“Il sistema proporzionale con le preferenze è l’unico in grado realmente di restituire agli elettori il più ampio potere di scelta dei propri rappresentanti alla Camera, ed ai deputati la dignità politica sminuita anche dall’essere stati nominati”. Sono alcune delle motivazioni che hanno indotto Michele Bordo, deputato del Partito Democratico, a presentare una proposta di riforma della legge elettorale attualmente in vigore “attorno a cui si potrebbe creare un consenso positivamente trasversale, perché contiene la gran parte delle ipotesi su cui tutti i partiti a parole si dicono d’accordo”.

“La necessità di modificare l’attuale legge elettorale è, solo da ultimo, resa evidente dalla relativa semplicità con cui sono state raccolte 1.200.000 firme in calce alla proposta di referendum abrogativo del cosiddetto ‘Porcellum’ – scrive Bordo nella presentazione della proposta di legge – A mio parere, tuttavia, anche il cosiddetto ‘Mattarellum’, che ritornerebbe in vigore qualora il referendum abrogativo fosse ammesso dalla Corte costituzionale e poi accolto favorevolmente dagli elettori, non risolverebbe parte dei problemi contenuti nell’attuale legge elettorale”. Le ragioni indicate sono, fondamentalmente, due: non consente ai cittadini di scegliere i parlamentari del listino proporzionale (il 25% degli eletti) e, di fatto, riserva agli elettori solo il voto dei simboli delle liste o coalizioni, visto che sono le segreterie di partito ad indicare anche i candidati in ogni collegio elettorale. “Inoltre il ‘Mattarellum’ ha incentivato la proliferazione di partiti e la frammentazione della rappresentanza istituzionale”.
La proposta di legge articolata dall’on. Bordo prevede “la reintroduzione delle preferenze e l’attribuzione dei seggi in proporzione ai voti ottenuti da ciascuna lista”. La circoscrizione elettorale “corrisponde al territorio della provincia” e il numero massimo di deputati assegnati a ciascuna circoscrizione è proporzionale al numero di residenti.
“Allo scopo di favorire una ragionevole articolazione politica della rappresentanza istituzionale ed impedire la sua eccessiva frammentazione” si prevede di “innalzare al 5% la soglia di sbarramento per l’ingresso alla Camera dei Deputati della singola lista. Per la stessa ragione, il quorum per le coalizioni di liste è fissato al 15%, e al 3% quello della singola lista che ne faccia parte”.
Il premio di maggioranza è “attribuito alla coalizione o alla singola lista che ottenesse almeno il 40% dei voti validamente espressi che, in tal caso, conquisterebbe il 55% dei seggi della Camera dei Deputati”, favorendo “l’attuazione del condivisibile principio assunto dai sistemi politici bipolari in base al quale le forze politiche dichiarano prima delle elezioni con quali alleati governeranno in caso di vittoria elettorale”. Se nessuna lista o coalizione raggiungesse il 40% dei consensi, “i seggi sarebbero distribuiti proporzionalmente al risultato elettorale di ciascuna lista”.
La proposta di nuova legge elettorale introduce anche “il principio della parità di genere, con la previsione di liste di candidati composte per metà da uomini e per metà da donne e la possibilità offerta agli elettori di esprimere fino a due preferenze a condizione che tale opzione garantisca l’alternanza di genere”.
Infine, è cancellata la possibilità di candidarsi in più circoscrizioni elettorali.

“Sono convinto che in questa fase il Parlamento abbia, ancor più che in passato, l’obbligo politico di attivarsi per innovare l’architettura istituzionale dello Stato – conclude Michele Bordo – e la riforma della legge elettorale è un passaggio ineludibile del percorso da intraprendere per modernizzare lo Stato e le sue rappresentanze”.

Roma, 9 dicembre 2011


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