Sulla riforma elettorale il Pd è pronto al dialogo con tutti, nessuno escluso. Ma sia chiaro che «nessuna forza politica può pretendere di essere agevolata a priori dalla legge». Luciano Violante, già presidente della Camera, oggi responsabile riforme per il Pd, è colui che, per i democratici, sta conducendo le trattative per cambiare il sistema di voto.

Ieri l’ex premier Berlusconi, su «Libero» parlava della necessità di dialogare con voi sulle riforme…

«La nostra posizione è chiara: per quanto ci riguarda, dialoghiamo con tutti, perché le riforme si fanno col maggior numero di forze politiche possibili. Senza rapporti privilegiati e senza escludere nessuno».

Appunto: dalle parole del Cavaliere, benché poí derubricate a «ragionamenti sul filo del paradosso» si delinea l’idea di un asse Pdl-Pd sulla legge elettorale…

«Non è nei nostri progetti. Se due forze si mettessero d’accordo a scapito degli altri fallirebbe l’intero progetto: noi ascoltiamo le ragioni di tutti e lavoriamo se possibile con tutti, chi non parteciperà sarà perché si autoescluderà».

Quindi può rassicurare I’Idv che è subito insorta chiedendovi di rifiutare l’appello…

«L’Idv conosce benissimo la nostra posizione».

Si fida del proposito di Berlusconi?

«Io sono a priori per il dialogo. E non ho nessun motivo né per fidarmi né per non fidarmi. Poi, certo, se la fiducia viene tradita…».

Non è stata già tradita in passato?

«Varie volte l’onorevole Berlusconi ha cambiato opinione, per questo siamo guardinghi. Ma la necessità di mettere il Paese in carreggiata, anche sotto il profilo istituzionale, viene prima di tutto: se si resta legati a sospetti, illazioni e atteggiamenti del passato, non si va da nessuna parte».

A che punto siamo nel confronto sulla legge elettorale?

«Il Pdl ha rinunciato al premio di maggioranza e noi abbiamo rinunciato al doppio turno di collegio. Si va verso una legge con clausola di sbarramento, intorno al 4%, con l’introduzione della sfiducia costruttiva e la tendenziale costruzione della maggioranza di governo nelle urne. Ci si orienta verso un sistema simile al tedesco».

Quindi ci sono incontri costanti sul tema: bilaterali o tutti insieme?

«Non mi chieda troppo. Ci sentiamo tra tutti perché è giusto così».

C’è qualche aspetto irrinunciabile per voi?

«Quando si fanno trattative parlamentari non bisogna avere pregiudizi, altrimenti si rompe. Piuttosto bisogna mettere sul tavolo quello a cui si è disposti a rinunciare».

E un atteggiamento condiviso?

«E’ l’atteggiamento di tutti».

Ce la farete ad approvare una nuova legge elettorale entro la legislatura?

«Spero di sì, ce la stiamo mettendo tutta».

Berlusconi invita al dialogo non solo sulla legge elettorale, anche su altre riforme istituzionali…

«Anche sulle riforme costituzionali e istituzionali dialoghiamo con tutti. Non abbiamo il tempo per mettere in campo riforme più profonde, che forse non sono neanche necessarie, ma almeno possiamo ridurre il numero dei parlamentari, avviare il superamento del bicameralismo paritario, riformare i regolamenti parlamentari».

L’ex premier accenna anche alla possibilità di dialogo sulla giustizia: pensa sia possibile?

«Finora abbiamo avuto opinioni fortemente differenziate: se il Pdl ha cambiato opinione, saremo ben lieti di discutere».


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