inasprire gli animi. L’Ue promuova il dialogo tra Madrid e Barcellona e la ricerca di una soluzione condivisa ad una crisi che va al più presto risolta.